Sentenza n. 8627/2026 - Roma, Sezione 5Q
per l’accertamento del silenzio illegittimamente serbato e la declaratoria dell’obbligo di provvedere, con un provvedimento espresso, previa adozione di idonea misura cautelare, da parte dell’Ambasciata d’Italia ad Islamabad, con riferimento alla domanda di attivazione della procedura di rilascio del visto di ingresso per motivi di lavoro subordinato stagionale;
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeAtto impugnato: silenzio serbato sull'istanza di attivazione del procedimento per il rilascio di un visto di ingresso per lavoro subordinato stagionale
Esito
Favorevole al resistente (amministrazione diplomatica)
Prevale l’amministrazione
La controversia
Il ricorrente ha proposto, ai sensi dell'art. 117 c.p.a., un'azione avverso il silenzio dell'Amministrazione, chiedendo l'accertamento dell'illegittimità dell'inerzia e la declaratoria dell'obbligo dell'Ambasciata d'Italia a Islamabad di provvedere espressamente sull'istanza di attivazione della procedura per il rilascio del visto di ingresso per motivi di lavoro subordinato stagionale. Dopo la proposizione del ricorso, la sede diplomatica ha fissato un appuntamento per la presentazione della domanda di visto.
La decisione
Il TAR ha dichiarato il ricorso improcedibile per sopravvenuto difetto di interesse, ai sensi dell'art. 35, comma 1, lett. c), c.p.a. L'attivazione del procedimento, mediante fissazione dell'appuntamento per la presentazione della domanda di visto, ha fatto venir meno l'interesse del ricorrente a ottenere una pronuncia che imponesse all'Amministrazione di procedere. Il giudice non ha quindi accertato nel merito l'illegittimità del silenzio né imposto ulteriori obblighi provvedimentali. Le spese sono state integralmente compensate, in considerazione dell'elevato numero di richieste gravante sulla sede diplomatica e della complessità dell'iter previsto dalla legge.
Norme richiamate
art. 117 c.p.a.
Prevede l'azione avverso il silenzio della pubblica amministrazione, utilizzata dal ricorrente per chiedere l'accertamento dell'illegittimità dell'inerzia e l'obbligo di provvedere.
art. 35, comma 1, lett. c), c.p.a.
Consente la dichiarazione di improcedibilità quando sopravviene il difetto di interesse alla decisione; nel caso concreto, tale effetto è stato ricollegato all'attivazione del procedimento amministrativo dopo la proposizione del ricorso.
art. 60 c.p.a.
Ha consentito la definizione della controversia con sentenza in forma semplificata, previa audizione delle parti nella camera di consiglio.
Massime di principio
- Nel giudizio avverso il silenzio, la sopravvenuta attivazione del procedimento amministrativo fa venir meno l'interesse alla pronuncia che imponga all'amministrazione di procedere e determina l'improcedibilità del ricorso per sopravvenuto difetto di interesse.
- La fissazione di un appuntamento per la presentazione della domanda di visto costituisce, nel caso esaminato, attivazione del procedimento sufficiente a escludere la persistente utilità dell'azione contro il silenzio, senza implicare una decisione favorevole sul rilascio del visto.
- La compensazione delle spese può essere disposta quando la sopravvenuta improcedibilità sia collegata a circostanze organizzative e alla complessità dell'iter amministrativo, quali l'elevato numero di richieste gravanti sulla sede diplomatica.
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