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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 35688/2023 del 25/08/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Gallico impugnava l'ordinanza del Tribunale di sorveglianza che aveva rigettato il reclamo proposto dal detenuto contro disposizioni della Casa di reclusione di Spoleto ritenute discriminatorie e vessatorie: restrizioni alla possibilità dei detenuti in regime differenziato (41-bis) di acquistare, tramite Modello 72 o Mod. 393, prodotti normalmente consentiti nei reparti ordinari (es. thermos) e il rigetto della richiesta di acquisto del quotidiano "Il riformista". Denunciava violazione dell'art. 41-bis Ord. pen. e vizio di motivazione.

La decisione

La Corte di cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso per manifesta infondatezza e aspecificità. Ha rilevato che il ricorso per cassazione contro decisioni del Tribunale di sorveglianza è consentito solo per violazione di legge (comma 4-bis art. 35-bis ord. pen.), pertanto il vizio di motivazione non è sindacabile in questa sede. La Corte ha ritenuto congrua la motivazione del Tribunale: il Modello 72 applicato ai detenuti in regime differenziato è sostanzialmente analogo a quello degli altri circuiti con piccole esclusioni (es. pelapatate, thermos) giustificate da esigenze di ordine e sicurezza perché non controllabili internamente; le riviste/quotidiani risultano ammissibili. Inoltre il ricorrente aveva formulato censure in termini generali e non aveva dimostrato una lesione specifica di un diritto soggettivo attuale e grave; la modifica generale del Modello 72 sarebbe una potestà amministrativa non sindacabile in sede giurisdizionale così formulata. Condanna del ricorrente alle spese processuali e al versamento di una somma di euro 3.000 alla Cassa delle ammende ai sensi dell'art. 616 cod. proc. pen.

Norme richiamate

  • art. 41-bis, Ord. pen. (Legge 26 luglio 1975, n. 354)

    Norma che disciplina il regime detentivo differenziato; nel caso la Corte rileva che l'organizzazione concreta del regime (in particolare il Modello 72) rientra nella potestà amministrativa e può prevedere limitazioni motivate da esigenze di ordine e sicurezza.

  • art. 35-bis, comma 4-bis, Ord. pen. (Legge 26 luglio 1975, n. 354)

    Specifica che il ricorso per cassazione contro le decisioni del Tribunale di sorveglianza nel procedimento di reclamo giurisdizionale è consentito solo per violazione di legge; la Corte ha applicato questa limitazione per escludere il sindacato sul vizio di motivazione.

  • art. 69, comma 6, lett. b), Ord. pen.

    Indica l'ambito del reclamo giurisdizionale davanti al Magistrato/Tribunale di sorveglianza; la Corte ricorda che il rimedio tutela posizioni qualificabili come diritti soggettivi lesi da condotte dell'Amministrazione con pregiudizio attuale e grave.

  • art. 35, comma 1, n. 5, Ord. pen.

    Riferito al reclamo generico: la Corte conferma che le questioni attinenti a mera corretta esecuzione amministrativa, se generiche, non rientrano nella tutela giurisdizionale e il reclamo deve essere qualificato come generico.

  • art. 616, Cod. proc. pen.

    Norma processuale che consente la condanna al versamento di somme alla Cassa delle ammende; applicata dalla Corte per sanzionare il ricorrente per il ricorso inammissibile.

Massime di principio

  • La Corte di cassazione può esaminare i ricorsi contro decisioni del Tribunale di sorveglianza solo per violazione di legge: i vizi di motivazione non sono sindacabili in cassazione in questo ambito.
  • Per ottenere tutela giurisdizionale con il reclamo giurisdizionale (artt. 35-bis e 69 ord. pen.) il detenuto deve dimostrare una lesione specifica, attuale e grave di una posizione giuridica qualificabile come diritto soggettivo; allegazioni generiche o astratte sono inammissibili.
  • Le scelte organizzative e gestionali dell'Amministrazione penitenziaria (es. composizione del Modello 72) rientrano in principio nella discrezionalità amministrativa e possono essere legittimamente limitate per esigenze concrete di ordine e sicurezza; tali limitazioni devono essere valutate caso per caso e motivate dall'amministrazione.
  • Chi impugna un diniego di acquisto o restrizione deve documentare con precisione i singoli provvedimenti contestati e l'effettivo pregiudizio subito (es. singolo rigetto di Mod. 393), evitando ricostruzioni generali volte a riscrivere regolamenti amministrativi.
  • Prima di adire la Cassazione, è importante aver formulato davanti al Magistrato e al Tribunale di sorveglianza censure specifiche e circostanziate e avere la chiara indicazione di violazioni di legge per non incorrere nell'inammissibilità per aspecificità.

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