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Cassazione Penale, Ordinanza n. 30509/2026 del 10/08/2026

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

INAMMISSIBILITA

Favorevole al resistente (pubblico ministero)

La controversia

La ricorrente ha impugnato il provvedimento del Tribunale di Teramo, giudice dell'esecuzione, che aveva rigettato la richiesta di applicare la disciplina del reato continuato ex art. 81 c.p. tra fatti oggetto di diverse sentenze, in particolare tra condotte commesse il 21 maggio 2021 e il 10 febbraio 2022. Sosteneva che il giudice di merito avesse errato nel negare la continuazione, perché le condotte sarebbero omogenee, la distanza geografica tra i luoghi di commissione (Bolzano e Verona) non sarebbe significativa e, nel contesto complessivo, emergerebbe una deliberazione originaria di massima a programmare furti in abitazione nel Nord-Est d'Italia. La censura era quindi diretta a ottenere una diversa valutazione dei presupposti dell'identità del disegno criminoso.

La decisione

La Corte ha ritenuto il ricorso manifestamente infondato. Ha rilevato che il provvedimento impugnato era adeguatamente motivato, valorizzando la distanza temporale tra i fatti (circa nove mesi, indicati come circa un anno), la distanza tra i luoghi di commissione e la presenza di diversi concorrenti. Ha condiviso il principio secondo cui l'identità del disegno criminoso deve essere rintracciabile sin dalla commissione del primo reato e non può desumersi da elementi che rivelino soltanto una generica tendenza a delinquere. Poiché le doglianze miravano in parte a sollecitare una diversa lettura del materiale fattuale, non consentita in sede di legittimità, il ricorso è stato dichiarato inammissibile. Conseguentemente, la ricorrente è stata condannata al pagamento delle spese processuali e di euro tremila in favore della Cassa delle ammende.

Norme richiamate

  • art. 81 c.p.

    Il reato continuato richiede che l'identità del disegno criminoso sia riconoscibile sin dall'inizio; non basta la mera omogeneità delle condotte o una generica propensione a delinquere.

  • art. 616 c.p.p.

    Alla declaratoria di inammissibilità del ricorso segue la condanna alle spese processuali e, in mancanza di elementi idonei a escludere la colpa nella determinazione della causa di inammissibilità, il versamento di una somma in favore della Cassa delle ammende.

Massime di principio

  • Ai fini del riconoscimento della continuazione, non è sufficiente che i fatti siano omogenei o riconducibili a un medesimo tipo di reato: occorre la prova di un unico disegno criminoso già presente al momento del primo episodio.
  • La distanza temporale tra i fatti, quella spaziale tra i luoghi di commissione e l'eventuale coinvolgimento di diversi concorrenti sono indici rilevanti per escludere l'unicità del programma criminoso.
  • In sede di legittimità non è consentito ottenere una nuova valutazione del compendio fattuale attraverso una lettura alternativa delle risultanze di merito, quando il provvedimento impugnato sia logicamente e adeguatamente motivato.
  • La mera reiterazione di condotte illecite, anche se simili tra loro, può esprimere solo una tendenza a delinquere e non integra di per sé l'identità del disegno criminoso richiesta dall'art. 81 c.p.
  • L'inammissibilità del ricorso per manifesta infondatezza comporta la condanna della parte ricorrente alle spese e, in difetto di assenza di colpa, al pagamento della somma alla Cassa delle ammende.

Come è indicizzato

MateriePena e commisurazioneImpugnazioni
RamiParte generaleProcesso penale
IstitutiContinuazione

Testo integrale

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