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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 7788/2025 del 26/02/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
In breve

Il ricorso è stato dichiarato inammissibile a seguito della rinuncia all'impugnazione depositata dal difensore della ricorrente il 31/07/2024. La Corte ha condannato la ricorrente al pagamento delle spese processuali e al versamento della somma di euro 3.000 in favore della Cassa delle ammende.

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Impugnazione dell'ordinanza del Tribunale di Bari che aveva confermato il decreto di sequestro preventivo finalizzato alla confisca c.d. allargata di una serie di beni; il ricorso era volto ad ottenere la riforma di tale ordinanza

Massime di principio

  • La rinuncia all'impugnazione da parte del difensore determina l'inammissibilità del ricorso: la procedura si estingue e il giudice può pronunciare condanne alle spese e sanzioni a carico del rinunciante.
  • In casi di impugnazione contro ordinanze che confermano sequestri preventivi finalizzati a confisca allargata, se il difensore dispone di procura speciale e rinuncia espressamente al gravame, il giudice di legittimità dichiara generalmente il ricorso inammissibile senza entrare nel merito.
  • È importante che la rinuncia sia formale e sottoscritta dal difensore munito dei poteri necessari; una rinuncia irregolare o non documentata può non produrre gli stessi effetti.
  • La condanna al pagamento di una somma alla Cassa delle ammende e delle spese processuali è una conseguenza frequente della rinuncia all'impugnazione, volta a compensare i costi processuali e sanzionare la chiusura anticipata del procedimento di impugnazione.
  • Se si intende comunque ottenere un riesame dell'atto impugnato, non bisogna rinunciare all'impugnazione; in alternativa valutare rimedi diversi (es. istanze nei gradi precedenti o impugnazioni diverse) prima di rinunciare.

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