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Sentenza

Sentenza n. 972/2026 - Firenze, Sezione 3

per l'annullamento del provvedimento dirigenziale del Comune di Forte dei Marmi del 12.07.2021 di annullamento della concessione edilizia in sanatoria n. 268/2009 (annullamento di titolo edilizio n. 1/2021); nonché di tutti gli atti presupposti, consequenziali o comunque connessi, ancorché non conosciuti.

Giustizia amministrativa202101254

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Toscana - Firenze, Sez. IIISentenzaAzione di annullamento

Atto impugnato: provvedimento dirigenziale del Comune di Forte dei Marmi del 12 luglio 2021 di annullamento in autotutela della concessione edilizia in sanatoria n. 268/2009

Esito

CESSATA MATERIA DEL CONTENDERE

La controversia

La società ricorrente ha impugnato l'annullamento in autotutela della concessione edilizia in sanatoria n. 268/2009, adottato dal Comune in esecuzione della sentenza del TAR Toscana n. 738/2021. Tale sentenza aveva accolto il ricorso della società proprietaria dell'albergo confinante contro l'originaria archiviazione del procedimento comunale, ritenendo rilevante la mancata indicazione, negli elaborati allegati alla domanda di condono, della distanza tra l'opera sanata e gli edifici antistanti quale possibile falsa rappresentazione dello stato dei luoghi, idonea a consentire l'esercizio dell'autotutela oltre il termine ordinario. La ricorrente ha riproposto contro il provvedimento comunale le censure formulate nell'appello proposto avverso la sentenza n. 738/2021, evidenziando che l'eventuale accoglimento dell'appello avrebbe travolto anche l'atto comunale consequenziale.

La decisione

Il TAR ha dichiarato cessata la materia del contendere, rilevando che la sentenza n. 738/2021, in esecuzione della quale era stato adottato il provvedimento comunale impugnato, è stata riformata dal Consiglio di Stato, Sezione VI, con sentenza n. 2856/2024. Poiché tutte le parti hanno concordato sulla sopravvenuta cessazione della materia del contendere, il Collegio si è limitato a prenderne atto senza esaminare le censure rivolte contro l'annullamento della concessione edilizia in sanatoria. Le spese di giudizio sono state compensate.

Norme richiamate

  • art. 21-nonies, comma 2-bis, l. 241/1990

    La disposizione è richiamata nel ricorso con riferimento alla possibilità di esercitare l'autotutela senza limiti di tempo in presenza di una falsa rappresentazione dello stato di fatto; il TAR non ne esamina nel merito l'applicazione nel presente giudizio.

  • art. 32 d.l. 269/2003

    È richiamato quale fondamento della sanatoria edilizia relativa alla concessione edilizia in sanatoria n. 268/2009; il TAR non decide questioni sostanziali sulla sua applicazione.

  • art. 87, comma 4-bis, c.p.a.

    È indicato tra le disposizioni processuali applicate, senza che la sentenza ne sviluppi una specifica interpretazione.

Massime di principio

  • Quando l'atto impugnato è stato adottato in esecuzione di una sentenza successivamente riformata, e tale riforma elimina il presupposto giuridico dell'atto, il giudizio sull'atto consequenziale può essere dichiarato improcedibile per cessazione della materia del contendere, qualora tutte le parti ne riconoscano la sopravvenuta carenza di oggetto.
  • In caso di cessazione della materia del contendere, il giudice deve limitarsi a prenderne atto senza esaminare nel merito le censure rivolte contro l'atto impugnato.
  • La dichiarazione di cessazione della materia del contendere può essere accompagnata dalla compensazione delle spese quando tale regolazione sia richiesta o condivisa da tutte le parti.

Come è indicizzato

MaterieSanatoria e condono edilizioAutotutelaEstinzione, perenzione e improcedibilità
RamiEdiliziaProcedimento amministrativoProcesso amministrativo
IstitutiAutotutela decisoriaSopravvenuta carenza di interesse

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