Cassazione Penale, Sentenza n. 6229/2024 del 12/02/2024
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
Il ricorrente ha chiesto il riconoscimento del vincolo della continuazione ex art. 671 c.p.p. tra la condanna per associazione di stampo mafioso (Corte di appello di Bologna, 17/12/2020) e la condanna per traffico illecito di stupefacenti riconosciuta con sentenza venezuelana e recepita dalla Corte di appello di Brescia (21/10/2016). La difesa ha dedotto: sovrapposizione temporale delle condotte (arresto in Venezuela 2/12/2014 ma attività precedenti), collegamento causale dato da minacce ed estorsione da parte di Vincenzo Migale che avrebbero costretto Cavedo a reperire denaro (circa 32.000 euro), e un collegamento di fine di lucro con possibile uso di proventi di riciclaggio riconosciuti nel processo Aemilia.
La decisione
Il ricorso e stato rigettato. La Corte ha ritenuto che non sussista identita del disegno criminoso: i reati sono disomogenei (tra i delitti scopo dell'associazione non rientra il traffico di stupefacenti), i luoghi e le circostanze sono diversi (Emilia-Romagna vs Venezuela) e la Corte di merito ha accertato una sostanziale dissociazione dal sodalizio quando l'imputato partì per il Venezuela nel novembre 2014. La Cassazione ha confermato che il riconoscimento della continuazione richiede indicatori concreti (omogeneita delle violazioni e del bene protetto, contiguita spazio-temporale, causa, modalita, sistematicita e programmazione preventiva) e che il ricorrente non ha assolto all'onere di allegare elementi specifici. I second o e terzo motivo sono stati dichiarati inammissibili perche in fatto e miravano a rimettere in discussione valutazioni di merito adeguatamente motivate. Il ricorrente e stato anche condannato al pagamento delle spese processuali.
Norme richiamate
art. 671 cod. proc. pen.
Disciplina il vincolo della continuazione; la sua applicazione richiede l'accertamento di un disegno criminoso unitario e di concreti indicatori di continuita tra reati
Sez. U, n. 28659 del 18/05/2017 (Gargiulo)
Giurisprudenza che richiama la necessita di approfondita verifica di concreti indicatori per riconoscere la continuazione e che non e sufficiente valorizzare taluni indici isolati
Sez. 1, n. 35806 del 20/04/2016 (D'Amico)
Principio secondo cui grava sul condannato che invoca la continuazione l'onere di allegare elementi specifici e concreti a sostegno della pretesa
Sez. 1, n. 12936 del 03/12/2018 (D'Andrea)
Conferma che la valutazione sulla unita del disegno criminoso e questione di fatto rimessa al giudice di merito e insindacabile in Cassazione se adeguatamente motivata
Massime di principio
- Per ottenere il riconoscimento della continuazione e necessario dimostrare un disegno criminoso unitario, non basta la mera contiguita cronologica o l'analoga tipologia di reato
- Devono emergere indicatori concreti: omogeneita degli illeciti e del bene giuridico protetto, contiguita spazio-temporale, collegamenti causali, modalita comuni, sistematicita e pianificazione preventiva
- La provenienza del denaro o l'esistenza di minacce possono essere rilevanti ma richiedono prova specifica del nesso causale tra quelle condizioni e la commissione del reato successivo; ipotesi indiziaria non e sufficiente
- Se il giudice di merito accerta una dissociazione o la cessazione dei rapporti con il sodalizio (es. partenza per altro Stato), tale fatto tende a escludere l'unita del disegno criminoso
- L'onere di allegazione grava sul ricorrente: deve proporre elementi concreti e non solo deduzioni generiche; diversamente il ricorso e destinato al rigetto
- Le questioni di fatto attinenti all'unita del progetto criminoso sono in linea di principio insindacabili in sede di legittimita se sorrette da motivazione adeguata
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