Cassazione Penale, Sentenza n. 21914/2022 del 07/06/2022
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
Il Pubblico Ministero ha impugnato per abnormità l'ordinanza con cui il GUP, rilevata l'impossibilità del difensore di consultare il fascicolo nonostante la trasmissione telematica della nomina e della richiesta alla segreteria, ha dichiarato la nullità della richiesta di rinvio a giudizio e ha disposto la restituzione degli atti al PM per rinnovazione. Il ricorrente ha sostenuto che il vizio poteva essere sanato con il rinvio dell'udienza per consentire la consultazione, e che quindi il provvedimento giudiziario sarebbe stato abnorme.
La decisione
La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha ritenuto incontroverso che il difensore non aveva potuto consultare il fascicolo e che il GUP, accertata la circostanza, ha disposto la rinnovazione della richiesta di rinvio a giudizio per violazione del diritto di difesa. La Corte ha escluso la sussistenza del vizio di abnormità: l'atto del GUP non ha determinato una regressione indebita né una stasi del procedimento, ma ha comportato soltanto l'espletamento di ulteriori incombenze; pertanto non ricorrono i presupposti per un ricorso immediato per cassazione.
Norme richiamate
Giurisprudenza - Cass. Sez. 2, n. 2025 del 10/04/2018 (Apice)
Tesi che considera la nullità dell'atto a regime intermedio; richiamata come orientamento che ammette la nullità in casi analoghi
Giurisprudenza - Cass. Sez. 2, n. 5408 del 20/10/2020 (Possente)
Orientamento opposto che tende a qualificare l'atto come inutilizzabile anziché nullo; evidenzia oscillazioni interpretative in materia
Giurisprudenza - Sez. U, n. 25957 del 26/03/2009 (Toni)
Richiamata in tema di concetto di abnormità e dei limiti dell'esercizio del potere giudiziario
Giurisprudenza - Sez. 5, n. 569 del 04/11/2016 (P.M. in proc. Cheptanaru)
Contributo alla definizione di abnormità funzionale e strutturale dell'atto
Giurisprudenza - Sez. U, n. 5307 del 20/12/2007 (Battistella)
Richiama i concetti di regressione indebita e stasi procedimentale come presupposti per l'abnormità
Giurisprudenza - Sez. 5, n. 10531 del 20/02/2018 (Lazzarini)
Ulteriore giurisprudenza sul rischio di alterazione dell'ordinata sequenza procedimentale
Giurisprudenza - Sez. 3, n. 14012 del 14/12/2017 (Castaldi)
Richiama i limiti dell'intervento giudiziale che possa determinare l'impossibilità di proseguire il procedimento
Massime di principio
- La dichiarazione di nullità di un atto intermedio (es. richiesta di rinvio a giudizio) è giustificabile quando la mancata consultazione degli atti ha leso il diritto di difesa; il giudice può disporre la rinnovazione o la restituzione degli atti al PM per sanare il vizio.
- Il vizio di "abnormità" è un rimedio eccezionale e richiede che il provvedimento sia talmente estraneo al sistema processuale da determinare una regressione indebita, la stasi del procedimento o l'impossibilità di proseguire; decisioni ordinarie di rinnovazione o integrazione non sono normalmente abnormi.
- Esiste oscillazione giurisprudenziale tra qualificare l'atto come nullo o come inutilizzabile: la qualificazione concreta dipende dall'entità della lesione del diritto di difesa e dalle conseguenze sul prosieguo del procedimento.
- Il Pubblico Ministero ha limiti nel proporre ricorso per cassazione per abnormità: tale ricorso è inammissibile se il provvedimento impugnato non crea un danno irreversibile al corretto svolgimento del processo.
- In situazioni analoghe, la linea prudente è che il giudice verifichi tempestivamente la violazione delle prerogative difensive e adotti rimedi proporzionati (rinvio, rinnovazione, restituzione degli atti) prima di misure estreme; la parte interessata può poi impugnare secondo i rimedi ordinari ma non sempre con successo per abnormità.
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