Salta al contenuto
Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 20627/2025 del 03/06/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

La ricorrente deduceva due motivi: 1) vizio di motivazione e travisamento probatorio perché la Corte di appello aveva affermato un riconoscimento certo della persona offesa, mentre la trascrizione della deposizione mostrava che il riconoscimento era riconosciuto dalla persona offesa solo al 50% (dunque incerto); la difesa aveva inoltre contestato l'acquisizione in istruttoria della denuncia e del verbale di riconoscimento ai sensi dell'art. 512 c.p.p.; 2) violazione di legge in relazione all'art. 545-bis c.p.p. e carenza di motivazione: la Corte di appello, pur riducendo la pena in misura compatibile con l'applicabilità delle nuove pene sostitutive (riforma Cartabia), non avrebbe attivato il necessario contraddittorio sull'applicabilità delle pene sostitutive e non avrebbe adeguatamente motivato il rigetto della richiesta difensiva su questo punto.

La decisione

La Corte di Cassazione ha ritenuto fondato il primo motivo: dalla trascrizione della deposizione della persona offesa emergeva chiaramente che il riconoscimento dell'imputata non era avvenuto con certezza (solo al 50%), mentre la Corte di appello aveva erroneamente riportato che non vi fosse dubbio. Per questo motivo la motivazione della sentenza impugnata è risultata viziata. L'altro motivo è stato assorbito. La Suprema Corte ha annullato la sentenza impugnata e ha disposto il rinvio per nuovo esame ad altra Sezione della Corte di appello di Bologna.

Norme richiamate

  • disp. att. cod. proc. pen. art. 173, comma 1

    Richiamata in relazione ai limiti della esposizione dei motivi di ricorso; indicazione che i motivi sono stati dedotti nei limiti di tale disposizione

  • art. 512 cod. proc. pen.

    Norma richiamata perché concerne l'acquisizione in dibattimento della denuncia e del verbale di riconoscimento; la Corte evidenzia che la difesa aveva contestato l'acquisizione e che la deposizione della persona offesa in appello andava valutata tenendo conto di tale contestazione e, se necessario, integrata con le precedenti dichiarazioni rese nelle indagini

  • art. 545-bis cod. proc. pen.

    Richiamato dalla difesa con riferimento all'obbligo di attivare il contraddittorio circa l'applicabilità delle pene sostitutive (riforma Cartabia); la Corte di Cassazione non ha deciso sul merito di questa doglianza perché ha annullato per vizi motivazionali relativi al riconoscimento, assorbendola e rinviando la valutazione al giudice di rinvio

  • art. 611 c.p.p. (modifiche a seguito del d.lgs. 10.10.2022 n. 150)

    La Corte segnala che il ricorso è stato trattato secondo le nuove regole successive al 30.6.2024 in assenza di richiesta di trattazione orale; è richiamata per descrivere il procedimento di trattazione del ricorso in Cassazione

Massime di principio

  • Il riconoscimento operato dalla persona offesa va valutato con precisione: se la testimonianza esprime dubbi o percentuali di incertezza, il giudice deve esplicitare come ha superato tale incertezza e quali altri elementi probatori ha valorizzato per fondare la condanna.
  • Se la difesa contesta l'acquisizione di atti di indagine (es. verbali di riconoscimento), il giudice d'appello che riascolta la persona offesa deve usare la trascrizione integrale della deposizione e, se utile, integrare con le dichiarazioni rese in sede di indagine per colmare eventuali lacune probatorie o per spiegare il valore delle dichiarazioni stesse.
  • Un errore descrittivo o un travisamento del contenuto della prova da parte della Corte d'appello può determinare l'annullamento della sentenza per vizio della motivazione: la valorizzazione dei fatti deve corrispondere al contenuto reale degli atti processuali.
  • Quando la pena viene ridotta in misura tale da rendere possibile l'applicazione di pene sostitutive introdotte dalla riforma, il giudice di merito deve valutare e motivare in modo adeguato l'applicabilità di tali misure e, se la normativa lo richiede, attivare il contraddittorio con le parti su questo punto.
  • In caso di errori probatori o di motivazione su punti decisivi (es. identità dell'autore del reato), la Corte di Cassazione può annullare e rinviare per nuovo esame, demandando alla Corte di appello di ripetere la valutazione con un corretto inquadramento probatorio.
  • Difensori e parti devono porre attenzione, in fase di appello, a contestare formalmente l'uso di dichiarazioni di indagine e a chiedere l'esibizione delle relative trascrizioni: ciò agevola la verifica e impedisce travisamenti nella motivazione

Testo integrale

Continua a leggere gratis

Crea il tuo account Trovanorma: leggi il testo integrale della pronuncia, apri l’originale e chiedi all’AI di applicarlo al tuo caso, con ogni fonte citata.

7 giorni di prova · Nessuna carta di credito

Hai già un account? Accedi

La sintesi è generata dall'AI di Trovanorma a partire dal testo pubblicato da Giurisprudenza penale, ha finalità informative e non sostituisce la lettura del documento né un parere professionale: fa fede il testo ufficiale.

Dal documento al tuo caso

Chiedi a Trovanorma cosa dice per il tuo caso

Descrivi i fatti: Trovanorma trova le norme, la prassi e le sentenze pertinenti, le mette in relazione e cita ogni fonte, che puoi aprire e verificare.