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Sentenza

Sentenza n. 907/2026 - Bari, Sezione 3

per l'annullamento previa sospensione dell’efficacia - dell'autorizzazione, ex art. 21 d.lgs. n. 42/2004 del Ministero della Cultura, Soprintendenza Archeologia, belle arti e paesaggio per la città metropolitana di Bari, rilasciata in data 3 novembre 2025 (n. 9917742-P, Class 34.43.04/18.403), avente a oggetto "Giovinazzo (BA) - Progetto di riqualificazione, consolidamento e risanamento conservativo dell'edificio denominato "Ex macello comunale". Richiesta autorizzazione ai sensi dell'art. 21, c. 4 del D.lgs. n. 42/2004. Vincolo con Decreto n. 29 del 28/01/2016. Ubicazione: Via Durazzo n. 20. Dati catastali: fg. 2, p.lla 203, sub 2. Richiedente: Manfredy Hospitality Srl", quanto alle prescrizioni limitative in essa contenute; - del parere paesaggistico, ex art. 146 d.lgs. n. 42/2004 del Ministero della Cultura, Soprintendenza Archeologia, belle arti e paesaggio per la città metropolitana di Bari, rilasciato in data 3 novembre 2025 (n. 0017741-P, Class 34.43.04/18.403), avente a oggetto "Giovinazzo (BA) - Autorizzazione paesaggistica ex art. 146 di cui al D.Lgs 22.01.2004, n.42 ed art. 90 di cui alle NTA allegate al PPTR approvato con deliberazione della G.R. del 16.02.2015, n.176. Restauro e risanamento conservativo dell'immobile denominato "Ex Mattatoio Comunale". Ubicazione: Via Durazzo, n. 20. Dati catastali: foglio 2, particella 203. Richiedente: Del Giudice Luigi", quanto alle prescrizioni limitative in esso contenute; - dell'autorizzazione paesaggistica n. 372/2025 del Comune di Giovinazzo, rilasciata in data 13 novembre 2025, avente a oggetto "Autorizzazione paesaggistica n. 372/2025 del 13/11/2025, ai sensi dell'art. 90 delle N.T.A. del P.P.T.R. - Delega Regionale attribuita con Delibera di G.R. n. 2343 del 22/12/2015. Riferimento pratica edilizia n. 45/2015", quanto al rinvio alle prescrizioni limitative contenute nel parere paesaggistico rilasciato dalla Soprintendenza in data 3 novembre 2025, sopra identificato; - nonché di tutti gli atti connessi e consequenziali relativi a tali procedimenti, ancorché non conosciuti.

Giustizia amministrativa202600018

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Puglia - Bari, Sez. IIISentenzaAzione di annullamento

Atto impugnato: Autorizzazione ex art. 21 d.lgs. 42/2004, parere paesaggistico ex art. 146 d.lgs. 42/2004 e autorizzazione paesaggistica comunale, limitatamente alle prescrizioni imposte al progetto di riqualificazione dell'ex mattatoio comunale

Esito

RIGETTO

Favorevole al resistente (ministero)

Prevale l’amministrazione

La controversia

Le società ricorrenti chiedevano l'annullamento delle prescrizioni limitative contenute nell'autorizzazione monumentale della Soprintendenza del 3 novembre 2025, nel parere paesaggistico della stessa data e, per illegittimità derivata, nell'autorizzazione paesaggistica comunale del 13 novembre 2025. Deducevano eccesso di potere per contraddittorietà con precedenti atti, difetto di istruttoria, travisamento dei fatti, irragionevolezza, manifesta sproporzione, illogicità, sviamento e insufficienza della motivazione, nonché violazione degli artt. 10, 13, 21 e 56 del d.lgs. 42/2004, dell'art. 146 dello stesso decreto, della disciplina sui requisiti energetici degli edifici e dell'art. 26 d.lgs. 199/2021. In particolare contestavano: il limite di altezza di 3,30 metri per un blocco edilizio e per un muro di chiusura; il mancato assenso a un recinto in metallo e vetro, a un ascensore panoramico e a un parapetto vetrato; il divieto di nuovi scavi e sbancamenti nella parte storica dell'edificio; le prescrizioni sull'invisibilità degli impianti e dei macchinari e sulla capacità portante della copertura; le prescrizioni di tutela archeologica, inclusa la sorveglianza archeologica degli scavi. Contestavano inoltre l'estensione del vincolo al sottosuolo e ritenevano sproporzionate le limitazioni rispetto alla destinazione ricettiva dell'immobile.

