Sentenza n. 706/2026 - Lecce, Sezione 2
per l’esecuzione del giudicato formatosi sulla sentenza n. 1149/2024 del Tribunale di Lecce, Sezione Lavoro, pubblicata in data 05.04.2024.
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeAtto impugnato: mancata esecuzione della sentenza del Tribunale di Lecce, Sezione Lavoro, che aveva riconosciuto il diritto alla Carta elettronica del docente e al beneficio economico complessivo di € 2.500,00
Esito
Favorevole al resistente (ministero)
Prevale l’amministrazione
La controversia
La ricorrente ha chiesto l’esecuzione del giudicato formatosi sulla sentenza n. 1149/2024 del Tribunale di Lecce, Sezione Lavoro, con la quale il Ministero era stato condannato ad assegnarle, ora per allora, la Carta elettronica del docente, accreditando l’importo nominale di € 2.500,00, oltre interessi legali o rivalutazione. La ricorrente ha dedotto la violazione degli artt. 112 e seguenti c.p.a., sostenendo che il Ministero, nonostante la notificazione della sentenza, non avesse dato esecuzione al giudicato né corrisposto il beneficio. Nel corso del giudizio, la ricorrente ha dichiarato che il pagamento era intervenuto e ha chiesto la dichiarazione di cessazione della materia del contendere, con condanna alle spese dell’Amministrazione.
La decisione
Il TAR ha dichiarato il ricorso improcedibile per sopravvenuta carenza di interesse, ai sensi dell’art. 35, comma 1, lett. c), c.p.a. La richiesta di cessazione della materia del contendere è stata riqualificata come manifestazione della sopravvenuta carenza di interesse, poiché non risultava provata l’integrale soddisfazione dell’interesse sostanziale mediante un provvedimento dell’Amministrazione depositato in giudizio. Tuttavia, la ricorrente aveva dichiarato, prima che la causa fosse trattenuta in decisione, di non avere più interesse alla prosecuzione del giudizio a seguito del pagamento. In applicazione del principio dispositivo, il giudice ha ritenuto di dover prendere atto di tale dichiarazione, non potendo procedere d’ufficio né sostituirsi alla parte nella valutazione dell’interesse ad agire. Le spese sono state compensate in ragione della peculiarità della vicenda e dell’esito in rito.
Norme richiamate
art. 1, comma 121, l. n. 107/2015
La disposizione è richiamata quale base normativa del beneficio economico destinato alla formazione e all’aggiornamento del personale docente, riconosciuto nel caso concreto dal giudicato del giudice del lavoro.
artt. 112 ss. c.p.a.
Sono richiamati in relazione alla domanda di esecuzione del giudicato, ma il ricorso non viene deciso nel merito perché è divenuto improcedibile.
art. 35, comma 1, lett. c), c.p.a.
Consente di dichiarare l’improcedibilità del ricorso per sopravvenuta carenza di interesse.
Massime di principio
- La dichiarazione della parte ricorrente di non avere più interesse alla decisione, resa prima che la causa sia trattenuta in decisione e determinata da una sopravvenienza fattuale, comporta, in applicazione del principio dispositivo, la dichiarazione di improcedibilità per sopravvenuta carenza di interesse.
- La richiesta di dichiarare la cessazione della materia del contendere deve essere qualificata come improcedibilità per sopravvenuta carenza di interesse quando non sia provata l’integrale soddisfazione dell’interesse sostanziale mediante un provvedimento dell’amministrazione, ma la parte abbia comunque dichiarato di non avere più interesse alla decisione.
- Nel processo amministrativo il giudice non può procedere d’ufficio alla verifica dell’interesse a ricorrere né sostituirsi alla parte nella relativa valutazione; deve prendere atto della dichiarazione di sopravvenuta carenza di interesse resa dalla parte sino al momento della deliberazione della causa.
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