Cassazione Penale, Sentenza n. 46340/2023 del 16/11/2023
Sintesi
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Favorevole al ricorrente
La controversia
Il ricorrente impugna la sentenza per vizi di motivazione: 1) mancata e carente motivazione in ordine alla ritenuta sussistenza della recidiva e conseguente mancata declaratoria di estinzione del reato per prescrizione; la difesa sostiene che la Corte territoriale non ha esaminato le censure specifiche già ritenute assorbite dalla precedente sentenza di annullamento con rinvio; 2) mancato riconoscimento delle circostanze attenuanti generiche con giudizio di prevalenza rispetto agli aumenti per recidiva/continuazione, e quindi mancata considerazione dell'effetto sulla pena e sulla prescrizione.
La decisione
La Corte di Cassazione ha ritenuto il ricorso fondato nei limiti indicati: ha constatato la carenza di motivazione della Corte d'appello in ordine all'applicazione della recidiva (che doveva essere valutata in funzione delle doglianze assorbite dalla sentenza di annullamento) e ha annullato la sentenza impugnata limitatamente alla ricorrenza della recidiva e alla misura della pena. Ha disposto il rinvio ad altra sezione della Corte d'appello di Caltanissetta per nuovo giudizio su quei punti. Le altre censure risultano assorbite o inconferenti in pendenza della decisione sulla recidiva.
Norme richiamate
art. 455 cod. pen.
Nel contesto ricostruttivo della sentenza d'appello tale norma era richiamata come fattispecie ritenuta dalla Corte territoriale; la Cassazione non sindaca nuovamente la qualificazione di merito ma verifica la correttezza della motivazione sugli effetti sanzionatori (recidiva/pena).
Giurisprudenza della Corte di Cassazione, Sez. Unite, sent. n. 20808/25-10-2018 (Schettino)
Sez. U, n. 20808 del 25/10/2018, dep. 2019, Rv. 275319
Richiamata per il principio secondo cui l'eventuale prevalenza delle attenuanti generiche rispetto alla recidiva non incide necessariamente sulla durata del termine di prescrizione; la questione della prescrizione va valutata alla luce della determinazione definitiva della pena e della ricorrenza della recidiva.
Sentenza di annullamento con rinvio della Corte di Cassazione (citata)
sentenza n. 17763 del 2/2/2022
La precedente pronuncia della Cassazione aveva dichiarato assorbite specifiche doglianze riguardanti il trattamento sanzionatorio; la Corte d'appello era pertanto tenue a pronunciarsi su quei punti in sede di rinvio, omissione che ha determinato l'annullamento parziale ora disposto.
Massime di principio
- Se la Corte di appello omette di affrontare questioni specifiche indicate dalla Corte di Cassazione in una sentenza di annullamento con rinvio, la Corte di Cassazione può annullare la nuova sentenza e rinviare nuovamente per un corretto esame.
- L'applicazione della recidiva deve essere espressamente e adeguatamente motivata: la mera affermazione senza confronto con le censure difensive configura vizio di motivazione.
- La dichiarazione di estinzione del reato per prescrizione dipende dalla determinazione definitiva della pena e quindi dalla decisione sulla ricorrenza di aggravanti/revoca o attenuanti; se la recidiva è incerta, la questione della prescrizione può risultare al momento inconferente.
- La richiesta di prevalenza delle circostanze attenuanti generiche va istruita e motivata dal giudice: tuttavia, anche se riconosciute prevalenti, secondo orientamenti consolidati ciò non sempre incide automaticamente sul termine di prescrizione, per cui è necessario spiegare l'impatto concreto sulla pena.
- In casi simili è utile per la difesa produrre memorie e documentazione specifica sul punto della recidiva e sulla prescrizione e chiedere esplicita decisione motivata da parte del giudice per evitare omissioni che possano giustificare un nuovo rinvio.
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