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Ordinanza

Ordinanza n. 258/2026 - Bologna, Sezione 1

Giustizia amministrativa202600902

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Emilia-Romagna - Bologna, Sez. IOrdinanza cautelareAzione di annullamento

Atto impugnato: sospensione del giudizio e rinvio della valutazione finale nello scrutinio conclusivo dell’anno scolastico 2025/2026, per insufficienza in inglese

Esito

RIGETTO

Favorevole al resistente (istituto scolastico)

Prevale l’amministrazione

La controversia

Lo studente ha impugnato la scheda di comunicazione dei voti e della valutazione delle competenze, la comunicazione del Consiglio di Classe e il verbale dello scrutinio finale, nella parte in cui è stata disposta la sospensione del giudizio con rinvio della valutazione finale. Ha chiesto l’annullamento degli atti, previa sospensione cautelare. Il testo dell’ordinanza non espone analiticamente le singole censure, ma riferisce che esse non hanno consentito di ravvisare, in sede cautelare, una manifesta irragionevolezza o evidenti errori di fatto o procedurali nella valutazione scolastica. Il ricorrente ha inoltre dedotto un pregiudizio derivante dalla necessità di conciliare lo studio estivo conseguente alla sospensione del giudizio con un’attività lavorativa estiva.

La decisione

Il TAR ha respinto la domanda cautelare, ritenendo insussistente il fumus boni iuris. Ha rilevato che agli insegnanti spetta un’ampia discrezionalità tecnica nella valutazione degli studenti, sia con riguardo alle verifiche svolte durante l’anno sia nell’attribuzione del giudizio finale, e che, nei limiti propri della fase cautelare, le censure non evidenziavano una manifesta irragionevolezza né errori di fatto o procedurali evidenti. In particolare, l’insufficienza in inglese non poteva essere ritenuta ingiustificata sulla base degli atti disponibili, sicché la sospensione del giudizio non appariva irragionevole o sproporzionata. È stato escluso anche il periculum in mora: l’interesse a svolgere un’attività lavorativa estiva non è stato ritenuto utilmente valorizzabile, poiché l’impegno era stato assunto senza considerare una possibilità di insufficienza non imprevedibile alla luce dei voti del secondo quadrimestre; inoltre, non risultava adeguatamente dimostrata l’impossibilità di conciliare lavoro e studio estivo. Le spese della fase cautelare sono state integralmente compensate.

Norme richiamate

  • art. 55 c.p.a.

    La domanda cautelare è stata esaminata secondo i presupposti della tutela cautelare, con particolare riferimento al fumus boni iuris e al periculum in mora.

  • art. 52, commi 1, 2 e 5, d.lgs. 196/2003

    È stato disposto l’oscuramento dei dati identificativi del minore e degli altri soggetti interessati.

  • art. 6, paragrafo 1, lettera f), regolamento (UE) 2016/679

    La disposizione è richiamata quale fondamento, unitamente alla normativa nazionale, dell’oscuramento dei dati personali nella diffusione del provvedimento.

Massime di principio

  • Nella fase cautelare, le valutazioni scolastiche espressione di discrezionalità tecnica possono essere sindacate soltanto quando emergano, allo stato degli atti, una manifesta irragionevolezza o evidenti errori di fatto o procedurali.
  • La sospensione del giudizio scolastico non è irragionevole o sproporzionata quando risulti collegata a un’insufficienza non manifestamente ingiustificata alla luce dei risultati scolastici disponibili, inclusi quelli del secondo quadrimestre.
  • L’interesse dello studente a svolgere un’attività lavorativa estiva non integra di per sé il periculum in mora necessario per sospendere la sospensione del giudizio, soprattutto quando l’impegno lavorativo sia stato assunto senza considerare una prevedibile eventualità di insufficienza e non sia dimostrata l’impossibilità di conciliare lavoro e studio estivo.

Come è indicizzato

MaterieScuolaTutela cautelare
RamiIstruzione e universitàProcesso amministrativo
IstitutiDiscrezionalità amministrativa e tecnicaProporzionalità e ragionevolezzaTutela cautelare

Testo integrale

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