Sentenza n. 3073/2026 - Milano, Sezione 3
per l’ottemperanza alla sentenza del Tribunale di Milano n. 3509/2024 depositata in data 30/08/2024
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeAtto impugnato: mancata esecuzione della sentenza del Tribunale di Milano n. 3509/2024, relativa al riconoscimento della carta docente per gli anni scolastici 2019/2020-2023/2024
Esito
Favorevole al ricorrente (docente)
Prevale il privato
La controversia
La ricorrente ha promosso il giudizio di ottemperanza per ottenere l'esecuzione della sentenza del Tribunale di Milano n. 3509/2024, passata in giudicato e ritualmente notificata, con la quale il Ministero era stato condannato a mettere a disposizione la carta docente o altro strumento equipollente, per il valore di 500 euro annui, relativamente agli anni scolastici 2019/2020, 2020/2021, 2021/2022, 2022/2023 e 2023/2024. La ricorrente ha dedotto l'inadempimento dell'amministrazione, che non aveva effettuato alcun pagamento, neppure parziale. Il giudizio non comprendeva le spese di lite liquidate nella sentenza presupposta, distratte in favore dei difensori. Il TAR ha rilevato che era decorso il termine dilatorio di 120 giorni previsto dall'art. 14 del d.l. 669/1996, convertito dalla l. 30/1997, e che l'amministrazione, pur costituita, non aveva contestato l'esistenza o l'ammontare del credito né fornito indicazioni sull'andamento della procedura.
La decisione
Il TAR ha accolto il ricorso e accertato l'inottemperanza dell'amministrazione alla sentenza del Tribunale di Milano. Ha ordinato al Ministero di effettuare integralmente i pagamenti dovuti entro 90 giorni dalla pubblicazione della sentenza. Per l'eventuale ulteriore inerzia, ha nominato sin d'ora commissario ad acta il Direttore della Ragioneria territoriale dello Stato di Milano, Monza e Brianza, con facoltà di delega a un dirigente o funzionario del medesimo ufficio, stabilendo che il commissario provveda entro ulteriori 60 giorni dalla comunicazione dell'inottemperanza da parte della ricorrente, compiendo tutti gli atti necessari a carico e spese dell'amministrazione inadempiente. L'incarico è stato qualificato come adempimento connesso ai doveri d'istituto. Le spese del giudizio di ottemperanza sono state poste a carico del Ministero e liquidate in 800 euro, oltre accessori, con distrazione in favore dei difensori della ricorrente dichiaratisi antistatari.
Norme richiamate
art. 14 d.l. 31 dicembre 1996, n. 669, convertito dalla l. 28 febbraio 1997, n. 30
termine dilatorio di 120 giorni per il pagamento
Il decorso del termine dilatorio per l'esecuzione dei titoli giudiziali nei confronti delle amministrazioni consente di promuovere l'azione di ottemperanza, ove l'amministrazione non abbia adempiuto.
Massime di principio
- Nel giudizio di ottemperanza, il decorso del termine dilatorio previsto per il pagamento dei debiti delle pubbliche amministrazioni, unitamente al passaggio in giudicato e alla rituale notificazione del titolo esecutivo, consente di accertare l'inadempimento dell'amministrazione che non abbia eseguito la condanna.
- Quando l'amministrazione, costituita in giudizio, non contesta né l'an né il quantum del credito risultante dal titolo e non fornisce elementi sull'adempimento, il giudice può accertare l'inottemperanza sulla base della documentazione e delle dichiarazioni della parte ricorrente.
- In caso di mancata esecuzione dell'ordine impartito nel giudizio di ottemperanza, il giudice può nominare sin dalla sentenza un commissario ad acta, assegnandogli un termine successivo alla comunicazione dell'inadempimento e ponendo gli oneri dell'attività commissariale a carico dell'amministrazione inadempiente.
- L'azione di ottemperanza resta delimitata dal contenuto della domanda proposta: le spese di lite distratte in favore dei difensori non rientrano nell'oggetto del giudizio se l'ottemperanza non è stata chiesta anche con riferimento a tali somme.
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