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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 22254/2024 del 03/06/2024

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Grecis ha chiesto la concessione dell'affidamento in prova al servizio sociale ai sensi del d.lgs. 15/02/2016, n. 38 (recepimento della decisione quadro 2008/947/GAI) per poter scontare la misura alternativa in Spagna. Il Tribunale di sorveglianza di Milano ha respinto l'istanza ritenendo insufficiente la documentazione prodotta (atti in lingua spagnola non tradotti e carenti nel dimostrare il percorso rieducativo e le prospettive sociali/lavorative), e formulando un giudizio prognostico negativo sulla base del comportamento del condannato e della mancanza di elementi positivi idonei a garantire il reinserimento e il monitoraggio della misura all'estero. Grecis ha impugnato per violazione di legge e vizio di motivazione.

La decisione

La Corte ha dichiarato il ricorso infondato e lo ha rigettato. Ha ritenuto che la valutazione del Tribunale di sorveglianza fosse congrua: la possibilità di scontare l'affidamento in prova in uno Stato membro esiste, ma il richiedente deve fornire documentazione adeguata e tradotta che dimostri l'effettivo percorso rieducativo, le prospettive sociali e lavorative e la fattibilità del monitoraggio. La documentazione in lingua spagnola prodotta dal ricorrente era oggettivamente inadeguata a consentire il vaglio preliminare; inoltre il comportamento del ricorrente non forniva elementi positivi sufficienti per un giudizio prognostico favorevole. Il rigetto è operativo allo stato degli atti e non preclude la possibilità di integrare e tradurre i documenti per una futura richiesta. Il ricorrente è stato condannato alle spese processuali.

Norme richiamate

  • d.lgs. 15 febbraio 2016, n. 38

    Ha recepito la decisione quadro 2008/947/GAI e consente, in linea di principio, l'esecuzione dell'affidamento in prova in altro Stato membro ove il condannato sia residente; richiede però prova adeguata del percorso rieducativo e della possibilità di monitoraggio nel Paese estero.

  • Decisione quadro 2008/947/GAI del 27 novembre 2008

    Stabilisce il principio di reciproco riconoscimento delle decisioni di sospensione condizionale e di misure alternative tra gli Stati membri; recepita in Italia dal d.lgs. n. 38/2016, non elimina tuttavia gli oneri probatori e di collaborazione richiesti al richiedente.

  • Sez. 1, n. 16942 del 25/05/2020 (Mancinelli)

    L'esecuzione dell'affidamento in prova al servizio sociale può aver luogo nello Stato dell'Unione europea ove il condannato sia residente ... in quanto l'affidamento è assimilabile ad una "sanzione sostitutiva" ...

    Conferma la possibilità di esecuzione dell'affidamento in altro Stato membro ma inquadrandola nell'ambito delle sanzioni sostitutive, richiedendo comunque compatibilità degli obblighi e delle prescrizioni con il trattamento alternativo.

  • Sez. 1, n. 14799 del 18/03/2022 (Di Fiore)

    Sottolinea l'onere informativo e la diligenza richiesta al condannato nella produzione di documenti a sostegno della richiesta di misura alternativa.

  • Sez. 1, n. 31420 del 05/05/2015 (Incarbone)

    Afferma che per valutare l'idoneità al beneficio è imprescindibile l'esame della condotta successiva del condannato e la presenza di elementi positivi attuali per formulare un giudizio prognostico favorevole e prevenire il pericolo di recidiva.

  • Sez. 1, n. 10586 del 08/02/2019 (Catalano)

    Conferma che per la valutazione del percorso rieducativo vanno considerati comportamenti antecedenti e successivi, utili alla valutazione prognostica.

  • Sez. 1, n. 33287 del 11/06/2013 (Pantaleo)

    Sottolinea l'importanza del vaglio complessivo del comportamento del condannato nell'ambito della valutazione per misure alternative.

  • Sez. 1, n. 19642 del 12/01/2017 (Pullara)

    Richiama il principio secondo cui la preclusione in sede di esecuzione opera allo stato degli atti e non in senso assoluto; è possibile integrare la documentazione per nuove istanze.

  • Sez. 1, n. 19358 del 05/10/2017 (Crescenza)

    Conferma l'orientamento sulla valutazione 'rebus sic stantibus' delle istanze nel processo di sorveglianza e sulla possibilità di integrazione documentale.

Massime di principio

  • La possibilità di eseguire l'affidamento in prova in un altro Stato membro esiste, ma il richiedente deve provare in modo chiaro e documentato il percorso rieducativo e la concreta possibilità di monitoraggio nel Paese estero.
  • La documentazione straniera deve essere tradotta e adeguata: atti non tradotti o generici possono legittimare il rigetto per insufficienza probatoria.
  • Il comportamento del condannato, sia antecedente sia successivo alla domanda, è centrale per il giudizio prognostico; devono emergere elementi positivi attuali sul riesame critico e reinserimento sociale.
  • Esiste un onere informativo del richiedente caratterizzato da particolare diligenza e collaborazione con l'autorità giudiziaria per ottenere misure alternative.
  • Il rigetto per carenza documentale opera 'allo stato degli atti' e non impedisce la presentazione di una nuova istanza integrata con traduzioni e ulteriori prove.
  • La valutazione del Tribunale deve motivare il giudizio prognostico; l'assenza di una motivazione esaustiva può essere censurata, ma se la carenza probatoria è obiettiva il rigetto è giustificato.

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