Cassazione Penale, Sentenza n. 06126/2026 del 16/02/2026
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al ricorrente
La controversia
Ricorso per cassazione avverso la conferma della condanna per violazione dell'art. 7 del D.L. 4/2019 (conv. con legge 28/3/2019 n.26) per omessa indicazione nelle DSU (Dichiarazioni Sostitutive Uniche) dei redditi derivanti da conti gioco nell'anno 2019 e per mancata comunicazione delle variazioni reddituali nel 2020. Il ricorso articolava cinque motivi: (1) carenza o apparente motivazione sulla prova dell'elemento soggettivo (sosteneva di non poter visualizzare le singole vincite, solo il saldo finale); (2) errata applicazione della norma perché la DSU sarebbe stata redatta e sottoscritta da persona diversa (Atzei Barbara/Atzei Bianca) e quindi il soggetto attivo sarebbe la dichiarante; (3) vizio di motivazione nel ritenere responsabilità personale nonostante il ricorrente non avesse redatto o sottoscritto la DSU; (4) errata individuazione del periodo di riferimento per il calcolo ISEE, con richiamo anche agli artt. 61 e 67 TUIR e all'art. 4 del DPCM 159/2013; (5) mancata motivazione sugli elementi oggettivi e sulla temporalità delle annualità oggetto di dichiarazione (si sosteneva che le annualità rilevanti fossero 2017-2018 e non 2019-2020).
La decisione
La Corte di cassazione ha ritenuto il ricorso parzialmente fondato. Ha dichiarato generici il primo, secondo e terzo motivo perché il ricorrente non ha efficacemente confutato la motivazione della Corte territoriale (la Corte aveva rilevato l'uso consapevole delle vincite per proseguire il gioco e il fatto che Trotta avesse presentato l'istanza allegando le DSU, assumendone il contenuto). Tuttavia la Suprema Corte ha accolto il quinto motivo (connesso al quarto) rilevando che la Corte di appello aveva fornito motivazione meramente apparente sulla corretta individuazione degli anni di riferimento (2019/2020) per la contestazione delle vincite e non aveva fatto valutazione comparativa delle tesi contrapposte né precisato il periodo temporale rilevante. Per tale motivo la sentenza impugnata è stata annullata e la causa è stata rinviata per nuovo giudizio alla Corte di appello di Firenze.
Norme richiamate
art. 7 D.L. 4/2019 (conv. legge 28/3/2019 n.26)
Norma sanzionatoria relativa alle omissioni nelle dichiarazioni finalizzate al riconoscimento del reddito di cittadinanza e al calcolo ISEE; la Corte ha considerato rilevante la mancata indicazione delle vincite da gioco nella DSU e delle variazioni successive, ma ha evidenziato anche la necessità di una corretta individuazione del periodo di riferimento temporale per la contestazione
art. 606 c.p.p., lett. e)
Censura relativa alla motivazione (omessa o apparente) della sentenza impugnata; la Corte ha ritenuto il motivo generico quando il ricorrente non ha confrontato le argomentazioni della corte territoriale
art. 606 c.p.p., lett. b)
Censura per violazione di legge o erronea applicazione della norma; impiegata dal ricorrente per sostenere l'erronea applicazione dell'art. 7, ma ritenuta generica in parte perché non ha confutato la motivazione della corte d'appello
artt. 61 e 67 TUIR
Richiamati in relazione ai criteri di determinazione dei redditi e del periodo di riferimento per il calcolo delle situazioni reddituali; la Corte ha ritenuto necessario un adeguato esame del periodo temporale rilevante ai fini ISEE
art. 4 DPCM 159/2013
Norma che disciplina le modalità di calcolo dell'ISEE e il periodo di riferimento delle informazioni dichiarate; la Corte ha evidenziato che la valutazione sulla corretta temporalità delle indicazioni nella DSU era insufficiente nella motivazione impugnata
Massime di principio
- La responsabilità per omissioni nelle DSU può essere attribuita anche al soggetto che presenta l'istanza e allega la DSU sottoscritta da altro soggetto: chi immette la dichiarazione nel procedimento si assume il contenuto delle dichiarazioni allegate.
- Per i reati di omessa indicazione in DSU è essenziale precisare il periodo temporale di riferimento (quali annualità considerate rilevanti); l'assenza di una valutazione comparativa delle tesi sulle annualità può rendere la motivazione meramente apparente e determinare annullamento e rinvio.
- La prova dell'elemento soggettivo può essere desunta da elementi comportamentali (per esempio l'uso sistematico delle vincite per finanziare ulteriori giocate) anche se il giocatore vede solo il saldo complessivo; tuttavia la Corte richiede argomentazione adeguata e non conclusioni semplicemente tratte dall'assenza di deduzioni contrarie in atti di polizia giudiziaria.
- Le impugnazioni che si fondano su vizi di motivazione devono confrontarsi in modo dettagliato e specifico con le argomentazioni della corte di merito; motivi generici che non compiono tale confronto rischiano di essere rigettati.
- In presenza di carenze probatorie o di motivazione sulla temporalità delle condotte contestate, la Cassazione tende ad annullare la sentenza con rinvio per un nuovo esame di merito, piuttosto che decidere nel merito.
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