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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 50733/2023 del 19/12/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Impugnazione dell'ordinanza del giudice dell'esecuzione che aveva respinto l'istanza di revoca ex tunc della confisca estesa di un fondo in agro di Cavallino. La ricorrente sosteneva che l'immobile fosse stato acquistato con provvista lecita fornita dal fratello Luciano tramite il riscatto di una polizza assicurativa e che l'intestazione al coniuge condannato fosse fittizia; aveva prodotto la documentazione di incasso della polizza e dichiarazioni rese dal fratello (acquisite ai sensi degli artt. 391-bis ss. c.p.p.) a sostegno della donazione indiretta.

La decisione

La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, confermando la valutazione del giudice dell'esecuzione che aveva ritenuto insufficienti e poco affidabili le prove fornite dalla ricorrente. La Corte ha richiamato il principio secondo cui il titolare formale del bene, in sede di incidente di esecuzione, ha l'onere di dimostrare con circostanze di fatto credibili e verificabili la piena corrispondenza tra intestazione formale e impiego di risorse proprie o lecite. Ha ritenuto rilevante la tardività del reperimento del certificato di riscatto della polizza, la mancanza di riscontri oggettivi sulle ragioni della presunta liberalità e l'implausibilità della ricostruzione, motivando adeguatamente il diniego e affermando che non sussisteva obbligo di avviare un'istruttoria officiosa aggiuntiva. Ha inoltre condannato la ricorrente alle spese del giudizio di legittimità ai sensi dell'art. 616 c.p.p.

Norme richiamate

  • art. 12-sexies d.l. 8 giugno 1992, n. 306, conv. dalla legge 7 agosto 1992, n. 356

    Disciplina la confisca estesa; la Corte ricorda che il terzo intestatario può impugnare la confisca dopo il giudicato proponendo incidente di esecuzione e che, in tale sede, grava sul titolare formale l'onere di provare la lecita provenienza delle risorse impiegate per l'acquisto del bene.

  • art. 104-bis disp. att. cod. proc. pen. (comma 1-quinques introdotto dall'art. 6 d.lgs. 10 marzo 2018, n. 21)

    Richiamata per delimitare l'ambito procedurale: la tutela del terzo che non ha partecipato al giudizio di cognizione si realizza mediante l'incidente di esecuzione, secondo la giurisprudenza consolidata citata dalla Corte.

  • artt. 391-bis ss. cod. proc. pen.

    Le dichiarazioni del fratello della ricorrente sono state acquisite ai sensi di tali norme; tuttavia la Corte ha ritenuto che tali dichiarazioni, se non adeguatamente corroborate, possono avere valore indiziario debole e non bastare a prevalere sull'accertamento passato in giudicato.

  • art. 616 cod. proc. pen.

    Norma richiamata per la condanna alle spese del giudizio di legittimità: le spese sono state addebitate alla ricorrente.

Massime di principio

  • Il titolare formale di un bene sottoposto a confisca estesa che non ha partecipato al giudizio di merito può impugnare la confisca mediante incidente di esecuzione, ma grava su di lui l'onere di provare la provenienza lecita delle risorse impiegate.
  • La prova della lecita provenienza deve essere credibile, tempestiva e possibilmente corroborata da riscontri oggettivi; documenti reperiti tardivamente o spiegazioni implausibili possono essere ritenuti insufficienti.
  • Dichiarazioni rese da terzi (anche acquisite ai sensi degli artt. 391-bis ss. c.p.p.) hanno valore probatorio limitato se non supportate da elementi documentali o riscontri esterni.
  • Il giudice dell'esecuzione non è obbligato ad avviare un'istruttoria officiosa illimitata: l'accertamento si fonda sulla valutazione delle prove offerte e sulla plausibilità delle ricostruzioni proposte.
  • In casi analoghi, per ottenere la revoca della confisca l'interessato deve puntare a prove oggettive e antecedenti all'atto impugnato o comunque spiegare in modo convincente la ragione della tardiva produzione di documenti rilevanti.

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