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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 37286/2023 del 13/09/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

I ricorrenti hanno proposto ricorso per cassazione deducendo un unico motivo: violazione di legge e vizio di motivazione per il diniego dell'applicazione della causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto ex art. 131-bis c.p., relativamente al possesso di 0,4 g di cocaina (fatto del 28/04/2015). Hanno quindi censurato la valutazione della Corte d'Appello che non aveva riconosciuto la particolare tenuità.

La decisione

La Corte di Cassazione ha rigettato i ricorsi. Ha ritenuto non viziata la motivazione della Corte d'Appello che aveva escluso la particolare tenuità considerata la presenza, presso l'abitazione dei prevenuti, di elementi tipici dell'attività di smercio: 17 grammi di mannite (sostanza da taglio), busta di plastica con ritagli circolari e un bilancino di precisione intriso di residui di cocaina. Tali elementi indicano condotta non occasionale e un "piccolo spaccio" esercitato con una certa professionalità, comportando offensività non particolarmente tenue. La Cassazione ha quindi confermato la declaratoria di responsabilità e la rideterminazione della pena, rigettando i ricorsi e condannando i ricorrenti al pagamento delle spese processuali. La sentenza ha inoltre rilevato che il reato non era prescritto alla data del provvedimento.

Norme richiamate

  • d.P.R. 309/1990, art. 73, comma 5

    Norma che disciplina il reato per cui sono stati condannati i ricorrenti (illecita detenzione ai fini di spaccio di stupefacenti). La Corte ha confermato la responsabilità sulla base degli elementi probatori relativi al possesso di stupefacente e strumenti per il confezionamento.

  • Codice penale, art. 131-bis

    La norma sulla particolare tenuità del fatto va interpretata con valutazione complessiva delle circostanze: non è indispensabile l'abitualità per escludere la tenuità, ma rileva la minore offensività dell'azione. Nel caso concreto la Corte ha ritenuto che la presenza di materiali per il confezionamento e strumenti di peso indicasse una condotta di spaccio non occasionale, escludendo quindi la particolare tenuità.

Massime di principio

  • La valutazione della particolare tenuità ex art. 131-bis c.p. richiede un esame complessivo delle circostanze concrete, non solo della quantità della sostanza detenuta.
  • La presenza di materiali idonei al confezionamento (sostanze da taglio, sacchetti predisposti, ritagli, bilancini intrisi di residui) è indice rilevante di finalità di spaccio e pesa contro il riconoscimento della particolare tenuità.
  • L'assenza di abitualità non garantisce automaticamente il riconoscimento della tenuità: anche una singola condotta può essere valutata come non tenue se risulta professionalità o pericolosità intrinseca dell'azione.
  • Per ottenere il riconoscimento della particolare tenuità conviene documentare elementi concreti di uso personale e di assenza di strumenti per la distribuzione (es. quantità minima di principio attivo, assenza di bilancini o materiale da taglio, dichiarazioni concordanti, elementi di contesto che escludono la commercializzazione).
  • Nelle impugnazioni è fondamentale contestare specificamente la valutazione delle circostanze fatta dal giudice di merito, offrendo elementi probatori contrari alla ricostruzione di destinazione a spaccio.
  • La prescrizione va sempre attentamente calcolata tenendo conto dei periodi di sospensione processuale: la pendenza del termine può incidere sulle strategie difensive.

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