Sentenza n. 2052/2026 - Milano, Sezione 5
per l'ottemperanza della sentenza n. 284/2024 emessa dal Tribunale di Pavia in funzione di Giudice del Lavoro.
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeAtto impugnato: inottemperanza del Ministero alla sentenza del Tribunale di Pavia che aveva riconosciuto alla ricorrente il beneficio della carta del docente per cinque annualità
Esito
Favorevole al ricorrente (docente)
Prevale il privato
La controversia
La ricorrente ha agito per l'ottemperanza alla sentenza n. 284/2024 del Tribunale di Pavia, emessa in funzione di giudice del lavoro e passata in giudicato. La sentenza aveva condannato il Ministero a riconoscere il beneficio della carta del docente, mediante accredito sul borsellino elettronico, per le annualità 2018/2019, 2019/2020, 2020/2021, 2021/2022 e 2022/2023, per complessivi euro 2.500,00. La ricorrente ha dedotto l'inadempimento dell'amministrazione. Il Ministero si è costituito con atto di mera forma e non ha dedotto né documentato l'avvenuto adempimento. Il ricorso è stato proposto dopo il decorso del termine dilatorio di 120 giorni dalla notifica della sentenza, previsto dall'art. 14 del decreto-legge n. 669/1996, convertito dalla legge n. 30/1997.
La decisione
Il TAR ha dichiarato il ricorso procedibile, poiché erano decorsi oltre 120 giorni dalla notificazione della sentenza al Ministero. Nel merito, ha ritenuto provato il diritto della ricorrente agli importi riconosciuti dal giudicato e accertato l'inottemperanza dell'amministrazione, che non aveva allegato alcun adempimento. Ha quindi accolto il ricorso e ordinato al Ministero di accreditare, entro 90 giorni dalla notificazione della sentenza, gli importi dovuti, detratti eventuali pagamenti medio tempore effettuati. Per il caso di ulteriore inerzia, ha nominato quale commissario ad acta il Direttore Generale della Ragioneria Territoriale dello Stato di Milano, Monza e Brianza, conferendogli il compito di determinare l'importo residuo e adottare gli atti necessari entro i successivi 60 giorni, previa istanza del creditore. Ha escluso il compenso del commissario, trattandosi di attività rientrante nei suoi compiti istituzionali. Il Ministero è stato condannato alle spese, liquidate in euro 800,00 oltre accessori e contributo unificato se dovuto, con distrazione in favore del difensore antistatario.
Norme richiamate
art. 114 c.p.a.
Costituisce la base processuale dell'azione di ottemperanza e consente al giudice amministrativo di dichiarare l'inottemperanza al giudicato, ordinare l'esecuzione e nominare, anche preventivamente, un commissario ad acta.
art. 14 d.l. 31 dicembre 1996, n. 669, convertito dalla l. 28 febbraio 1997, n. 30
Il ricorso di ottemperanza contro una pubblica amministrazione è procedibile, nel caso concreto, dopo il decorso del termine di 120 giorni dalla notificazione della sentenza.
Massime di principio
- L'azione di ottemperanza è procedibile nei confronti di una pubblica amministrazione dopo il decorso del termine di 120 giorni dalla notificazione della sentenza, quando tale termine sia previsto dall'art. 14 d.l. n. 669/1996.
- Quando una sentenza passata in giudicato riconosce una somma o un beneficio a carico di una pubblica amministrazione e l'amministrazione non dimostra di avervi dato esecuzione, il giudice dell'ottemperanza può dichiarare l'inottemperanza e ordinare l'adempimento entro un termine determinato.
- Il giudice dell'ottemperanza può nominare sin dalla sentenza un commissario ad acta, subordinandone l'intervento all'ulteriore inutile decorso del termine assegnato all'amministrazione e all'istanza del creditore.
- Le funzioni di commissario ad acta possono essere affidate a un dirigente pubblico istituzionalmente preposto alla gestione della spesa pubblica senza riconoscimento di un compenso aggiuntivo, quando l'attività commissariale rientri nei suoi compiti istituzionali.
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