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Sentenza

Sentenza n. 813/2026 - Brescia, Sezione 2

per l'annullamento previa sospensione dell’efficacia del decreto di occupazione, ai fini del frazionamento, dell’immissione in possesso e della successiva trascrizione nei registri immobiliari del 31 co. III D.P.R. 380/2011, Rep. n. 84/2025 datato 03.12.2025 del Comune di Castel Goffredo (MN), notificato in data 09.12.2025

Giustizia amministrativa202600185

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Lombardia - Brescia, Sez. IISentenzaAzione di annullamento

Atto impugnato: Decreto comunale di acquisizione al patrimonio comunale indisponibile, occupazione, frazionamento, immissione in possesso e trascrizione dell’area interessata da una piscina abusiva

Esito

ACCOGLIMENTO

Favorevole al ricorrente (proprietari)

Prevale il privato

La controversia

I ricorrenti hanno impugnato il decreto comunale del 3 dicembre 2025, adottato ai sensi dell’art. 31, commi 3, 4 e 4-bis, d.P.R. 380/2001, sostenendo che l’opera abusiva fosse stata integralmente demolita e che lo stato dei luoghi fosse stato ripristinato prima dell’adozione e della notifica del provvedimento acquisitivo. Hanno dedotto: l’illegittimità della notifica dei verbali di sopralluogo del 2 maggio e del 31 maggio 2024; la contraddittorietà del verbale del 2 maggio 2024, poiché le fotografie avrebbero dimostrato l’assenza della vasca; la contraddittorietà del verbale del 31 maggio 2024, in quanto la demolizione completa sarebbe già intervenuta anteriormente; l’illegittimità del provvedimento di acquisizione, per mancata considerazione dell’avvenuto ripristino, sebbene tardivo rispetto al termine di novanta giorni fissato dall’ordinanza di demolizione. L’abuso era consistito nella realizzazione, senza titolo edilizio, di una piscina; la domanda di permesso di costruire in sanatoria era stata respinta e il diniego non era stato impugnato. Il Comune sosteneva invece che l’acquisizione si fosse prodotta automaticamente alla scadenza del termine di novanta giorni previsto dall’art. 31 d.P.R. 380/2001.

La decisione

Il ricorso è stato accolto, con assorbimento delle ulteriori censure, sulla base della fondatezza del terzo motivo. Il Collegio ha ricostruito la sequenza procedimentale prevista dall’art. 31 d.P.R. 380/2001: ordine di demolizione; accertamento dell’inottemperanza mediante verifica; atto dichiarativo dell’acquisizione, necessario per individuare i beni trasferiti e costituire il titolo per l’immissione in possesso e la trascrizione. Pur ribadendo che l’acquisizione consegue automaticamente alla scadenza del termine, il TAR ha ritenuto che l’effetto ablatorio sia sottoposto a una condizione sospensiva implicita fino al formale accertamento dell’inottemperanza, da adottarsi nel rispetto del contraddittorio e consentendo all’interessato di dimostrare anche l’eventuale ottemperanza tardiva. Nel caso concreto, il decreto del 15 maggio 2024, fondato sul sopralluogo del 2 maggio 2024, era stato revocato in autotutela con il decreto del 17 luglio 2024 proprio per consentire una fase accertativa in contraddittorio. Tale revoca è stata qualificata come proroga implicita del termine per ottemperare e rinvio del perfezionamento dell’effetto acquisitivo. Poiché il verbale del 31 maggio 2024 aveva accertato la completa demolizione della piscina prima dell’adozione del definitivo decreto acquisitivo del 3 dicembre 2025, il Comune avrebbe dovuto tenerne conto. L’acquisizione è stata pertanto ritenuta illegittima e il decreto impugnato è stato annullato. Le spese sono state compensate.

Norme richiamate

  • art. 31 d.P.R. 380/2001

    «Se il responsabile dell’abuso non provvede alla demolizione e al ripristino dello stato dei luoghi nel termine di novanta giorni dall’ingiunzione, il bene e l’area di sedime [...] sono acquisiti di diritto gratuitamente al patrimonio del comune»; «L’accertamento dell’inottemperanza alla ingiunzione a demolire [...] costituisce titolo per l’immissione nel possesso e per la trascrizione nei registri immobiliari»

    La mancata ottemperanza determina l’effetto acquisitivo, ma il suo perfezionamento operativo è procedimentalizzato mediante un atto dichiarativo, preceduto dall’accertamento dell’inottemperanza e dal contraddittorio; prima dell’adozione definitiva dell’atto acquisitivo deve poter essere valutata anche l’ottemperanza tardiva.

  • art. 36, comma 3, d.P.R. 380/2001

    Richiamato nella vicenda amministrativa quale disposizione relativa ai termini per la definizione della domanda di permesso di costruire in sanatoria.

  • art. 10-bis l. 241/1990

    Richiamato quale base della comunicazione dei motivi ostativi al diniego della sanatoria.

  • art. 60 c.p.a.

    Ha consentito la definizione del giudizio con sentenza in forma semplificata, previa avvertenza alle parti.

Massime di principio

  • L’acquisizione gratuita al patrimonio comunale prevista dall’art. 31 d.P.R. 380/2001, pur conseguendo in via automatica all’inutile scadenza del termine di novanta giorni per demolire, deve essere formalmente accertata mediante un atto amministrativo dichiarativo, necessario per individuare il bene e le aree trasferite e per procedere all’immissione in possesso e alla trascrizione.
  • Il procedimento di acquisizione deve rispettare una sequenza procedimentale composta dall’ordine di demolizione, dall’accertamento dell’inottemperanza e dall’atto dichiarativo dell’acquisizione; il verbale di sopralluogo costituisce un atto istruttorio endoprocedimentale e non sostituisce il provvedimento finale di accertamento.
  • Prima dell’adozione definitiva del provvedimento acquisitivo, l’amministrazione deve consentire all’interessato di partecipare al procedimento e di dimostrare l’eventuale ottemperanza tardiva all’ordine di demolizione.
  • La demolizione spontanea dell’opera abusiva eseguita dopo la scadenza del termine ordinario, ma prima del definitivo accertamento dell’inottemperanza e dell’acquisizione, impedisce il perfezionamento dell’effetto ablatorio, poiché soddisfa la finalità ripristinatoria perseguita dall’art. 31 d.P.R. 380/2001.
  • La revoca in autotutela di un precedente atto acquisitivo, disposta per consentire una fase accertativa in contraddittorio, può comportare una proroga implicita del termine per ottemperare e il differimento del perfezionamento dell’effetto acquisitivo. In tale periodo l’amministrazione deve considerare il ripristino spontaneo eventualmente intervenuto.

Come è indicizzato

MaterieAbusi edilizi e sanzioniAutotutelaPartecipazione al procedimento
RamiEdiliziaProcedimento amministrativo
SottomaterieOrdinanza di demolizione
IstitutiAutotutela decisoriaPartecipazione procedimentaleEfficacia ed esecutorietàPonderazione degli interessi e interesse pubblico

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