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Ordinanza

Ordinanza n. 4067/2026 - Napoli, Sezione 3

per l'annullamento a) dell’ordinanza dirigenziale del Comune di Torre del Greco n. 251 del 4 luglio 2024, con cui è stata ingiunta ai ricorrenti la demolizione di opere abusive realizzate presso gli immobili di proprietà ubicati nel fabbricato condominiale sito nel territorio comunale alla Via Giuseppe Beneduce n. 59/B, nonché della relazione tecnica prot. n. 19985 del 24 aprile 2024 in essa richiamata; b) di ogni altro atto anteriore, presupposto, preordinato, connesso e/o conseguente, ove interpretato in senso lesivo per i ricorrenti.

Giustizia amministrativa202404931

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Campania - Napoli, Sez. IIIOrdinanzaAzione di annullamento

Atto impugnato: ordinanza dirigenziale di demolizione di opere edilizie abusive e relazione tecnica richiamata

Esito

INTERLOCUTORIO

La controversia

I ricorrenti hanno impugnato l’ordinanza comunale che ingiungeva, ai sensi dell’art. 27, comma 2, d.P.R. n. 380/2001, la demolizione di opere realizzate senza titolo edilizio presso un appartamento e un cantinato condominiali. Le opere comprendevano, per l’appartamento, cambi prospettici, diversa distribuzione interna, uno sbratto, un foro nel solaio e una scala interna di collegamento con il cantinato; per il cantinato, diversa distribuzione interna, riduzione dell’altezza, fusione di locali e apertura di un varco nella muratura portante. In corso di causa è stata rilasciata autorizzazione sismica in sanatoria ed è stata presentata istanza di accertamento di conformità ai sensi dell’art. 36 d.P.R. n. 380/2001. Avverso il silenzio-rigetto formatosi su tale istanza i ricorrenti hanno proposto ricorso straordinario al Presidente della Repubblica, ancora pendente. Il Comune ha inoltre riaperto il procedimento di sanatoria, richiedendo integrazioni e chiarimenti. La difesa attorea ha quindi chiesto la sospensione del giudizio, senza opposizione del Comune.

La decisione

Il TAR ha disposto la sospensione necessaria del giudizio ai sensi del combinato disposto degli artt. 79 c.p.a. e 295 c.p.c., in attesa della definizione del ricorso straordinario proposto contro il silenzio-rigetto sull’istanza di accertamento di conformità. Il giudice ha ritenuto che l’eventuale decisione favorevole sulla sanabilità delle opere potrebbe incidere sull’efficacia dell’ordinanza di demolizione e ricondurre entrambi gli immobili allo stato legittimo, evitando una possibile contrapposizione logica tra la conferma giudiziale dell’ordine demolitorio e il successivo riconoscimento della sanabilità in sede straordinaria. Il ricorso straordinario è stato ritenuto idoneo a costituire il giudizio pregiudicante, in ragione della sua natura di procedimento giurisdizionale speciale, semplificato e di fatto a unico grado. La riapertura del procedimento di sanatoria da parte del Comune ha ulteriormente confermato l’opportunità della sospensione. La prosecuzione del giudizio potrà essere chiesta, ai sensi dell’art. 80, comma 1, c.p.a., dopo la decisione in sede straordinaria.

Norme richiamate

  • art. 27, comma 2, d.P.R. n. 380/2001

    Individua il fondamento dell’ordinanza comunale di demolizione delle opere realizzate in assenza di titolo edilizio.

  • art. 36 d.P.R. n. 380/2001

    Disciplina l’istanza di accertamento di conformità presentata dai proprietari per ottenere la sanatoria degli illeciti edilizi.

  • art. 79 c.p.a.

    Richiama l’art. 295 c.p.c. e consente la sospensione necessaria del processo amministrativo quando la decisione dipenda dalla definizione di altra controversia.

  • art. 80, comma 1, c.p.a.

    Disciplina la prosecuzione del giudizio sospeso, individuata dal TAR come possibile dopo la decisione del ricorso straordinario pregiudiziale.

  • art. 295 c.p.c.

    (i)l giudice dispone che il processo sia sospeso in ogni caso in cui egli stesso o altro giudice deve risolvere una controversia, dalla cui definizione dipende la decisione della causa

    Impone la sospensione necessaria quando un’altra controversia costituisce antecedente logico-giuridico indispensabile per decidere la causa principale.

  • art. 69 l. n. 69/2009

    È richiamato quale indice dell’evoluzione del ricorso straordinario verso una natura giurisdizionale, anche per la possibilità del Consiglio di Stato di sollevare questioni di costituzionalità e per l’eliminazione della facoltà ministeriale di discostarsi dal parere.

  • art. 112, comma 2, lett. b), c.p.a.

    Prevede la tutela mediante ottemperanza anche rispetto alla decisione resa dal giudice amministrativo sul ricorso straordinario, concorrendo a confermarne la connotazione giurisdizionale.

Massime di principio

  • La sospensione necessaria del processo amministrativo è applicabile quando la decisione della causa dipende dalla definizione di un’altra controversia, ai sensi del combinato disposto dell’art. 79 c.p.a. e dell’art. 295 c.p.c., per evitare decisioni logicamente incompatibili.
  • Un ricorso straordinario al Presidente della Repubblica può costituire il giudizio pregiudicante ai fini della sospensione necessaria del processo amministrativo, in quanto procedimento giurisdizionale speciale, semplificato e a unico grado.
  • Quando è impugnata un’ordinanza di demolizione e pende un procedimento finalizzato alla sanatoria delle medesime opere, la definizione della questione sulla sanabilità può essere pregiudiziale rispetto alla decisione sull’ordine demolitorio, se l’esito della sanatoria può incidere sulla sua efficacia.
  • La riapertura del procedimento di sanatoria da parte dell’amministrazione, con richiesta di integrazioni e chiarimenti, costituisce un ulteriore elemento di opportunità per sospendere il giudizio sull’ordinanza di demolizione fino alla definizione della sanatoria o del giudizio pregiudiziale.

Come è indicizzato

MaterieAbusi edilizi e sanzioniSanatoria e condono edilizioEstinzione, perenzione e improcedibilità
RamiEdiliziaProcesso amministrativo
IstitutiTutela cautelareSopravvenuta carenza di interesseEffetto conformativo e riedizione del potere

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