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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 11628/2022 del 30/03/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Il Procuratore della Repubblica di Tempio Pausania impugnava l'ordinanza del Tribunale della libertà di Sassari che, in riesame ai sensi dell'art. 322 c.p.p., aveva annullato il decreto di sequestro preventivo relativo ad alcune unità immobiliari ritenute C.A.V. (case/appartamenti vacanze). Il ricorso di cassazione censurava la decisione per (i) errata valutazione del fumus commissi delicti, sostenendo che le unità 5.1, 6.9, 7.1 e 7.6 non erano mai state locate a turisti e quindi si era realizzato il frazionamento e l'attribuzione di proprietà esclusiva in violazione del vincolo urbanistico; (ii) errata esclusione delle dichiarazioni della residente Hynes, che avrebbero provato l'uso residenziale delle unità, perché ritenute inutilizzabili dal Tribunale essendo la teste né indagata né coautrice.

La decisione

La Corte di cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile per difetto di legittimazione del pubblico ministero che ha proposto l'impugnazione. La Corte ha richiamato l'art. 325 c.p.p. e la giurisprudenza consolidata, affermando che, nelle misure cautelari reali (sequestro preventivo), la legittimazione a ricorrere in cassazione contro l'ordinanza del tribunale in sede di riesame spetta esclusivamente all'ufficio del pubblico ministero presso l'organo giudiziario che ha pronunciato la decisione impugnata (qui: il Pubblico Ministero presso il Tribunale di Sassari). Di conseguenza il ricorso proposto dal PM presso il Tribunale di Tempio Pausania è inammissibile e non è stato esaminato nel merito (ossia sulla sussistenza del fumus).

Norme richiamate

  • art. 325 cod. proc. pen.

    Disciplina il ricorso per cassazione avverso i provvedimenti di sequestro preventivo; la Corte interpreta la norma nel senso che il richiamo al "pubblico ministero" non abilita qualunque ufficio PM a proporre il ricorso: per le misure reali la legittimazione spetta all'ufficio della pubblica accusa presso l'organo che ha emesso la decisione impugnata

  • art. 311, comma 1, cod. proc. pen.

    Norma richiamata dalla Corte per confronto: nel campo delle misure personali prevede espressamente quali uffici del PM possono proporre ricorso; la giurisprudenza usa l'assenza di analoga specificazione in art. 325 per argomentare la regola di legittimazione per le misure reali

  • art. 322 cod. proc. pen.

    Prevede la composizione del tribunale in sede di riesame; qui richiamato per contestualizzare l'atto di riesame che ha annullato il sequestro

  • artt. 81 cpv., 110 cod. pen., artt. 30 e 44, comma 1, lett. c) d.P.R. n. 380/2001

    Norme penali e urbanistiche richiamate a fondamento delle contestazioni (lottizzazione abusiva e modificazione della destinazione d'uso): la decisione impugnata aveva ritenuto non provato il fumus del reato commesso dai resistenti

  • art. 17 lett. a) N.T.A. del P.R.T.C. del Cipnes di Olbia e I.r. n. 16 del 2017

    Regole urbanistiche locali che vietano, nel comparto D/G6, l'uso delle unità come abitazioni private e autorizzano solo C.A.V. gestite in forma imprenditoriale; il PM aveva invocato tali norme per sostenere l'illiceità dell'uso residenziale

Massime di principio

  • In impugnazioni avverso provvedimenti su misure reali (es. sequestro preventivo) la legittimazione a proporre ricorso in cassazione va verificata: normalmente può ricorrere solo l'ufficio del PM presso l'organo che ha emesso la decisione impugnata; un ricorso proposto da un diverso ufficio PM rischia l'inammissibilità per difetto di legittimazione.
  • La dichiarazione di inammissibilità per difetto di legittimazione impedisce l'esame nel merito: questioni sostanziali (esistenza del fumus di reato, valutazione delle prove) restano aperte e vanno riproposte, se opportuno, dall'ufficio legittimato o in sede di riesame/appello correttamente esperiti.
  • Nelle contestazioni che riguardano modifiche di destinazione d'uso e lottizzazione abusiva, la prova del "fumus" richiede elementi che documentino l'effettivo uso residenziale in contrasto con il vincolo urbanistico (contratti di locazione continuativi, iscrizioni anagrafiche, elementi fattuali chiari), non solo l'assenza di utilizzo turistico.
  • Dichiarazioni di terzi residenti o testimoni possono essere utili, ma la loro utilizzabilità e rilievo probatorio dipendono dalla valutazione del giudice e dal contesto processuale; il problema dell'ammissione non può essere aggirato presentando il ricorso da un ufficio privo di legittimazione.
  • Prima di proporre ricorsi di cassazione avverso ordinanze di riesame su misure reali, accertarsi che l'impugnazione sia proposta dall'ufficio PM titolare rispetto all'organo che ha emesso l'atto; in caso contrario è preferibile chiedere che l'ufficio legittimato eserciti l'impugnazione o riproporre la tutela in sede corretta.

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