Cassazione Penale, Sentenza n. 15813/2023 del 14/04/2023
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
Ricorso proposto dalla parte civile avverso la sentenza del Tribunale di Trapani del 12/04/2022. La parte civile denunciava: 1) violazione di legge e nullità per carenza di motivazione circa la ritenuta responsabilità concorrente della persona offesa (contestando la ricostruzione dei fatti e la valutazione delle dichiarazioni sulla dinamica dell'incidente); 2) vizi nella liquidazione del danno, lamentando che il giudice di appello aveva disatteso la domanda risarcitoria e ritenuto insufficiente la consulenza di parte senza motivazione adeguata; 3) mancata condanna dell'imputato e del responsabile civile alla rifusione delle spese sostenute dalla parte civile in appello, nonostante la soccombenza.
La decisione
La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha ritenuto che il Tribunale di Trapani avesse correttamente ricostruito la dinamica del sinistro sulla base di rilievi e consulenze, individuando la violazione dell'art. 143 c.d.s. da parte di IMPASTATO (invasione parziale della corsia opposta con impatto sulla linea di mezzeria) e un concorso di colpa della persona offesa per non avere adottato manovre evasive né frenato, in violazione dell'art. 140 c.d.s. Quanto al quantum, il giudice d'appello ha ritenuto insufficienti gli elementi probatori posti dalla parte civile per quantificare il danno in sede penale; la mera consulenza di parte non è risultata idonea a provare in modo certo l'ammontare. La reciproca soccombenza ha giustificato la condanna di ciascun appellante al pagamento delle spese processuali e la mancata condanna dell'imputato alla rifusione delle spese della parte civile. Per tali ragioni il ricorso è stato dichiarato inammissibile; il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e alla somma di euro 3.000,00 alla Cassa delle ammende. Nulla è stato disposto a favore dell'imputato in termini di rifusione spese.
Norme richiamate
art. 590, comma 1 e 3, cod. pen.
Norma che disciplina le lesioni personali: con essa era contestata materialmente la condotta lesiva. Nel processo è stata indicata come il reato di riferimento per l'evento lesivo subito dalla parte offesa.
art. 143 Codice della Strada
Regola cautelare sulla correttezza della tenuta della corsia di marcia; la Corte e il Tribunale hanno ritenuto violata la norma in quanto il veicolo dell'imputato ha invaso parzialmente la corsia opposta determinando l'urto.
art. 140 Codice della Strada
Disposizione sul comportamento di prudenza, perizia e diligenza; è stata invocata per ritenere un concorso di colpa della persona offesa che, pur avendo visto il veicolo, non ha adottato manovre evasive né frenato.
art. 606, lett. b) e c), cod. proc. pen.
Norme che individuano i motivi di ricorso per cassazione; la Corte osserva che molte doglianze erano in realtà critiche al percorso motivazionale (censure di merito) e quindi impropriamente inquadrate nelle suddette lettere, contribuendo all'inammissibilità o infondatezza del ricorso.
art. 39-bis D.Lgs. n. 274/2000 (introduzione di limiti alla proponibilità del ricorso)
Richiamato in relazione alle restrizioni sulla proponibilità di certe censure di merito in Cassazione (modifiche introdotte dal d.lgs. 6/2/2018 n.11): alcune doglianze di fatto non risultano proponibili in cassazione.
art. 1226 c.c.
Principi civilistici sulla liquidazione equitativa del danno: il giudice che liquida in via equitativa deve motivare i criteri e i pesi assegnati; la Corte ha richiamato l'obbligo motivazionale quando si procede a valutazioni discrezionali sul quantum.
art. 111, comma 6, Cost.
Richiesta di motivazione minima costituzionalmente adeguata; la Corte ricorda che la carenza di motivazione può integrare vizio di nullità in relazione alla quantificazione del danno.
Massime di principio
- Se la ricostruzione della dinamica dell'incidente si basa su rilievi tecnici e consulenze, è difficile ottenere l'annullamento in Cassazione: le valutazioni di fatto sono marginalmente sindacabili se non si dimostra violazione di legge.
- La violazione dell'art. 143 c.d.s. (invasione della corsia opposta) costituisce solida base per la responsabilità del conducente che invade la corsia, ma il giudice valuta anche il comportamento della parte offesa (art. 140 c.d.s.) e può ritenere un concorso di colpa se questa non ha adottato manovre evasive o frenato.
- Per ottenere la liquidazione del danno in sede penale è necessario produrre elementi probatori chiari e specifici sull'ammontare; una consulenza di parte, da sola, può risultare insufficiente per la quantificazione e la pronuncia può rinviare alla sede civile.
- Quando sussiste reciproca soccombenza in grado d'appello, il giudice può limitarsi a condannare ciascuna parte alle spese processuali senza disporre la rifusione delle spese della controparte; ciò può penalizzare la parte civile che ha proposto l'impugnazione.
- In cassazione è fondamentale inquadrare correttamente i motivi: le doglianze che attaccano solo il percorso motivazionale o la valutazione del merito sono soggette a limiti di proponibilità (art. 606 e disposizioni successive); l'atto di impugnazione deve indicare punti di diritto specifici e non solo contestazioni valutative generiche.
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