Cassazione Penale, Sentenza n. 46157/2023 del 15/11/2023
Sintesi
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Favorevole al resistente
La controversia
La ricorrente ha impugnato la sentenza d'appello che l'aveva ritenuta responsabile dei reati relativi al capo A) bancarotta fraudolenta per distrazione (circa €1.757.000), e al capo B) bancarotta preferenziale (pagamenti e transazione per €72.000 a favore del padre), mentre era stata assolta per il capo C) (omessa dichiarazione). In cassazione ha dedotto, in particolare: (i) insufficienza probatoria in relazione alla sottrazione e all'effettiva esistenza delle somme contestate, contestando la eccessiva valenza probatoria delle scritture contabili; (ii) mancanza di "indici di fraudolenza" e di accertamento del dolo specifico; (iii) vizio di motivazione per non aver considerato o valutato adeguatamente la testimonianza del commercialista che sosteneva di aver gestito la contabilità; (iv) sul capo B) mancata analisi del dolo specifico rispetto alla transazione e ai rapporti con il padre; (v) criticava infine la determinazione del trattamento sanzionatorio (pena base, aumenti per continuazione, esclusione delle attenuanti).
La decisione
La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha ritenuto infondate e/o non adeguatamente correlate alle motivazioni impugnate le doglianze della ricorrente: ha confermato che i giudici di merito hanno adeguatamente accertato l'esistenza delle somme risultanti dagli incassi fatturati e la loro "eliminazione" tramite registrazioni artificiose, nonché l'assenza di spiegazioni da parte dell'amministratore; ha ritenuto correttamente motivato il convincimento sul dolo (in particolare alla luce della qualifica di amministratore unico e delle annotazioni contabili artificiose) e sul dolo specifico relativo alla preferenza verso il padre; ha giudicato congrua la determinazione della pena e motivata l'esclusione delle attenuanti. Conseguentemente la sentenza di appello resta integra (assoluzione per il capo C) confermata e rideterminazione della pena in anni 3 di reclusione per il complesso), il ricorso viene rigettato e la ricorrente condannata alle spese processuali e al versamento di Euro 3.000,00 alla Cassa delle ammende.
Norme richiamate
decreto-legge 28 ottobre 2020, n. 137, art. 23, comma 8
Riferimento procedurale alla richiesta di discussione orale formulata dalla imputata, richiesta ammessa.
disp. att. cod. proc. pen., art. 173, comma 1
Limita l'esame dei motivi in cassazione ai termini previsti dall'articolo; richiamata come limite alla articolazione dei motivi di ricorso.
Legge fallimentare (I. fall.) art. 216
Norma richiamata in tema di bancarotta fraudolenta patrimoniale; la Corte ha chiarito che per tale reato occorre l'accertamento della previa disponibilità, da parte dell'imprenditore fallito, dei beni sottratti.
Legge fallimentare (I. fall.) art. 223
Richiamata in relazione alle fattispecie di bancarotta: la Corte valuta la prova della distrazione e la necessità di criteri logico-probatori adeguati.
cod. proc. pen., art. 192
Principio di valutazione della prova: la risultanza probatoria deve essere valutata per la sua intrinseca attendibilità e la motivazione deve indicarne i parametri.
cod. civ., art. 2710
Richiamato a titolo di principio sulla prova documentale; la Corte precisa che la qualificazione civilistica della documentazione non esime dalla valutazione di attendibilità nel processo penale.
Legge fallimentare (I. fall.) art. 87, comma 3
Attribuisce al fallito l'obbligo di verità circa la destinazione dei beni; la Corte osserva che l'assenza di giustificazione da parte dell'amministratore rafforza l'accertamento di distrazione.
Legge fallimentare (I. fall.) art. 219, comma 2
Norma sulle attenuanti: la Corte ha ritenuto motivata l'esclusione delle attenuanti generiche e specifiche alla luce dell'entità del danno alla massa dei creditori.
Massime di principio
- Per il reato di bancarotta per distrazione è necessario accertare la previa disponibilità, da parte dell'imprenditore fallito, dei beni o valori mancanti: la semplice contabilità non basta se non collegata a elementi che dimostrino l'entrata effettiva delle somme e la loro successiva scomparsa.
- La scomparsa di cespiti o disponibilità alla dichiarazione di fallimento, in assenza di spiegazioni credibili da parte dell'amministratore, può giustificare una presunzione di distrazione dolosa a carico dell'amministratore stesso, specialmente se ricopre ruolo di gestione esclusiva.
- Le registrazioni contabili "artificiali" o giroconti che azzerano poste attive già risultanti dagli incassi sono elementi indiziari rilevanti e, se inseriti in un quadro probatorio coerente (stato di decozione, debiti consistenti), possono giustificare la responsabilità penale.
- Operazioni o transazioni apparentemente favorevoli a un parente (es. pagamento o transazione col padre) possono integrare bancarotta preferenziale se determinano un danno alla par condicio creditorum e risultano connotate dal dolo specifico di avvantaggiare il congiunto.
- In sede di cassazione è essenziale che i motivi siano correlati in modo diretto e puntuale alle motivazioni della sentenza impugnata: censure generiche o non confrontate con il nucleo decisorio sono spesso inammissibili.
- Questioni di prescrizione o maturazione successiva vanno tempestivamente dedotte: l'inammissibilità del ricorso può precludere la rilevazione di prescrizioni sopravvenute rispetto alla sentenza impugnata.
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