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Sentenza

Sentenza n. 904/2026 - Lecce, Sezione 3

Giustizia amministrativa202501381

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Puglia - Lecce, Sez. IIISentenzaGiudizio di ottemperanza

Atto impugnato: mancata esecuzione, inizialmente, della sentenza del Tribunale di Taranto – Sezione Lavoro n. 1147/2025, recante il riconoscimento del beneficio della Carta docente

Esito

CESSATA MATERIA DEL CONTENDERE

Favorevole al ricorrente (docenti beneficiarie)

Prevale il privato

La controversia

Le ricorrenti hanno promosso il giudizio di ottemperanza sostenendo che il Ministero non avesse dato esecuzione alla sentenza del Tribunale di Taranto – Sezione Lavoro n. 1147/2025, notificata il 17 aprile 2025 e passata in giudicato. La sentenza aveva riconosciuto ad Albano Vincenza il beneficio della Carta docente per gli anni scolastici 2022/2023 e 2024/2025 e a Grassi Graziana per gli anni scolastici 2022/2023 e 2023/2024, ordinando al Ministero di garantirne la fruizione mediante accredito sulla Carta docente secondo le regole previste per i dipendenti a tempo indeterminato. Le ricorrenti hanno chiesto l’adozione degli atti necessari all’esecuzione e, in caso di persistente inadempimento, la nomina di un commissario ad acta. Nelle more del giudizio, il Ministero ha eseguito il giudicato in data 30 gennaio 2026; le ricorrenti hanno quindi chiesto la dichiarazione di cessazione della materia del contendere, insistendo per la condanna alle spese sulla base della soccombenza virtuale.

La decisione

Il TAR ha dichiarato il ricorso improcedibile per cessazione della materia del contendere, rilevando che la pretesa delle ricorrenti era stata integralmente soddisfatta dall’Amministrazione nelle more del giudizio. La decisione è stata adottata ai sensi dell’art. 34, comma 5, c.p.a. Il Collegio ha tuttavia posto le spese a carico del Ministero in applicazione della soccombenza virtuale, poiché l’Amministrazione aveva adempiuto soltanto dopo la proposizione del ricorso e il ricorso risultava originariamente fondato. Le spese sono state liquidate in complessivi 300 euro, oltre accessori di legge, con distrazione in favore del difensore antistatario.

Norme richiamate

  • art. 34, comma 5, c.p.a.

    qualora nel corso del giudizio la pretesa del ricorrente risulti pienamente soddisfatta, il giudice dichiara la cessazione della materia del contendere

    La piena soddisfazione della pretesa durante il giudizio determina la cessazione della materia del contendere e l’improcedibilità del ricorso.

  • art. 91 c.p.c.

    Le spese seguono la soccombenza; nel caso concreto il principio è stato applicato secondo il criterio della soccombenza virtuale, in ragione dell’originaria fondatezza del ricorso e dell’adempimento tardivo dell’Amministrazione.

  • art. 93 c.p.c.

    Ha fondato la distrazione delle spese liquidate in favore del difensore dichiaratosi antistatario.

Massime di principio

  • Quando, nel corso di un giudizio di ottemperanza, l’Amministrazione esegue integralmente il giudicato e soddisfa la pretesa del ricorrente, il ricorso deve essere dichiarato improcedibile per cessazione della materia del contendere ai sensi dell’art. 34, comma 5, c.p.a.
  • L’adempimento sopravvenuto dell’Amministrazione non esclude la condanna alle spese se il ricorso era originariamente fondato e l’esecuzione del giudicato è intervenuta soltanto dopo la proposizione del giudizio; in tal caso le spese possono essere poste a carico dell’Amministrazione sulla base della soccombenza virtuale.
  • La cessazione della materia del contendere presuppone la piena soddisfazione della pretesa azionata, non il mero adempimento parziale o una condotta amministrativa non integralmente conforme al giudicato.

Come è indicizzato

MaterieGiudizio di ottemperanzaEstinzione, perenzione e improcedibilitàSpese di lite
RamiProcesso amministrativo
IstitutiOttemperanza e commissario ad actaSopravvenuta carenza di interesse

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