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Sentenza

Sentenza n. 7200/2026 - Consiglio Di Stato, Sezione 3

per la riforma della sentenza del Tribunale amministrativo regionale per il Lazio - sede di Roma (sezione seconda quater) n. 5583/2024

Giustizia amministrativa202405672

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
Consiglio di Stato, Sez. IIISentenzaAzione di annullamento

Atto impugnato: Ordinanza comunale di acquisizione gratuita al patrimonio del manufatto abusivo e della relativa area di sedime, adottata per inottemperanza a un'ordinanza di demolizione del 10 ottobre 2005

Esito

ACCOGLIMENTO

Favorevole al ricorrente (proprietario)

Prevale il privato

La controversia

In primo grado il proprietario aveva impugnato l'acquisizione gratuita, deducendo che fosse stata disposta mentre era pendente una domanda di condono e che non gli fossero stati notificati gli atti prodromici. Il TAR aveva respinto il ricorso, ritenendo l'acquisizione atto dovuto conseguente all'inottemperanza a un ordine di demolizione rimasto inoppugnato, considerando tardive le censure relative a tale ordine e rilevando la mancata prova della domanda di condono. In appello il ricorrente ha riproposto la censura sulla domanda di condono, sostenendo che risultava dagli atti, e ha contestato che gli atti prodromici all'acquisizione, in particolare l'ordine di demolizione, gli fossero mai stati notificati o comunque fossero stati da lui conosciuti; ha inoltre contestato l'assunto che il terreno fosse già stato acquisito al patrimonio comunale, affermando di averlo affrancato il 23 aprile 1958.

La decisione

Il Consiglio di Stato ha accolto l'appello e riformato la sentenza del TAR. Ha ritenuto decisiva l'assenza di prova della notificazione o della conoscenza, da parte dell'interessato, dell'ordine di demolizione presupposto. La conoscenza dell'atto di acquisizione non equivale alla conoscenza dell'ingiunzione a demolire e non consente di considerare decorso il termine di 90 giorni per ottemperarvi: senza tale decorrenza non può ritenersi realizzato l'effetto acquisitivo previsto dall'art. 31, comma 3, del d.P.R. 380/2001. In accoglimento del ricorso originario, sono stati annullati gli atti impugnati. La decisione su tale profilo è stata sufficiente a definire il giudizio; non è stata fornita un'autonoma statuizione sulle ulteriori censure relative al condono e all'affrancazione del terreno. Il Comune è stato condannato a rifondere le spese del doppio grado, liquidate complessivamente in € 7.000,00 oltre accessori di legge.

Norme richiamate

  • art. 31, commi 2-4, d.P.R. 380/2001

    Nel descritto quadro, occorre assicurare al destinatario il termine in questione, onde consentirgli di rimuovere l’abuso in proprio, così da evitare l’effetto acquisitivo previsto per legge (secondo l’interpretazione fornita dall’Adunanza plenaria di questo Consiglio di Stato con la sentenza dell’11 ottobre 2023, n. 16).

    La sequenza sanzionatoria presuppone che al destinatario sia assicurato il termine di 90 giorni decorrente dalla conoscenza dell'ingiunzione a demolire, affinché possa ottemperare ed evitare l'acquisizione. La conoscenza del successivo provvedimento acquisitivo non supplisce alla mancata prova della notificazione o conoscenza dell'ingiunzione.

Massime di principio

  • L'acquisizione gratuita prevista dall'art. 31, comma 3, del d.P.R. 380/2001 presuppone che sia decorso il termine di 90 giorni per ottemperare all'ingiunzione a demolire; tale decorrenza non può essere affermata se non è dimostrato che l'ingiunzione sia stata notificata o comunque conosciuta dal destinatario.
  • La conoscenza del provvedimento di acquisizione non dimostra, da sola, la precedente conoscenza dell'ordine di demolizione e non consente di ritenere decorso il termine assegnato per la demolizione.

Come è indicizzato

MaterieAbusi edilizi e sanzioni
RamiEdilizia
SottomaterieAcquisizione gratuita al patrimonio comunale
IstitutiEfficacia ed esecutorietà

Testo integrale

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