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Concentrazione

Provvedimento AGCM C12292 n. 28320 del 28/07/2020

IREN AMBIENTE/I.BLU

AGCMC12292

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
In breve

Iren Ambiente, società del gruppo Iren, acquisisce il controllo esclusivo di I.BLU, attiva nella selezione e nel trattamento di rifiuti plastici e nella produzione di polimeri rigenerati, previa retrocessione a Idealservice delle attività relative al multimateriale svolte in subfornitura. L’AGCM ha qualificato l’operazione come concentrazione ai sensi dell’articolo 5, comma 1, lettera b), della legge n. 287/1990, soggetta a comunicazione preventiva ai sensi dell’articolo 16. L’Autorità ha escluso effetti anticoncorrenziali significativi, anche sotto il profilo verticale, e ha deliberato di non avviare l’istruttoria ai sensi dell’articolo 16, comma 4. Alcune pattuizioni contrattuali non sono state considerate restrizioni accessorie; il patto di non concorrenza a favore di Iren è stato riconosciuto come accessorio soltanto per tre anni.

Iren Ambiente acquisisce il controllo esclusivo di I.BLU, dopo uno scorporo di attività, con mancato avvio dell’istruttoria e autorizzazione senza condizioni concorrenziali

Iren Ambiente / I.BLU: acquisizione del controllo esclusivo nel settore del trattamento dei rifiuti plastici

Il provvedimento riguarda l’acquisizione del controllo esclusivo di I.BLU S.r.l. da parte di Iren Ambiente S.p.A., società controllata da Iren S.p.A., previa separazione e retrocessione a Idealservice delle attività relative al trattamento e alla valorizzazione dei rifiuti multimateriali svolte prevalentemente in subfornitura presso impianti di terzi. L’AGCM ha esaminato l’operazione ai sensi della legge n. 287/1990 e ha deliberato di non avviare l’istruttoria prevista dall’articolo 16, comma 4.

Le parti e l’operazione

Iren Ambiente opera nella raccolta dei rifiuti, nell’igiene urbana e nella progettazione e gestione di impianti di trattamento e smaltimento, oltre che nei servizi commerciali collegati. Il gruppo Iren è attivo anche nei settori dell’energia, del gas, del teleriscaldamento, dei servizi idrici integrati e dei servizi tecnologici; nel 2019 ha realizzato in Italia un fatturato di circa 4,2 miliardi di euro.

I.BLU opera nella selezione e nel recupero dei rifiuti plastici provenienti dalla raccolta dei rifiuti solidi urbani, attraverso due impianti CSS situati in Friuli-Venezia Giulia ed Emilia-Romagna, nonché nel trattamento dei rifiuti plastici per la produzione di materiali da riciclo tramite un impianto in Veneto. Svolge inoltre attività di trattamento e valorizzazione del multimateriale e, in via residuale, trasporto di linea di rifiuti e materie prime secondarie.

L’operazione comporta l’acquisizione del controllo esclusivo di I.BLU da parte di Iren Ambiente. Prima del perfezionamento, le attività relative al multimateriale svolte in subfornitura presso impianti di terzi vengono scorporate e retrocesse a Idealservice.

Qualificazione giuridica e obbligo di notifica

L’AGCM ha qualificato l’operazione come concentrazione ai sensi dell’articolo 5, comma 1, lettera b), della legge n. 287/1990, in quanto acquisizione del controllo di un’impresa. L’operazione rientra nell’ambito della legge nazionale, non ricorrendo le condizioni di applicazione dell’articolo 1 del Regolamento CE n. 139/2004.

È stato inoltre ritenuto applicabile l’obbligo di comunicazione preventiva di cui all’articolo 16, comma 1, della legge n. 287/1990, poiché:

  • il fatturato nazionale complessivo realizzato dall’insieme delle imprese interessate supera 504 milioni di euro;
  • almeno due delle imprese interessate hanno realizzato individualmente in Italia un fatturato superiore a 31 milioni di euro.

Mercati rilevanti

L’Autorità ha individuato due mercati direttamente interessati:

  • il mercato della selezione e del trattamento dei rifiuti da imballaggi in plastica provenienti dalla raccolta dei rifiuti solidi urbani;
  • il mercato della produzione e commercializzazione dei polimeri rigenerati.

