Cassazione Civile, Ordinanza n. 20958/2024 del 26/07/2024
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente (lavoratore)
La controversia
La controversia nasce dal transito di una dipendente dell'ANAS s.p.a. nei ruoli del Ministero ai sensi della disciplina sul trasferimento di attività/personale. Il giudizio di merito aveva riconosciuto alla lavoratrice il diritto a percepire, dal 1 gennaio 2013, un assegno personale comprensivo di alcune voci retributive percepite presso l'ente di provenienza, in particolare il premio di produzione e l'indennità di rischio, e aveva condannato il Ministero a restituire le somme trattenute per il periodo ottobre-dicembre 2012. Il Ministero ha proposto ricorso per cassazione con due motivi: con il primo ha denunciato la violazione delle norme sul trasferimento e della disciplina collettiva ANAS, sostenendo che il premio di produzione e l'indennità di rischio fossero componenti della retribuzione variabile e quindi non dovessero essere inclusi nell'assegno personale, riservato alle sole voci fisse e continuative; con il secondo ha dedotto la violazione dell'art. 2697 c.c., contestando l'accertamento di merito sulla identità delle mansioni svolte prima e dopo il transito e affermando che la dipendente avrebbe dovuto provare la persistenza delle medesime modalità di prestazione.
La decisione
La Corte di cassazione ha rigettato il ricorso. Ha ritenuto infondato il primo motivo perché la decisione impugnata era conforme a un consolidato orientamento di legittimità secondo cui, nel passaggio del personale ai ruoli dell'amministrazione di destinazione, l'assegno personale riassorbibile deve includere anche emolumenti che, pur qualificati dalla contrattazione collettiva come accessori o variabili, siano in concreto fissi e continuativi rispetto alla posizione del dipendente. Ha inoltre dichiarato inammissibile il secondo motivo, osservando che esso non denunciava un errore di riparto dell'onere della prova, ma mirava a rimettere in discussione un accertamento di fatto compiuto dalla Corte territoriale sull'identità delle mansioni, censura non proponibile come violazione dell'art. 2697 c.c. La sentenza impugnata è quindi rimasta ferma e il Ministero è stato condannato alle spese del giudizio di cassazione.
Norme richiamate
art. 36, comma 5, d.l. n. 98/2011
Il personale trasferito mantiene il trattamento economico fondamentale ed accessorio, limitatamente alle voci fisse e continuative, corrisposto al momento del trasferimento, nonché l'inquadramento previdenziale. Nel caso in cui il predetto trattamento economico risulti più elevato rispetto a quello previsto è attribuito per la differenza un assegno ad personam riassorbibile con i successivi miglioramenti economici a qualsiasi titolo conseguiti
La garanzia di mantenimento riguarda le voci del trattamento economico che, per il singolo dipendente, siano fisse e continuative; l'assegno ad personam serve a evitare reformatio in peius nel passaggio all'amministrazione di destinazione.
art. 45 d.lgs. n. 165/2001
Nel pubblico impiego contrattualizzato distingue trattamento fondamentale e accessorio; la distinzione non dipende solo da fissità e continuità, che possono sussistere anche in voci accessorie stabilmente connesse alla posizione del dipendente.
art. 45, comma 3, d.lgs. n. 165/2001
Il trattamento accessorio remunera la performance individuale, quella organizzativa e attività particolarmente disagiate, pericolose o dannose per la salute.
art. 77 CCNL ANAS 2002/2005
La distinzione interna tra retribuzione fissa e variabile non è di per sé decisiva per escludere la computabilità di una voce nell'assegno personale; occorre verificare se l'emolumento fosse realmente fisso e continuativo in relazione alla posizione del dipendente.
art. 360 n. 3 c.p.c.
La violazione di legge può essere dedotta solo se il giudice abbia erroneamente applicato o interpretato la norma; non è mezzo per contestare la mera valutazione del fatto compiuta dal giudice di merito.
art. 2697 c.c.
L'errore sulla distribuzione dell'onere della prova è rilevante solo se il giudice abbia deciso attribuendo il rischio dell'incertezza probatoria alla parte sbagliata; non quando il motivo miri in realtà a contestare l'apprezzamento delle prove.
art. 360 n. 5 c.p.c.
La censura sull'omesso o errato esame delle prove attiene al vizio motivazionale e non alla violazione dell'art. 2697 c.c., se il fatto storico è stato comunque valutato dal giudice di merito.
art. 118 disp. att. c.p.c.
La Corte d'appello poteva richiamare precedenti conformi della stessa sezione a sostegno della decisione.
d.m. n. 341/2012
È stato valorizzato nel senso che il personale prosegue la propria attività presso le attuali sedi di servizio continuando a svolgere i compiti attribuiti, elemento utile ad accertare la continuità delle mansioni.
art. 13, comma 1-quater, d.P.R. n. 115/2002
Non applicabile alle Amministrazioni dello Stato che siano esonerate dal materiale versamento del contributo unificato mediante prenotazione a debito.
Massime di principio
- Nel passaggio di personale verso una diversa amministrazione, l'assegno ad personam riassorbibile copre il differenziale retributivo derivante dal mantenimento delle sole voci fisse e continuative già in godimento, a condizione che tali voci siano effettivamente stabili in relazione alla posizione lavorativa concreta.
- La qualificazione contrattuale di un emolumento come "fisso" o "variabile" non è decisiva in via automatica: il giudice deve verificare la natura concreta della voce retributiva e la sua continuità rispetto alle mansioni e all'organizzazione di appartenenza.
- La violazione dell'art. 2697 c.c. è configurabile solo quando il giudice abbia invertito il riparto dell'onere probatorio; non quando la censura, sotto l'apparente deduzione di violazione di legge, miri a contestare la valutazione del materiale istruttorio.
- La contestazione dell'accertamento di fatto sulla identità delle mansioni o sulla continuità della prestazione non integra violazione di legge, ma semmai un vizio di motivazione nei limiti dell'art. 360 n. 5 c.p.c.
- Nel pubblico impiego contrattualizzato, il principio di irriducibilità della retribuzione opera anche attraverso l'assegno personale riassorbibile, che neutralizza la diminuzione del trattamento economico al momento del transito nell'amministrazione di destinazione.
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