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Sentenza civile

Cassazione Civile, Sentenza n. 35814/2023 del 22/12/2023

Giurisprudenza civile

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Disputa contrattuale relativa a un appalto per la realizzazione di prototipi di motore "brushless". Coprel lamentava l'inadempimento di Iseo e chiedeva la risoluzione del contratto del 3 agosto 2012, la penale o la restituzione di quanto pagato e risarcimento danni; Iseo si difese sostenendo di aver adempiuto e, in via riconvenzionale, chiese il pagamento di compensi per tre incarichi ulteriori (verbalmente concordati nel 2013) per euro 42.000,00. In primo grado il Tribunale accolse la domanda riconvenzionale di Iseo ed il pagamento di 42.000 euro; la Corte d'appello confermò. Coprel impugnò in cassazione sollevando plurime censure, tra cui in particolare la nullità/inesatta esclusione della deposizione del teste Albanese (membro del CdA di Coprel) e la scorrettezza della valutazione probatoria circa l'esistenza e l'adempimento dei supposti incarichi aggiuntivi.

La decisione

La Corte di Cassazione ha accolto il primo motivo (violazione dell'art. 246 c.p.c. relativo all'incapacità a testimoniare) ritenendo che l'essere componente del consiglio di amministrazione non esclude di per sé la capacità a deporre, salvo che emerga un interesse giuridico e concreto collegato alla rappresentanza legale o alla gestione diretta dell'area contrattuale. Per tale motivo la sentenza di appello è stata cassata limitatamente alla questione accolta e la causa è rinviata alla Corte d'appello di Milano in diversa composizione per un nuovo esame, con riesame della capacità a deporre del teste e della valutazione complessiva delle prove. I restanti motivi sono stati assorbiti. La Cassazione ha inoltre enunciato il principio di diritto richiamato nella motivazione.

Norme richiamate

  • art. 246 c.p.c.

    Disciplina l'incapacità a testimoniare: la Corte precisa che la sola qualità di componente del consiglio di amministrazione non determina automaticamente l'incapacità; per escludere la capacità a deporre è necessario dimostrare un interesse giuridico, attuale e concreto, collegato alla rappresentanza o alla gestione diretta della materia controversa.

  • art. 360 c.p.c. (primo comma, n. 4 e n. 3 e n.5)

    Norma sui motivi di cassazione: è stata invocata per censurare vizi di motivazione, violazioni di norme processuali e di diritto probatorio; la Corte ha ritenuto fondato il motivo relativo alla violazione dell'art. 246 e ha assorbito gli altri.

  • art. 112 c.p.c.

    Disposizione sull'omessa pronuncia: contestata per presunta mancata risposta a censure di appello; la Corte ha ritenuto assorbite le questioni dal decisum sull'incapacità a testimoniare e ha disposto il riesame.

  • art. 105 c.p.c.

    Richiamata rispetto alla possibile partecipazione del teste come parte processuale (intervento) quando sussista un rapporto giuridico sostanziale che legittimi tale posizione; la Corte nota che tale aspetto non è stato adeguatamente valutato dal giudice di merito.

  • art. 2729 c.c. (menzionato come art. 2929/2729)

    Riferimento alle prove per presunzioni e alla loro utilizzabilità: la Corte sottolinea che il giudice di merito deve motivare adeguatamente la gravità, precisione e concordanza degli indizi quando fonda una decisione su presunzioni semplici.

  • art. 2723 c.c.

    Richiamato in relazione al vaglio della verosimiglianza delle pattuizioni aggiunte: il giudice deve valutare concretamente la credibilità dei fatti dedotti.

  • art. 132 c.p.c.

    Richiesto alla stregua del dovere di motivazione: la Corte ha rilevato carenze nella motivazione della Corte d'appello su alcuni aspetti e ha disposto il riesame.

  • art. 116 c.p.c.

    Richiamato in ordine al dovere del giudice di esaminare direttamente i documenti e non limitarsi a rinvii apodittici alla motivazione del primo grado; la Corte ha censurato una valutazione ritenuta insufficiente.

  • artt. 99 e 345 c.p.c.

    Richiamati con riferimento alla regolamentazione dei termini e dello svolgimento della consulenza tecnica d'ufficio; si censurava la gestione della CTU in relazione alle domande di accertamento del corrispettivo.

  • artt. 115 e 342 c.p.c.

    Invocate in relazione ai criteri di formazione della prova e alla CTU: la Corte ha ritenuto che le questioni connesse fossero assorbite dalla decisione sulla testimonianza e dal conseguente riesame probatorio.

  • art. 100 c.p.c.

    Richiamato per spiegare la differenza tra interesse giuridico (che esclude la capacità a deporre) e interesse di fatto (che incide solo sull'attendibilità): la Corte ribadisce che solo un interesse giuridico, attuale e concreto, legittima l'incompatibilità a testimoniare.

Massime di principio

  • La qualità di componente del consiglio di amministrazione di una società non impedisce automaticamente la capacità a testimoniare: per escluderla è necessario provare un interesse giuridico personale, attuale e concreto collegato alla rappresentanza o alla gestione diretta dell'area contrattuale litigiosa.
  • Un interesse di mero fatto dell'interrogato (es. vantaggio dall'esito del processo) non determina incapacità a testimoniare ma incide sulla valutazione della sua attendibilità.
  • Il giudice di merito deve motivare in modo congruo e specifico la decisione di escludere o ritenere inattendibile una testimonianza, indicando le deleghe o i poteri concretamente rilevanti se invocati per escludere la capacità a deporre.
  • Se la decisione di un giudice si fonda in modo determinante su una testimonianza la cui capacità a deporre era controversa e valutata in modo insufficiente, la sentenza può essere cassata e la causa rinviata per nuovo esame.
  • In controversie contrattuali in cui si deducono accordi successivi verbali, la loro esistenza e il relativo corrispettivo richiedono prove chiare e motivate: clausole che impongono la forma scritta rendono più gravoso l'onere probatorio per chi allega patti verbali.
  • La Corte di cassazione, quando annulla per vizi probatori o motivazionali che incidono sull'istruttoria, tende a rinviare per un nuovo esame complessivo delle prove (riesame ex novo in merito alla capacità a deporre e alla valutazione probatoria).
  • Tatticamente: chi intende impedire una testimonianza deve documentare con precisione l'esistenza di specifiche e rilevanti deleghe o poteri rappresentativi; chi intende utilizzare la testimonianza deve prepararsi a dimostrarne attendibilità con elementi oggettivi e coerenti.

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