Il trasporto di linea non è stato ritenuto un mercato significativo ai fini della valutazione, poiché I.BLU vi opera solo in via residuale, con vendite complessive pari a [1-5] milioni di euro, solo in parte effettuate verso terzi.

Mercato della selezione e trattamento della plastica da RSU

Il mercato comprende la separazione per tipologia e qualità dei rifiuti differenziati da imballaggi in plastica, effettuata presso appositi impianti CSS. La dimensione geografica è stata ritenuta subnazionale, in ragione dell’incidenza dei costi di trasporto.

Secondo le informazioni fornite dalle parti, COREPLA assegna i materiali derivanti dalla raccolta differenziata urbana secondo due criteri:

  • un criterio di prossimità, che privilegia CSS situati entro 25 km dal centro di raccolta o di prima selezione;
  • in assenza di impianti entro tale distanza, una gara tra i CSS situati entro un raggio di 300 km.

Nel mercato non risultavano sovrapposizioni orizzontali tra le parti: il gruppo Iren non era attivo nella selezione e nel trattamento della plastica da RSU, se non in attività propedeutiche o complementari. I.BLU, inoltre, non raggiungeva il 10% del fatturato nazionale complessivo del settore.

Mercato dei polimeri rigenerati

Il mercato della produzione e commercializzazione dei polimeri rigenerati è collocato a valle rispetto alla selezione e al trattamento dei rifiuti plastici. In base ai precedenti dell’Autorità, la sua dimensione geografica potrebbe essere nazionale o sovranazionale.

L’AGCM non ha ritenuto necessario definire esattamente il mercato geografico, poiché Iren non risultava attiva in tale mercato e la quota di I.BLU sul totale delle vendite nazionali era stimata inferiore al 5%.

Possibili effetti verticali

L’operazione determinava una relazione verticale tra l’attività di raccolta urbana dei rifiuti, nella quale il gruppo Iren era attivo in diversi comuni dell’Italia settentrionale, e il mercato a valle della selezione e trattamento degli imballaggi plastici, nel quale operavano gli impianti di I.BLU.

L’Autorità ha esaminato la possibile capacità dell’entità risultante di favorire i propri CSS o di escludere CSS indipendenti. Tale rischio è stato escluso per diverse ragioni. L’acquisizione della plastica proveniente dalla raccolta differenziata urbana e l’assegnazione ai CSS risultavano infatti gestite dal consorzio di filiera, in particolare COREPLA, che stabiliva i criteri di conferimento, individuava gli impianti e sosteneva la relativa contrattazione commerciale.

Di conseguenza, il gruppo Iren non avrebbe avuto la possibilità di determinare autonomamente la ripartizione dei materiali a danno dei concorrenti. Inoltre, le attività di raccolta gestite da Iren si trovavano principalmente in Piemonte, Liguria ed Emilia-Romagna e risultavano compatibili, per criteri di prossimità e costi di trasporto, soprattutto con l’impianto I.BLU di Cadelbosco, in provincia di Reggio Emilia, mentre l’altro impianto si trovava a San Giorgio di Nogaro, in provincia di Udine.

Anche ipotizzando che Iren potesse incidere direttamente sulla scelta dei CSS, l’Autorità ha escluso effetti escludenti significativi, in considerazione della presenza di numerose gestioni della raccolta non riconducibili al gruppo Iren e di importanti impianti concorrenti. Dei 33 CSS attivi in Italia, tre si trovavano in Emilia-Romagna e quattro in Lombardia.

Patti di non concorrenza e accordi contrattuali

Le parti avevano stipulato due patti di non concorrenza, oltre a un Accordo Quadro e a un Accordo di Partnership.

Il patto a carico di Idealservice, volto a impedirle di operare nelle attività analoghe a quelle svolte dagli impianti di I.BLU acquisiti da Iren, è stato considerato restrizione accessoria, direttamente connessa e necessaria all’operazione, soltanto entro il limite temporale di tre anni. L’Autorità ha precisato che si sarebbe riservata di valutare la pattuizione qualora fosse stata applicata oltre tale durata.