La decisione

Il TAR ha respinto integralmente il ricorso. Ha ritenuto che la Soprintendenza avesse motivato ampiamente, sia in via generale sia con riferimento alle singole prescrizioni, la necessità di preservare le caratteristiche storiche, architettoniche, materiche e testimoniali dell'edificio, esempio di architettura civile dei primi del Novecento. Le limitazioni sono state considerate funzionali al principio del minimo intervento, alla conservazione delle strutture portanti e alla riduzione delle interferenze percettive, senza impedire né la trasformazione dell'immobile né la sua destinazione a struttura ricettiva. Il divieto di alcuni elementi progettuali è stato ritenuto legittimo perché riguardante opere non essenziali e sostituibili con soluzioni alternative. Il divieto di scavi nella parte storica è stato giustificato dalla carenza progettuale sulla natura del sottosuolo e dalla necessità di tutelare le fondazioni; le prescrizioni relative agli impianti e alla copertura sono state ricondotte a valutazioni tecnico-discrezionali; la sorveglianza archeologica è stata ritenuta coerente con l'elevata sensibilità archeologica dell'area. Il giudice ha inoltre ritenuto ragionevoli e proporzionate le prescrizioni paesaggistiche, riferite alla presenza dei beni paesaggistici dei territori costieri e della strada a valenza paesaggistica, e conformi al PPTR. Le ricorrenti non hanno dimostrato l'erroneità delle valutazioni tecnico-discrezionali, limitandosi a contrapporre proprie valutazioni opinabili. La domanda cautelare era stata rinunciata. Le spese sono state compensate tra tutte le parti.

Norme richiamate

  • art. 9 Cost.

    "L'interesse sancito e tutelato dall'art. 9 Cost. è parimente tutelato e preminente, in quanto interesse collettivo"

    La tutela del patrimonio culturale e paesaggistico costituisce un interesse collettivo preminente rispetto alle esigenze secondarie connesse alla libera iniziativa economica privata.

  • art. 10 d.lgs. 42/2004

    Richiamato tra le disposizioni la cui violazione è stata dedotta; il giudice ha ritenuto legittime le prescrizioni di tutela imposte sul bene storico.

  • art. 13 d.lgs. 42/2004

    Richiamato tra le disposizioni la cui violazione è stata dedotta; non è stata ravvisata alcuna illegittimità nell'esercizio dei poteri di tutela.

  • art. 21 d.lgs. 42/2004

    La Soprintendenza può autorizzare gli interventi su un bene culturale subordinandoli a prescrizioni dirette a conservarne le caratteristiche storiche, artistiche, architettoniche e testimoniali.

  • art. 56 d.lgs. 42/2004

    Richiamato tra le disposizioni la cui violazione è stata dedotta; il ricorso è stato ritenuto infondato.

  • art. 146 d.lgs. 42/2004

    Il parere paesaggistico favorevole, anche se corredato da prescrizioni, è legittimo quando motivato in rapporto ai valori paesaggistici del contesto e coerente con il PPTR.

  • art. 26 d.lgs. 199/2021

    Richiamato tra le disposizioni asseritamente violate in materia di requisiti energetici; la censura non ha superato il vaglio giudiziale.

  • D.M. 26 giugno 2015, allegato 1, punti 4.1 e 4.2, come modificato dal D.M. 28 ottobre 2025

    Richiamato per la disciplina dei requisiti energetici degli edifici; il giudice non ha ravvisato l'illegittimità delle prescrizioni impugnate.

Massime di principio

  • Le prescrizioni apposte dalla Soprintendenza a un'autorizzazione per interventi su un bene culturale sono legittime quando risultano adeguatamente motivate, anche con riferimento alle singole opere, e sono dirette a conservare le caratteristiche storiche, artistiche, architettoniche, materiche e testimoniali del bene.
  • Nell'esercizio della discrezionalità tecnica di tutela culturale e paesaggistica, il giudice amministrativo non può sostituire le proprie valutazioni a quelle dell'amministrazione preposta; l'annullamento richiede la dimostrazione di errori nel presupposto fattuale, manifesta illogicità, irragionevolezza o evidente sproporzione.
  • Il potere di tutela può comportare il diniego di singoli elementi progettuali non essenziali, quando tali opere siano sostituibili con soluzioni alternative e risultino incompatibili con la dignità, l'immagine o la conservazione del bene, senza che ciò renda illegittima l'autorizzazione complessiva.
  • Il divieto di nuovi scavi nella parte storica di un edificio vincolato può essere legittimamente imposto, in applicazione del principio del minimo intervento, quando il progetto non chiarisca adeguatamente la natura del sottosuolo e gli scavi possano incidere sulle strutture portanti o sulle fondazioni.
  • La sorveglianza archeologica degli scavi è legittima quando il contesto territoriale presenti un rischio archeologico elevato, attestato da ricerche, scavi, segnalazioni e dalla stratificazione storica dell'area.
  • La tutela del patrimonio culturale e paesaggistico, quale interesse collettivo riconducibile all'art. 9 Cost., può prevalere sulle esigenze della libera iniziativa economica privata, purché le prescrizioni siano ragionevoli, proporzionate e non impediscano in concreto ogni trasformazione o destinazione compatibile del bene.

Come è indicizzato

MaterieVincolo culturaleAutorizzazione paesaggistica
RamiBeni culturali e paesaggio
IstitutiDiscrezionalità amministrativa e tecnicaProporzionalità e ragionevolezzaPonderazione degli interessi e interesse pubblicoDifetto di istruttoria

Testo integrale

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