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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 51524/2023 del 28/12/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Il ricorrente ha proposto ricorso per cassazione contro la conferma, in appello, della sua condanna per il reato di truffa. L'impugnazione è fondata unicamente per violazione di legge e vizio di motivazione in relazione al diniego delle circostanze attenuanti generiche e, in subordine, per il mancato bilanciamento di tali attenuanti con la recidiva contestata.

La decisione

Il difensore del ricorrente ha trasmesso, in corso di causa, atto di remissione della querela (datato 4 novembre 2023) con contestuale accettazione. La Corte di legittimità ha rilevato che la remissione della querela, intervenuta in pendenza del ricorso e regolarmente accettata, determina l'estinzione del reato. Per questo motivo ha annullato senza rinvio la sentenza impugnata per estinzione del reato dovuta alla remissione di querela. Ha altresì disposto che le spese processuali seguono la disciplina normativa prevista e ha condannato il querelato al pagamento delle spese processuali. La decisione è stata adottata in forma di motivazione semplificata (camera di consiglio, 21 novembre 2023).

Norme richiamate

  • art. 340, comma 4 cod. proc. pen.

    art. 340, comma 4 cod. proc. pen.

    La disciplina delle spese processuali si applica normalmente; in assenza di particolari pattuizioni le spese sono regolate dalla norma e possono essere poste a carico del querelato anche quando la sentenza venga annullata per estinzione del reato.

  • Remissione di querela (istituto e suoi effetti)

    La remissione della querela, se intervenuta in pendenza del giudizio di Cassazione e ritualmente accettata, determina l'estinzione del reato; tale estinzione prevale su eventuali cause di inammissibilità e deve essere rilevata e dichiarata dal giudice di legittimità a condizione che il ricorso sia stato tempestivamente proposto.

  • Sez. U, n. 24246 del 25/02/2004, Rv 227681

    Sez. U, n. 24246 del 25/02/2004, Rv 227681

    Giurisprudenza di legittimità che afferma il principio secondo cui la remissione della querela accolta in corso di impugnazione estingue il reato e deve essere dichiarata dalla Cassazione quando il ricorso sia tempestivo.

  • Sez. 3, n. 9154 del 17/12/2020, dep. 2021, Rv. 281326

    Sez. 3, n. 9154 del 17/12/2020, dep. 2021, Rv. 281326

    Conferma e applicazione del principio giurisprudenziale riguardante l'effetto estintivo della remissione della querela in pendenza di ricorso e la necessità che la Cassazione ne dia rilievo.

Massime di principio

  • La remissione della querela accettata estingue il reato anche se intervenuta dopo la sentenza di merito e in pendenza di ricorso per cassazione; la Corte di legittimità deve dichiarare l'estinzione se il ricorso è tempestivo.
  • L'estinzione del reato per remissione della querela prevale su questioni processuali come l'inammissibilità del ricorso e comporta l'annullamento senza rinvio della sentenza impugnata.
  • Anche quando il reato si estingue per remissione, il giudice può applicare le norme sulle spese processuali (art. 340 c.p.p.), con possibile condanna del querelato al pagamento delle spese.
  • I motivi di impugnazione che riguardano l'applicazione o il diniego di attenuanti diventano irrilevanti se il reato viene estinto successivamente mediante remissione della querela.
  • Per ottenere l'effetto estintivo in sede di legittimità è necessario depositare tempestivamente e documentalmente l'atto di remissione e la prova della sua accettazione; senza tali elementi il beneficio potrebbe non essere riconosciuto.
  • La dichiarazione di estinzione da parte della Cassazione non comporta un accertamento sul merito delle questioni sostanziali sottoposte dal ricorrente (es. fondatezza delle attenuanti), che restano prive di effetto per la sopravvenuta estinzione.

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