Cassazione Penale, Sentenza n. 8910/2024 del 29/02/2024
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al ricorrente
La controversia
Il Tribunale di sorveglianza aveva dichiarato l'inefficacia dell'ordinanza del 9/02/2023 che aveva concesso a Fajardo l'affidamento terapeutico rispetto a una pena complessiva di 4 anni e 10 mesi, rilevando che: a) il Pubblico Ministero aveva emesso un nuovo provvedimento di cumulo (17/02/2023) comprensivo di una ulteriore pena di 1 anno e 8 mesi risultante da sentenza della Corte d'appello di Roma; b) in pendenza è stata applicata nei confronti di Fajardo la misura cautelare degli arresti domiciliari, ritenuta dal Magistrato di sorveglianza incompatibile con l'affidamento terapeutico. L'avvocato del ricorrente ha impugnato l'ordinanza del 26/04/2023 per tre motivi: (i) violazione del diritto al giusto processo e del contraddittorio per mancata e insufficiente indicazione dell'oggetto dell'udienza (avviso indicava genericamente "Incidente di Esecuzione"); (ii) errore nel ritenere incompatibile l'esecuzione dell'affidamento terapeutico con la misura cautelare degli arresti domiciliari; (iii) vizio nella motivazione e nella valutazione della pericolosità del ricorrente.
La decisione
La Corte di cassazione ha ritenuto fondato il primo motivo: l'avviso di fissazione dell'udienza era troppo generico (indicava solo "Incidente di Esecuzione") e non aveva consentito al ricorrente di predisporre una difesa effettiva sulla questione dell'inefficacia dell'affidamento terapeutico. Per questo vizio di mancato contraddittorio l'ordinanza impugnata è stata annullata e la causa rinviata al Tribunale di sorveglianza di Roma per un nuovo giudizio senza il difetto rilevato. Le altre questioni sono state assorbite e non decise nel merito.
Norme richiamate
art. 606 cod. proc. pen.
Norma che disciplina i motivi di ricorso per cassazione; utilizzata per inquadrare le deduzioni del ricorrente (lett. b) e c) relative a vizi di diritto e violazione del contraddittorio)
art. 24 Cost.
Rinvio ai principi costituzionali del giusto processo e tutela difensiva invocati dal ricorrente
art. 111 Cost.
Richiamato in relazione al principio del giusto processo e del contraddittorio; la Corte ha ritenuto violato il contraddittorio per insufficiente avviso
art. 665 cod. proc. pen.
Norma sul procedimento di esecuzione; contestata nella misura in cui l'avviso di udienza deve consentire la preparazione della difesa
art. 666 cod. proc. pen.
Richiama l'obbligo di comunicazione dell'oggetto dell'udienza (la Corte richiama espressamente il terzo comma di tale articolo sul contenuto dell'avviso)
art. 678 cod. proc. pen.
Norma del procedimento di esecuzione cui è connessa la regola della corretta notifica e della conoscibilità dell'oggetto dell'udienza
art. 27 Cost.
Richiamato dal ricorrente nel motivo relativo all'incompatibilità delle misure; invoca principi costituzionali connessi alla funzione della pena, ma la Corte non si è pronunciata sul merito
art. 298 cod. proc. pen.
Citato dal ricorrente in rapporto all'esecuzione e alle misure, ma non oggetto di decisione sostanziale da parte della Corte (quesito assorbito)
art. 98 d.P.R. n. 230/2000
Norma richiamata dal ricorrente in relazione a profili di esecuzione/attuazione di misure (non approfondita nella decisione)
art. 94 d.P.R. n. 309/1990
Richiamata nel quadro delle norme sul trattamento terapeutico per tossicodipendenze, ma la Corte non ha deciso sul merito dell'incompatibilità
art. 125 cod. proc. pen.
Richiamato in relazione ai profili di motivazione del provvedimento; la Corte ha ritenuto la motivazione insufficiente sotto il profilo procedurale ma non ha esaminato nel merito la valutazione di pericolosità
Massime di principio
- L'avviso di fissazione dell'udienza deve contenere una indicazione sufficientemente precisa dell'oggetto: una dicitura generica come "Incidente di Esecuzione" può rendere nulla la decisione per violazione del contraddittorio se impedisce alla difesa di prepararsi.
- Se, dopo la concessione di una misura alternativa (es. affidamento terapeutico), intervengono nuovi provvedimenti (nuovi cumuli di pena o misure cautelari), la valutazione di compatibilità/incompatibilità deve avvenire nel pieno contraddittorio; eventuali decisioni assunte senza adeguata informazione alle parti possono essere annullate.
- Quando la Corte annulla per vizio procedurale (mancato contraddittorio), le questioni di merito (es. compatibilità tra misure o valutazione della pericolosità) restano assorbite e dovranno essere riesaminate dal giudice di rinvio nel rispetto delle garanzie difensive.
- Nel caso di mutamenti del quadro esecutivo (nuovi provvedimenti di cumulo o misure cautelari intervenuti dopo un provvedimento favorevole), è opportuno che il giudice comunichi chiaramente alle parti che intende trattare specifiche questioni (es. efficacia/inefficacia dell'affidamento) per evitare rischi di nullità.
- La presenza di una misura cautelare applicata successivamente a una misura alternativa non determina automaticamente la cessazione di quest'ultima: serve un giudizio motivato e contraddittorio sulla incompatibilità, tenendo conto delle norme di settore e dei principi costituzionali.
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