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Sentenza

Sentenza n. 1599/2026 - Torino, Sezione 2

per l'ottemperanza della sentenza n. 156/2025, emessa nel giudizio R.G. n. 358/2024 del Tribunale di Biella Sezione Lavoro, pubblicata in data 11.07.2025, notificata il 16.07.2025 e passata in giudicato, con cui il Tribunale del Lavoro condanna il Ministero dell’Istruzione e del Merito alla corresponsione a parte ricorrente della retribuzione professionale docente dell'importo di euro 1.768,00.

Giustizia amministrativa202600702

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Piemonte, Sez. IISentenzaGiudizio di ottemperanza

Atto impugnato: mancata esecuzione del giudicato formatosi sulla sentenza del Tribunale di Biella, Sezione Lavoro, che aveva condannato il Ministero al pagamento di euro 1.768,00 a titolo di retribuzione professionale docente, oltre interessi legali

Esito

CESSATA MATERIA DEL CONTENDERE

Favorevole al resistente (amministrazione debitrice)

Prevale l’amministrazione

La controversia

La ricorrente ha proposto giudizio di ottemperanza per ottenere l'esecuzione della sentenza civile passata in giudicato, chiedendo l'ordine al Ministero di pagare il capitale e gli interessi legali, nonché la nomina di un commissario ad acta in caso di ulteriore inerzia. Non erano richieste le spese legali liquidate direttamente in favore dei procuratori antistatari. Nel corso del giudizio la ricorrente ha comunicato l'avvenuto pagamento della retribuzione da parte del Ministero e ha chiesto dichiararsi la cessazione della materia del contendere. Il Ministero ha rappresentato di essersi attivato tempestivamente per il pagamento, inizialmente non riuscito per il rifiuto del sistema conseguente all'inserimento di dati non corretti e, successivamente, di avere richiesto alla ricorrente, tramite il suo legale, la corretta indicazione delle coordinate bancarie. Ha inoltre evidenziato l'assenza di una previa diffida stragiudiziale.

La decisione

Il TAR ha dichiarato cessata la materia del contendere, rilevando che il giudicato civile azionato era stato integralmente eseguito dal Ministero nel corso del processo mediante il pagamento delle somme dovute. Le spese di lite sono state compensate, poiché dagli atti risultava che l'Amministrazione si era attivata per l'esecuzione già prima della notificazione del ricorso, avvenuta il 20 aprile 2026; il pagamento non era andato inizialmente a buon fine per problemi relativi ai dati bancari e il Ministero aveva successivamente invitato il legale della ricorrente a compilare correttamente la scheda necessaria all'accredito. La sentenza ordina all'autorità amministrativa di eseguire il provvedimento.

Norme richiamate

  • art. 34, comma 5, c.p.a.

    avvenuto pagamento della retribuzione professionale docenti da parte del Ministero resistente

    La disposizione è richiamata quale base per la definizione del giudizio in ragione dell'intervenuta soddisfazione della pretesa durante il processo e della conseguente cessazione della materia del contendere.

Massime di principio

  • Nel giudizio di ottemperanza, l'integrale esecuzione in corso di causa del giudicato azionato determina la cessazione della materia del contendere, non essendo più necessaria una pronuncia ordinatoria o sostitutiva del giudice amministrativo.
  • La regolazione delle spese nel giudizio di ottemperanza può tener conto del comportamento processuale e precontenzioso delle parti: la compensazione è giustificata quando l'amministrazione si sia attivata per eseguire il giudicato prima della notificazione del ricorso e il ritardo nell'accredito sia dipeso da dati bancari non corretti o da necessità imputabili alla corretta individuazione delle coordinate di pagamento.

Come è indicizzato

MaterieGiudizio di ottemperanzaEstinzione, perenzione e improcedibilitàSpese di lite
RamiProcesso amministrativo
IstitutiOttemperanza e commissario ad actaSopravvenuta carenza di interesse

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