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Ordinanza

Ordinanza n. 550/2026 - Firenze, Sezione 2

per l'annullamento previa sospensione dell'efficacia, - della Ordinanza 210 del 14 maggio 2026 -Nota Prot. 0030471/2026 notificata in pari data, con cui il Comune di Campi Bisenzio disponeva la decadenza della concessione per l’occupazione di suolo pubblico concessa con autorizzazione n. 92/2022; - dell’Atto n. 16- Nota Prot. 0032925/2026 del 25 maggio 2026, con cui il Comune di Campi Bisenzio accertava la decadenza dell’autorizzazione n. 92/2022 del Bar Pantagruel notificata in data 25 maggio 2026; - dell’Ordinanza dirigenziale n. 219 del 21 maggio 2026, Prot. n. 0032581/2026 notificata il 22 maggio 2026 con cui si disponeva la decadenza del titolo abilitativo all’esercizio dell’attività di bar e punto pranzo con somministrazione al pubblico di prodotti e bevande; - nonché di tutti gli atti presupposti, connessi e/o consequenziali.

Giustizia amministrativa202601523

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Toscana - Firenze, Sez. IIOrdinanza cautelareAzione di annullamento

Atto impugnato: provvedimenti comunali di decadenza della concessione per l’occupazione di suolo pubblico, dell’autorizzazione relativa e del titolo abilitativo all’esercizio dell’attività di bar e punto pranzo

Esito

RIGETTO

Favorevole al resistente (comune)

Prevale l’amministrazione

La controversia

Il ricorrente ha impugnato, chiedendone l’annullamento previa sospensione cautelare, tre provvedimenti comunali con cui è stata disposta o accertata la decadenza della concessione per l’occupazione di suolo pubblico, dell’autorizzazione collegata e del titolo abilitativo all’esercizio dell’attività di bar e punto pranzo con somministrazione al pubblico di prodotti e bevande. Il testo dell’ordinanza non espone analiticamente i singoli motivi di ricorso, ma evidenzia la dubbia ammissibilità del gravame e l’apparente inconsistenza delle ragioni dedotte, rilevando che la natura abusiva delle opere realizzate dal ricorrente su beni comunali e la mancata rimozione delle opere risultano documentalmente («per tabulas»).

La decisione

Il TAR, nella valutazione sommaria propria della fase cautelare, ha respinto la domanda di sospensione. Ha ritenuto che il ricorso non apparisse suscettibile di favorevole esito, sia per la dubbia ammissibilità del gravame sia per l’apparente inconsistenza delle ragioni poste a suo fondamento. In particolare, il Collegio ha valorizzato la risultanza documentale della natura abusiva delle opere eseguite sui beni comunali e della loro omessa rimozione. Ha quindi escluso la sussistenza dei requisiti per la tutela cautelare previsti dall’art. 55 c.p.a. Le spese della fase cautelare sono state compensate.

Norme richiamate

  • art. 55 c.p.a.

    requisiti indicati dall’art. 55 c.p.a. per la concessione della tutela cautelare

    La tutela cautelare è stata negata perché, nella valutazione sommaria, il ricorso appariva di dubbia ammissibilità e le relative ragioni manifestamente o apparentemente inconsistenti, in assenza dei presupposti cautelari.

Massime di principio

  • Nella fase cautelare il giudice amministrativo può respingere la domanda di sospensione quando, a una valutazione sommaria, il ricorso appaia di dubbia ammissibilità o privo di consistenza, senza necessità di definire in via piena tutte le questioni di merito.
  • La risultanza documentale della natura abusiva di opere realizzate su beni comunali e della loro mancata rimozione costituisce elemento idoneo a escludere, in sede cautelare, la ragionevole fondatezza delle censure contro i provvedimenti amministrativi conseguenti.

Come è indicizzato

MaterieOccupazione di suolo pubblicoPubblici esercizi e somministrazioneTutela cautelare
RamiDemanio e patrimonio pubblicoCommercio e attività produttiveProcesso amministrativo
IstitutiTutela cautelareLegittimazione e interesse a ricorrere

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