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Ordinanza

Ordinanza n. 313/2026 - Lecce, Sezione 3

per l'annullamento, previa sospensione dell'efficacia, - del decreto prot. n. -OMISSIS-. del 06.03.2026 notificato l’11.03.2026 con il quale il Questore di Lecce ha revocato il permesso di soggiorno di lungo periodo n. -OMISSIS- rilasciato dalla Questura di Lecce il 24.02.2017 con validità illimitata per motivi di lavoro autonomo in favore del cittadino straniero -OMISSIS-; - di ogni altro atto presupposto, connesso e comunque consequenziale, ancorché di data anteriore e sconosciuto, che incida sfavorevolmente sulla posizione giuridica del ricorrente

Giustizia amministrativa202600541

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Puglia - Lecce, Sez. IIIOrdinanza cautelareAzione di annullamento

Atto impugnato: decreto del Questore di Lecce di revoca del permesso di soggiorno UE per soggiornanti di lungo periodo

Esito

RIGETTO

Favorevole al resistente (amministrazione dell'interno)

Prevale l’amministrazione

La controversia

Il ricorrente ha impugnato, chiedendone anche la sospensione cautelare, il decreto con cui il Questore di Lecce ha revocato il permesso di soggiorno UE per soggiornanti di lungo periodo rilasciato nel 2017. Dal testo risultano dedotti vizi riferiti, in particolare, all'insufficienza della motivazione, all'assenza o erroneità del giudizio di pericolosità sociale, al mancato adeguato bilanciamento tra ragioni di ordine e sicurezza pubblica, legami familiari, inserimento sociale e lavorativo, nonché a istruttoria carente o travisata. Il ricorrente ha valorizzato anche la circostanza di essere affidato in prova da circa dieci mesi, misura che presupporrebbe l'assenza di pericolosità sociale. Il provvedimento questorile era fondato su plurime condanne irrevocabili e su un ulteriore deferimento per maltrattamenti in danno dell'ex coniuge: condanna a due anni di reclusione per i reati di cui agli artt. 572 e 582 c.p.; successiva condanna a tre anni per l'art. 572 c.p.; condanna a due anni e otto mesi per apologia del terrorismo di matrice islamica, aggravata dall'uso di strumenti telematici; ulteriore deferimento nel 2026 per l'art. 572 c.p., con attivazione della procedura prevista dal Codice Rosso.

La decisione

Il TAR ha respinto l'istanza cautelare per carenza di sufficienti indici di fondatezza, senza definire il merito del ricorso. Ha ritenuto che il decreto di revoca fosse adeguatamente motivato e fondato su elementi penali gravi, reiterati e circostanziati, idonei a sostenere un giudizio prognostico di pericolosità sociale sul piano amministrativo. Il Collegio ha riconosciuto che la valutazione deve considerare anche i legami familiari e l'inserimento sociale e lavorativo, escludendo tuttavia che nella fattispecie vi fosse automatismo, poiché l'Amministrazione aveva effettuato un bilanciamento concreto e aveva valorizzato le prevalenti ragioni di ordine e sicurezza pubblica, incluse la condanna per apologia del terrorismo e le reiterate condotte violente e vessatorie verso l'ex coniuge. Non sono stati ravvisati manifesta irragionevolezza, travisamento dei fatti o difetto di istruttoria; il sindacato giudiziale sulle valutazioni prognostiche di pericolosità è stato ritenuto limitato a tali profili. È stata ritenuta irrilevante, ai fini amministrativi, la misura dell'affidamento in prova, in quanto il giudizio penale sotteso a tale misura è distinto dal giudizio prognostico sull'affidabilità dello straniero ai fini del soggiorno di lungo periodo. Le spese della fase cautelare sono state compensate.

Norme richiamate

  • art. 55 c.p.a.

    Disciplina la tutela cautelare nel processo amministrativo; sulla base del sommario esame cautelare il TAR ha respinto la domanda di sospensione.

