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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 45196/2022 del 28/11/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Impugnazione dell'ordinanza del Tribunale di sorveglianza di Milano che aveva rigettato il reclamo avverso il diniego dell'Amministrazione carceraria all'acquisto e al possesso di un lettore CD e di CD musicali muniti di marchio SIAE. Il Ministero contestava che il divieto fosse legittimo e funzionale alle esigenze di ordine e sicurezza connesse al regime 41-bis, mentre il detenuto sosteneva che il diniego ledeva interessi inerenti a beni essenziali e il diritto al trattamento e alla fruizione di contenuti musicali.

La decisione

La Cassazione ha ritenuto il ricorso del Ministro fondato, ha annullato l'ordinanza impugnata e ha rinviato al Tribunale di sorveglianza di Milano per nuovo giudizio. La Corte ha affermato che, pur non essendo in assoluto precluso l'uso di CD e lettori, l'Amministrazione può legittimamente negarne l'ingresso nei reparti 41-bis qualora la messa in sicurezza dei dispositivi e dei supporti richieda adempimenti e impiego di risorse umane e materiali non ragionevolmente assicurabili. Ha inoltre precisato che il contrassegno SIAE non sostituisce i necessari controlli di sicurezza sui supporti e sui dispositivi.

Norme richiamate

  • Legge 26 luglio 1975, n. 354 (ordinamento penitenziario) - art. 35-bis, comma 4

    Norma procedurale richiamata per il reclamo; utilizzata per inquadrare il procedimento di impugnazione dell'ordinanza del Tribunale di sorveglianza.

  • Ordinamento penitenziario - art. 69, comma 6, lett. b)

    Riferimento alla figura del reclamo esercitato dal detenuto contro provvedimenti amministrativi interni; richiamato nel quadro procedurale del caso.

  • Ordinamento penitenziario - art. 41-bis

    Fornisce la base per l'applicazione di regole detentive speciali e per limitazioni mirate a impedire comunicazioni illecite con l'esterno; la Corte ha ritenuto che, in quel contesto, il diniego all'introduzione di certi dispositivi possa essere legittimo se necessario per la sicurezza e l'ordine.

  • Ordinamento penitenziario - art. 87

    Richiamato dal ricorrente; impiego come riferimento normativo nel contesto delle competenze e limitazioni del regime detentivo.

  • D.P.R. n. 230 del 2000 - art. 40

    Prevede regole sull'uso di apparecchi radio e lettori CD; la Corte ha osservato che disposizioni regolamentari non impongono automaticamente il diritto all'acquisto senza verifiche di sicurezza.

  • D.P.R. n. 230 del 2000 - art. 14

    Consente limitazioni alla ricezione, acquisto e possesso di oggetti solo per motivate esigenze di sicurezza; la Corte ha evidenziato che tali limitazioni sono ammissibili nel regime 41-bis se giustificate e proporzionate.

  • Circolare DAP 2 ottobre 2017 - art. 14.1

    Richiamata in relazione alle regole interne della Casa di reclusione; la Corte ha ritenuto che regolamenti e circolari non esonerano dall'effettuare valutazioni concrete sulla possibilità di mettere in sicurezza dispositivi e supporti.

  • Giurisprudenza citata - Sez. 1, n. 43484 del 30/09/2021 (Rv. 282213)

    Precedente di legittimità che afferma la legittimità del diniego all'introduzione di CD e lettori nei reparti 41-bis se la messa in sicurezza comporta oneri non sostenibili per l'organizzazione dell'istituto.

Massime di principio

  • In regime 41-bis le restrizioni all'uso e al possesso di dispositivi elettronici e supporti multimediali sono ammissibili se giustificate da esigenze concrete di ordine e sicurezza.
  • Il contrassegno SIAE sui CD non costituisce di per sé garanzia di sicurezza: non sostituisce i controlli tecnici e le verifiche sul dispositivo e sul supporto.
  • Prima di riconoscere il diritto del detenuto all'introduzione di lettori e CD, il giudice deve accertare se l'Amministrazione sia in grado di attuare le misure di messa in sicurezza richieste; l'impossibilità di adottare tali misure per ragioni organizzative o di risorse legittima il diniego.
  • La valutazione sulla legittimità del diniego rientra in parte nell'ambito discrezionale dell'organizzazione carceraria, purché motivata e proporzionata alle esigenze di tutela della sicurezza.
  • Nei casi analoghi è opportuno che il giudice richieda istruttorie mirate (verifiche tecniche, valutazioni sulle risorse necessarie) prima di concludere per la lesione di diritti fondamentali del detenuto.

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