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Sentenza

Sentenza n. 3947/2026 - Napoli, Sezione 8

per l'annullamento - dell'ordinanza n. 12/2023 del 24.04.2023 con la quale si diffidava al ripristino dello stato dei luoghi mediante la demolizione di talune opere qualificate abusive; - di ogni altro atto collegato, connesso e conseguente e, in particolare, per quanto occorrer possa, dell''accertamento eseguito in data 23.03.2023 dalla stessa Amministrazione di San Felice a Cancello;

Giustizia amministrativa202303101

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Campania - Napoli, Sez. VIIISentenzaAzione di annullamento

Atto impugnato: ordinanza di demolizione e ripristino dello stato dei luoghi relativa a un capannone agricolo, tettoie, uffici, celle frigorifere e manufatti accessori

Esito

ACCOGLIMENTO PARZIALE

Favorevole al ricorrente (proprietari)

Prevale il privato

La controversia

Il Comune, a seguito di un sopralluogo, aveva contestato la presenza di vari manufatti edilizi e aveva richiesto ai proprietari di produrre entro dieci giorni i relativi titoli abilitativi; in assenza di produzione, aveva adottato un'ordinanza di demolizione. I ricorrenti deducevano che le opere erano assistite da una pluralità di titoli edilizi, tra cui una concessione edilizia del 1997, un'autorizzazione edilizia del 2001, una DIA del 2009 e diverse SCIA, tutti nella disponibilità dei proprietari o dell'amministrazione. Il Comune contestava l'autenticità, completezza, leggibilità e riferibilità dei documenti, nonché la loro idoneità a legittimare opere che, per consistenza, avrebbero richiesto un titolo maggiore; sosteneva inoltre l'illegittimità delle opere sulle particelle indicate e la natura essenziale delle variazioni successive. Il TAR disponeva una verificazione, dalla quale emergeva che i titoli acquisiti, alcuni in originale e altri ricostruibili attraverso ulteriore documentazione amministrativa, apparivano nel loro insieme idonei a supportare la consistenza dei manufatti. I ricorrenti dichiaravano inoltre il sopravvenuto venir meno dell'interesse alla decisione limitatamente alle opere oggetto di istanze di sanatoria presentate nel 2025. La censura decisiva riguardava il difetto di istruttoria e di motivazione dell'ordinanza, che si limitava ad affermare genericamente l'assenza di titoli senza spiegare perché la pluralità di titoli esistenti fosse inesistente o insufficiente rispetto a ciascun manufatto.

La decisione

Il TAR ha dichiarato il ricorso in parte improcedibile per sopravvenuta carenza di interesse, limitatamente ai manufatti per i quali i ricorrenti avevano presentato istanza di sanatoria. Per la restante parte ha accolto il ricorso e annullato l'ordinanza di demolizione. Il Collegio ha ritenuto decisivo il sostanziale difetto di istruttoria e di motivazione: l'amministrazione aveva disposto una demolizione indiscriminata di manufatti diversi per natura e consistenza nonostante l'esistenza di una pluralità di titoli edilizi, alcuni presenti presso gli uffici comunali e comunque accertati dal verificatore. Poiché la questione dell'esistenza e dell'idoneità dei titoli era stata oggetto anche del contraddittorio procedimentale, il Comune avrebbe dovuto indicare analiticamente, per ciascuna opera, le ragioni per cui i titoli non erano sufficienti. La generica affermazione dell'assenza di titoli non consentiva di comprendere le effettive ragioni dell'ordine di demolizione. Il Comune è stato condannato alle spese di lite, liquidate in euro 3.000 oltre accessori, al rimborso del contributo unificato e alle spese di verificazione, da liquidarsi con separato decreto.

Massime di principio

  • Quando l'amministrazione adotta un ordine di demolizione relativo a una pluralità di manufatti edilizi diversi per natura e consistenza, e risulta l'esistenza di più titoli abilitativi, il provvedimento deve svolgere un'istruttoria e una motivazione analitiche, riferite alle singole opere, indicando perché ciascun titolo sia inesistente, inidoneo o insufficiente.
  • La mera affermazione dell'assenza di titoli edilizi non è sufficiente a motivare un ordine di demolizione quando il destinatario abbia prodotto o l'amministrazione possieda documentazione potenzialmente legittimante le opere; l'amministrazione deve confrontarsi specificamente con tale documentazione.
  • La verificazione disposta dal giudice può accertare la genesi, la consistenza e l'idoneità complessiva dei titoli edilizi prodotti, anche quando alcuni documenti siano disponibili solo in copia, purché la loro esistenza e il loro contenuto siano ricostruibili attraverso ulteriori atti amministrativi.
  • La dichiarazione del ricorrente di non avere più interesse alla decisione limitatamente alle opere oggetto di istanza di sanatoria comporta l'improcedibilità parziale del ricorso per sopravvenuta carenza di interesse, mentre il giudizio prosegue per le restanti opere.

Come è indicizzato

MaterieAbusi edilizi e sanzioniTitoli abilitativi ediliziMotivazione del provvedimentoIstruttoria processuale
RamiEdiliziaProcedimento amministrativoProcesso amministrativo
SottomaterieOrdinanza di demolizione
IstitutiDifetto di istruttoriaDifetto di motivazioneSopravvenuta carenza di interesseOnere della prova e principio dispositivo

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