  • art. 4, comma 3, d.lgs. 286/1998

    Non è ammesso in Italia lo straniero che (…) risulti condannato, anche con sentenza non definitiva, compresa quella adottata a seguito di applicazione della pena su richiesta ai sensi dell'articolo 444 del codice di procedura penale, per reati previsti dall'articolo 380, commi 1 e 2, del codice di procedura penale ovvero per reati inerenti gli stupefacenti, la libertà sessuale

    La disposizione è richiamata quale disciplina delle condizioni ostative all'ammissione dello straniero in presenza di determinate condanne penali.

  • art. 9, comma 7, lett. c), d.lgs. 286/1998

    Il permesso di soggiorno di cui al comma 1 è revocato: ... c) quando mancano o vengono a mancare le condizioni per il rilascio, di cui al comma 4

    La revoca del permesso UE per soggiornanti di lungo periodo è legittima quando vengono meno le condizioni richieste per il rilascio, tra cui l'assenza di pericolosità per l'ordine pubblico o la sicurezza dello Stato.

  • art. 9, comma 4, d.lgs. 286/1998

    Il permesso di soggiorno U.E. per soggiornanti di lungo periodo non può essere rilasciato agli stranieri pericolosi per l'ordine pubblico o la sicurezza dello Stato... Nel valutare la pericolosità si tiene conto anche... di eventuali condanne non definitive, per i reati previsti dall'art. 380 del codice di procedura penale..

    La valutazione della pericolosità sociale può fondarsi anche su condanne non definitive e deve essere svolta in concreto, tenendo conto delle ragioni di ordine e sicurezza pubblica e degli altri elementi rilevanti della posizione dello straniero.

  • sentenza Corte costituzionale n. 202/2013

    È richiamata per il principio secondo cui l'esercizio del potere deve essere preceduto dalla valutazione della natura e intensità dei legami familiari e del grado di inserimento sociale e lavorativo dello straniero.

  • L. 69/2019 (Codice Rosso)

    Richiamata con riferimento all'avvio della procedura d'urgenza a tutela dell'ex coniuge dopo l'ulteriore deferimento per maltrattamenti.

  • art. 52, commi 1 e 2, d.lgs. 196/2003

    Richiamato quale fondamento dell'oscuramento delle generalità e dei dati identificativi della parte.

  • art. 10 Regolamento (UE) 2016/679

    Richiamato, insieme alla normativa nazionale sulla privacy, a tutela dei diritti e della dignità della parte interessata mediante oscuramento dei dati identificativi.

Massime di principio

  • La revoca del permesso di soggiorno UE per soggiornanti di lungo periodo può essere disposta quando vengono meno le condizioni per il rilascio, inclusa l'assenza di pericolosità per l'ordine pubblico o la sicurezza dello Stato.
  • Il giudizio amministrativo di pericolosità sociale dello straniero non coincide con quello effettuato in sede penale e può fondarsi, secondo una valutazione prognostica e preventiva, sulla personalità, sulla condotta di vita, sulle condanne e sulle ulteriori condotte rilevanti, anche in un'ottica di prevenzione di futuri reati.
  • La valutazione della pericolosità non può tradursi in un automatismo fondato sulla sola esistenza di precedenti penali: l'Amministrazione deve effettuare un bilanciamento concreto, considerando anche natura e intensità dei legami familiari e grado di inserimento sociale e lavorativo dello straniero.
  • Il sindacato del giudice amministrativo sul giudizio prognostico di pericolosità sociale resta circoscritto alla verifica di profili quali manifesta irragionevolezza, travisamento dei fatti e difetto di istruttoria, quando la motivazione amministrativa risulti adeguata e fondata su elementi circostanziati.
  • La concessione dell'affidamento in prova, riferita alla valutazione della pericolosità nell'ambito penale, non esclude né rende inattuale il distinto giudizio amministrativo sull'affidabilità dello straniero ai fini del mantenimento del soggiorno di lungo periodo.

Come è indicizzato

MateriePermesso di soggiornoTutela cautelare
RamiImmigrazione e cittadinanzaProcesso amministrativo
SottomaterieDiniego e revoca per precedenti penali
IstitutiTutela cautelareDiscrezionalità amministrativa e tecnicaProporzionalità e ragionevolezzaDifetto di istruttoria

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