Il patto a favore di Idealservice, con il quale Iren e le società del gruppo si impegnavano per cinque anni a non acquisire nuovi impianti analoghi nel Triveneto, non è stato considerato restrizione accessoria. Secondo l’AGCM, la qualifica di restrizione accessoria può essere riconosciuta ai patti di non concorrenza destinati a proteggere l’investimento dell’acquirente dalle iniziative del venditore, non a pattuizioni poste a beneficio del venditore.

Anche l’Accordo Quadro e l’Accordo di Partnership, stipulati contestualmente alla cessione, non sono stati qualificati come restrizioni accessorie, in quanto privi di una connessione diretta con l’operazione. L’Autorità ha richiamato, sul punto, la Comunicazione della Commissione sulle restrizioni direttamente connesse e necessarie alle concentrazioni, 2005/C 56/03.

Esito della valutazione concorrenziale

L’AGCM ha concluso che l’operazione non era idonea a determinare la costituzione o il rafforzamento di una posizione dominante, né a modificare in misura significativa le condizioni di concorrenza nei mercati interessati.

Ai sensi dell’articolo 6, comma 1, della legge n. 287/1990, non risultava quindi integrata una riduzione sostanziale e durevole della concorrenza. L’Autorità ha deliberato di non avviare l’istruttoria di cui all’articolo 16, comma 4, della legge n. 287/1990. L’operazione è pertanto stata autorizzata senza misure correttive, ferma restando la non qualificazione come restrizioni accessorie del patto a favore di Idealservice, dell’Accordo Quadro e dell’Accordo di Partnership, nonché il limite di tre anni riconosciuto al patto a carico di Idealservice.

Punti principali

Operazione e parti

Iren Ambiente acquisisce il controllo esclusivo di I.BLU da Idealservice, dopo lo scorporo e la retrocessione a quest’ultima delle attività di trattamento e valorizzazione del multimateriale svolte presso impianti di terzi.

Qualificazione e soglie

L’operazione costituisce una concentrazione ai sensi dell’articolo 5, comma 1, lettera b), della legge n. 287/1990. È soggetta all’obbligo di comunicazione preventiva ex articolo 16, comma 1, poiché il fatturato nazionale complessivo delle imprese interessate supera 504 milioni di euro e almeno due imprese superano individualmente 31 milioni di euro.

Mercati interessati

Sono stati individuati il mercato della selezione e trattamento dei rifiuti da imballaggi in plastica da RSU, di dimensione subnazionale, e il mercato della produzione e commercializzazione dei polimeri rigenerati, potenzialmente nazionale o sovranazionale.

Assenza di sovrapposizioni orizzontali rilevanti

Iren non era attiva nel mercato della selezione e trattamento della plastica da RSU, salvo attività propedeutiche o complementari, mentre I.BLU deteneva una quota inferiore al 10% del fatturato nazionale del settore e inferiore al 5% nelle vendite di polimeri rigenerati.

Valutazione degli effetti verticali

Sebbene Iren fosse attiva nella raccolta urbana dei rifiuti e acquisisse attività a valle, l’assegnazione dei materiali ai CSS e la contrattazione commerciale risultavano gestite dal consorzio di filiera, principalmente COREPLA. Inoltre, la presenza di numerosi operatori e impianti concorrenti rendeva non plausibili strategie escludenti.

Patti e accordi accessori

Il patto di non concorrenza di Idealservice a favore di Iren è stato ritenuto accessorio soltanto per una durata massima di tre anni. Il patto a beneficio di Idealservice, l’Accordo Quadro e l’Accordo di Partnership non sono stati qualificati come restrizioni accessorie.

Esito

L’AGCM ha ritenuto che l’operazione non costituisse né rafforzasse una posizione dominante e non modificasse in modo significativo e durevole la concorrenza; ha quindi deliberato di non avviare l’istruttoria ex articolo 16, comma 4, della legge n. 287/1990.

Come è indicizzato

Materiecontrollo concentrazioniacquisizione del controllomercato rilevanteeffetti verticalisettore ambientale

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