Sentenza n. 7723/2026 - Roma, Sezione 5Q
per l'annullamento A) dell’atto/avviso-OMISSIS- , pubblicato il 10/05/2022 sul sito web dell''Ufficio Scolastico Regionale del Lazio, emesso a firma del Direttore Generale – Dott. -OMISSIS-, recante pubblicazione del calendario di convocazione alle prove orali per la classe di concorso AC 25 - Concorso bandito con decreto n.499/2020 del 21/04/2020, come modificato e integrato dal D.D. 5 gennaio 2022 n.23 - Lingua inglese e seconda lingua comunitaria nella scuola secondaria di I grado ( Spagnolo) e dell''elenco dei candidati ammessi alla prova orale, nella parte in cui si esclude la ricorrente -OMISSIS- dalla partecipazione alle prove orali della classe di concorso AC 25 “ Lingua inglese e seconda lingua comunitaria nella scuola secondaria I grado ( spagnolo) - Concorso bandito con decreto n.499/2020 del 21/04/2020, come modificato e integrato dal D.D. 5 gennaio 2022 n.23 B) della prova di esame scritta del 5 aprile 2022, consistente in un test a risposta multipla in lingua spagnola con quattro opzioni di risposta, limitatamente alle domande n. 44 e n. 28 somministrate alla candidata odierna ricorrente, C) comunque di ogni altro atto precedente e presupposto, contestuale, successivo e conseguente, comunque connesso e correlato, ancorché sconosciuto, nonché, per quanto occorrer possa, dell''atto impugnato e comunque dell''avviso di pubblicazione di cui al punto A);
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeAtto impugnato: esclusione dalla prova orale del concorso per la classe di concorso AC 25 e quesiti della prova scritta ritenuti erroneamente formulati
Esito
Favorevole al resistente (ministero)
Prevale l’amministrazione
La controversia
La ricorrente aveva partecipato al concorso ordinario per titoli ed esami finalizzato al reclutamento del personale docente della scuola secondaria, per la classe di concorso AC 25, relativa alla lingua inglese e alla seconda lingua comunitaria, spagnolo. A seguito della non ammissione alla prova orale, aveva impugnato l’avviso di convocazione e l’elenco degli ammessi, nella parte in cui non la includevano, nonché la prova scritta del 5 aprile 2022 limitatamente ai quesiti n. 44 e n. 28, lamentando la decisiva presenza di quesiti erroneamente formulati. Nel corso dell’udienza la ricorrente ha dichiarato di non avere più interesse alla decisione, avendo nel frattempo ottenuto un’assunzione presso un istituto scolastico privato.
La decisione
Il TAR ha dichiarato il ricorso improcedibile per sopravvenuto difetto di interesse. Il giudice ha rilevato che, secondo un consolidato orientamento giurisprudenziale, la dichiarazione espressa della parte ricorrente di non avere più interesse alla decisione impedisce al giudice di esaminare il merito della controversia o di procedere d’ufficio, non potendo egli sostituirsi alla parte nella valutazione dell’interesse ad agire. In assenza di repliche o diverse richieste delle controparti, la disponibilità dell’azione permane in capo al ricorrente sino alla trattenuta della causa in decisione; la dichiarazione determina quindi la presa d’atto giudiziale e la conseguente improcedibilità. Le spese di lite sono state compensate in ragione della natura e delle ragioni della decisione.
Norme richiamate
art. 35, comma 1, lett. c, c.p.a.
Costituisce la base normativa per la dichiarazione di improcedibilità del ricorso per sopravvenuto difetto di interesse.
art. 85, comma 9, c.p.a.
Richiamato dal giudice nell’ambito della decisione sull’improcedibilità.
art. 87, comma 4-bis, c.p.a.
Richiamato in relazione alla trattazione della causa nell’udienza straordinaria di smaltimento dell’arretrato.
Massime di principio
- Quando il ricorrente dichiara espressamente, prima che la causa sia trattenuta in decisione, di non avere più interesse alla pronuncia, il giudice amministrativo deve prendere atto della dichiarazione e dichiarare il ricorso improcedibile per sopravvenuto difetto di interesse, senza esaminare il merito.
- Nel processo amministrativo, in assenza di repliche o di diverse richieste delle controparti, il ricorrente conserva la disponibilità dell’azione sino alla decisione e può determinare l’improcedibilità mediante una dichiarazione di sopravvenuta carenza di interesse; il giudice non può procedere d’ufficio né sostituirsi alla parte nella valutazione dell’interesse ad agire.
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