Cassazione Penale, Sentenza n. 2448/2025 del 21/01/2025
Sintesi
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Favorevole al ricorrente
La controversia
Il Procuratore ha impugnato la sentenza del Tribunale di Urbino nella parte in cui il giudice ha omesso di applicare la pena accessoria dell'interdizione temporanea dai pubblici uffici per anni cinque, sostenendo che tale pena consegue di diritto alla condanna ad una pena detentiva non inferiore a tre anni ai sensi dell'art. 29 cod. pen. e che l'omissione costituisce violazione di legge perseguibile in Cassazione.
La decisione
La Corte ha ritenuto il ricorso fondato. Ha richiamato la pronuncia delle Sezioni Unite (n. 47502/2022, Galdini) che ammette il ricorso per cassazione da parte del Procuratore per omissione di pena accessoria, e ha constato che la condanna a tre anni di reclusione determina automaticamente l'applicazione dell'interdizione temporanea dai pubblici uffici per cinque anni ai sensi dell'art. 29 cod. pen. Ne è conseguito l'annullamento senza rinvio della sentenza impugnata limitatamente all'omessa applicazione della pena accessoria e l'applicazione, in sede di cassazione, della pena accessoria indicata.
Norme richiamate
art. 29 Codice Penale
Alla condanna ad una pena della reclusione non inferiore ad anni tre consegue di diritto la pena accessoria dell'interdizione temporanea dai pubblici uffici, di durata predeterminata in anni cinque.
La Corte ha interpretato la norma come prescrittiva: quando la condanna principale è pari o superiore a tre anni di reclusione, l'interdizione dai pubblici uffici si applica di diritto e non può essere omessa dal giudice.
Sezioni Unite, n. 47502 del 29/09/2022 (Galdini, Rv. 283754)
Pronuncia di legittimità indicata nella decisione della Corte
Le Sezioni Unite hanno affermato che la sentenza di condanna che ometta una pena accessoria è impugnabile per cassazione per violazione di legge sia dal Procuratore della Repubblica sia dal Procuratore generale ai sensi dell'art. 608 cod. proc. pen.
art. 608 Codice di Procedura Penale
Norma che disciplina il ricorso per cassazione proposto dal Procuratore della Repubblica
Consente al Procuratore della Repubblica di proporre ricorso per cassazione per violazione di legge; la Corte ha richiamato questa disposizione per affermare la legittimazione a impugnare l'omissione della pena accessoria.
art. 620, lett. i) Codice di Procedura Penale
Norma che consente l'annullamento senza rinvio per vizio di motivazione o violazione di legge quando la Corte può eliminare l'errore direttamente
La Corte ha ritenuto sussistere le condizioni per annullare senza rinvio la sentenza impugnata e per applicare in questa sede la pena accessoria omessa.
Massime di principio
- Quando una condanna prevede una pena detentiva non inferiore a tre anni, l'interdizione temporanea dai pubblici uffici per cinque anni si applica di diritto e l'omissione da parte del giudice costituisce violazione di legge.
- Il Procuratore della Repubblica (e il Procuratore generale) possono proporre ricorso per cassazione per omessa applicazione di pene accessorie ai sensi dell'art. 608 c.p.p.; la Corte di Cassazione, richiamata la giurisprudenza delle Sezioni Unite, può annullare senza rinvio e applicare direttamente la pena accessoria quando i presupposti di legge sono chiari.
- In casi simili occorre verificare se la pena principale, così come risultante dalla sentenza (anche dopo il computo delle attenuanti o aggravanti), raggiunge la soglia prevista dalla norma che determina l'accessorio; se sì, l'accessorio è obbligatorio.
- L'omissione di una pena accessoria non è solo un vizio formale: può essere sanata in sede di legittimità con annullamento senza rinvio quando l'applicazione dell'accessorio è automatica e non richiede istruttoria ulteriore.
- Per difensori: se il giudice ha omesso un accessorio obbligatorio, è possibile impugnare la sentenza o attendere la iniziativa del Pubblico Ministero; per l'Amministrazione della giustizia: prestare attenzione all'applicazione delle pene accessorie obbligatorie per evitare ricorsi vittoriosi e conseguente rettifica in Cassazione.
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