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Cassazione Penale, Ordinanza n. 27767/2025 del 29/07/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

INAMMISSIBILITA

Favorevole al resistente (pubblico ministero)

La controversia

L'imputato era stato condannato per avere portato fuori dalla propria abitazione, senza giustificato motivo, un coltello a serramanico di lunghezza totale pari a 21 cm, con lama di 9 cm, integrando il reato di porto di armi od oggetti atti ad offendere. Con il ricorso per cassazione ha dedotto, da un lato, che la richiesta di applicazione della causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto era stata illegittimamente respinta, poiché il comportamento non sarebbe stato abituale e la condotta avrebbe avuto minima o nulla capacità offensiva; dall'altro, ha censurato il diniego delle circostanze attenuanti generiche, sostenendo che la Corte di appello non avesse valorizzato adeguatamente gli elementi favorevoli alla sua posizione.

La decisione

La Corte di cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso. Ha ritenuto manifestamente infondata la doglianza sulla particolare tenuità del fatto, perché l'abitualità del comportamento era stata desunta da plurimi precedenti penali, tra cui diversi reati in materia di stupefacenti, un precedente per ricettazione e un precedente specifico per un reato previsto dalla legge sulle armi. Ha inoltre giudicato inammissibile la censura sulle attenuanti generiche, osservando che la Corte territoriale aveva motivato in modo congruo richiamando il contesto del rinvenimento del coltello, facilmente accessibile e utilizzabile, la pericolosità potenziale della condotta e i precedenti penali dell'imputato, in assenza di elementi positivi di segno contrario. Ne è seguita la condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali e di euro 3.000 alla Cassa delle ammende.

Norme richiamate

  • art. 4, legge 18 aprile 1975, n. 110

    norma incriminatrice applicata al porto senza giustificato motivo di un coltello a serramanico fuori dall'abitazione

  • art. 131-bis c.p.

    la particolare tenuità del fatto è stata esclusa per l'abitualità della condotta desunta dai precedenti penali

  • art. 62-bis c.p.

    le attenuanti generiche possono essere negate valorizzando anche un solo elemento tra quelli di cui all'art. 133 c.p., se ritenuto prevalente

  • art. 133 c.p.

    parametro di valutazione degli elementi rilevanti ai fini del riconoscimento o diniego delle attenuanti generiche

  • art. 23, legge n. 110 del 1975

    richiamato come precedente specifico ai fini della valutazione dell'abitualità del comportamento

  • art. 616 c.p.p.

    base per la condanna del ricorrente alle spese processuali e alla somma in favore della Cassa delle ammende

Massime di principio

  • La causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto può essere esclusa quando il giudice desuma l'abitualità del comportamento da un quadro di precedenti penali plurimi e significativi, anche se il singolo episodio presenta modesta offensività.
  • Ai fini dell'art. 131-bis c.p., il giudizio sull'abitualità non richiede necessariamente una reiterazione della stessa identica condotta, essendo sufficiente un complesso di precedenti da cui emerga una stabilità criminosa incompatibile con il beneficio.
  • Il diniego delle attenuanti generiche è legittimo se sorretto da motivazione che valorizzi, anche solo in via prevalente, un elemento sfavorevole tratto dall'art. 133 c.p., come la pericolosità concreta della condotta, la personalità dell'imputato e i suoi precedenti penali.
  • In sede di legittimità non è consentito trasformare il ricorso in una mera richiesta di rivalutazione del merito, specie quando la motivazione della sentenza impugnata sia coerente e non illogica.
  • La localizzazione dell'oggetto offensivo in un luogo facilmente raggiungibile e immediatamente utilizzabile può incidere negativamente sia sul giudizio di offensività in concreto sia sulla valutazione del trattamento sanzionatorio.

Come è indicizzato

MaterieCaporalatoImpugnazioniCause di non punibilitàCircostanze del reato
RamiReati in materia di lavoroProcesso penaleParte generale
IstitutiParticolare tenuità del fatto

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