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Cassazione Civile, Ordinanza n. 05921/2024 del 05/03/2024

Giurisprudenza civile

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

ACCOGLIMENTO CON RINVIO

Favorevole al ricorrente (cittadino straniero)

La controversia

La controversia origina dall'opposizione proposta da un cittadino egiziano avverso un decreto prefettizio di espulsione emesso il 10.10.2022 e poi confermato dal Giudice di Pace di Benevento con ordinanza del 16.5.2023. In cassazione il ricorrente deduce tre censure: (1) nullità dell'ordinanza e del provvedimento espulsivo per violazione delle norme sulla traduzione degli atti, sostenendo che la traduzione in inglese fosse insufficiente perché non risultava alcuna sua dichiarazione di conoscenza di tale lingua e non era stata verificata la conoscenza dell'italiano o dell'arabo; (2) violazione di norme interne, convenzionali e costituzionali in tema di inespellibilità e protezione internazionale, assumendo che il giudice avrebbe dovuto considerare la domanda di protezione internazionale e la sua appartenenza a categorie protette/non espellibili, senza compiere una valutazione prognostica negativa sull'esito della domanda; (3) omessa motivazione sulla dedotta inespellibilità ex art. 19 T.U.I. e sulla rilevanza dell'integrazione personale e lavorativa in Italia, richiamando anche l'art. 8 CEDU. La Prefettura è rimasta intimata.

La decisione

La Corte di cassazione accoglie il primo motivo, ritenendo carente l'accertamento del giudice di pace sulla effettiva conoscenza, da parte dello straniero, della lingua in cui il provvedimento era stato tradotto, e sulla ragione dell'eventuale impossibilità di traduzione nella lingua madre. La Corte afferma che il giudice di merito avrebbe dovuto verificare, sulla base degli atti o mediante audizione, se il destinatario conoscesse l'inglese o l'italiano; in mancanza, non era sufficiente il solo richiamo alla non immediata disponibilità di un interprete di lingua madre, occorrendo anche una valutazione sulla rarità della lingua o sull'inidoneità della traduzione alternativa. L'accoglimento del primo motivo comporta l'assorbimento degli altri due. Ne consegue la cassazione dell'ordinanza impugnata nei limiti del motivo accolto e il rinvio al Giudice di Pace di Benevento, in diversa composizione, anche per le spese della fase di legittimità.

Norme richiamate

  • art. 13, comma 7, d.lgs. n. 286/1998 (T.U. immigrazione)

    La traduzione del provvedimento espulsivo deve essere tale da rendere effettiva la conoscibilità dell'atto da parte dello straniero; il giudice deve verificare in concreto la lingua conosciuta dal destinatario.

  • art. 12, paragrafo 3, direttiva 2008/115/CE

    La traduzione del provvedimento di rimpatrio/espulsione è funzionale alla effettiva comprensione dell'atto da parte dell'interessato.

  • art. 8 CEDU

    Richiamato dal ricorrente quale parametro di tutela della vita privata e familiare, ma la decisione finale si concentra sulla validità della traduzione del provvedimento espulsivo.

  • art. 97 Cost.

    Richiamato dal ricorrente nel secondo motivo.

  • art. 27 Cost.

    Richiamato dal ricorrente nel secondo motivo.

  • art. 13, comma 2, lett. c), d.lgs. n. 286/1998 (T.U. immigrazione)

    Richiamato dal ricorrente nel secondo motivo.

  • art. 13, comma 2-bis, d.lgs. n. 286/1998 (T.U. immigrazione)

    Richiamato dal ricorrente nel secondo motivo.

  • art. 1 d.lgs. n. 159/2011

    Richiamato dal ricorrente per sostenere l'appartenenza a categorie esenti da espulsione.

  • art. 7, comma 1, d.lgs. n. 25/2008

    Richiamato dal ricorrente per sostenere l'autorizzazione a permanere nel territorio dello Stato fino alla decisione sulla domanda di protezione internazionale.

  • art. 19 d.lgs. n. 286/1998 (T.U. immigrazione)

    Richiamato dal ricorrente come base dell'inespellibilità in presenza di determinate condizioni ostative.

  • art. 35-bis d.lgs. n. 25/2008

    Richiamato dal ricorrente nel terzo motivo.

  • art. 5 direttiva 2008/115/CE

    Richiamato dal ricorrente nel terzo motivo.

  • art. 375 c.p.c.

    Indica la trattazione in camera di consiglio.

  • art. 380-bis.1 c.p.c.

    Indica la trattazione in camera di consiglio.

Massime di principio

  • In materia di espulsione amministrativa dello straniero, la validità della traduzione del provvedimento va apprezzata in concreto: il giudice deve accertare se il destinatario conosca effettivamente la lingua utilizzata nella traduzione, valorizzando gli atti del procedimento e, se necessario, procedendo ad audizione dell'interessato.
  • La mera assenza immediata di un traduttore nella lingua madre dello straniero non basta, di per sé, a rendere valida la traduzione in lingua veicolare: occorre anche verificare se l'amministrazione abbia allegato e il giudice ritenga plausibile l'impossibilità di predisporre il testo nella lingua conosciuta, per rarità della lingua o per inidoneità della traduzione alternativa a comunicare la decisione.
  • Se il giudice di merito omette di verificare la concreta conoscenza della lingua di traduzione o fonda la propria decisione su un accertamento insufficiente in punto di lingua conosciuta, la decisione espulsiva va cassata con rinvio per nuovo esame.
  • Quando un motivo di ricorso è accolto per una questione preliminare e assorbente, gli ulteriori motivi restano assorbiti e non sono esaminati nel merito.

Come è indicizzato

MaterieImpugnazioniRiconoscimento di sentenze straniere
RamiProcesso civileInternazionale privato
SottomaterieRicorso per cassazione
IstitutiOnere della prova

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