Sentenza n. 653/2026 - Lecce, Sezione 1
per l'annullamento del provvedimento con cui il Dirigente del Comune di Lecce, Settore Pianificazione e Sviluppo del Territorio, Ufficio Demanio Marittimo, con nota prot.n.139108/20 del 23.11.20 comunicava il rigetto della domanda di proroga della concessione demaniale marittima n.4 del 22.4.09 ex art 1, comma 682 e 683, della L.145/18; nonché di ogni altro atto connesso, consequenziale e presupposto ed in particolare e ove occorra della del 342 del 11.11.20; nonché per la declaratoria del diritto della ricorrente ad ottenere un formale atto di proroga della concessione demaniale marittima oggetto di causa sino alla data del 31.12.2033 e conseguentemente a mantenere installate, tutte le strutture assentite con i titoli edilizi e paesaggistici nella titolarità.
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeAtto impugnato: Rigetto della domanda di proroga della concessione demaniale marittima fino al 31 dicembre 2033
Esito
Favorevole al resistente (comune)
Prevale l’amministrazione
La controversia
La società concessionaria ha impugnato il provvedimento del Comune di Lecce che aveva rigettato la domanda di proroga della concessione demaniale marittima n. 4 del 22 aprile 2009, proposta ai sensi dell'art. 1, commi 682 e 683, della l. 145/2018. Ha inoltre chiesto la declaratoria del diritto a ottenere la proroga della concessione sino al 31 dicembre 2033 e a mantenere le strutture assentite dai titoli edilizi e paesaggistici. Dal testo della sentenza non risultano esposti gli specifici motivi di illegittimità dedotti, poiché il giudizio è stato definito per sopravvenuta carenza di interesse.
La decisione
Il TAR ha dichiarato il ricorso improcedibile per sopravvenuta carenza di interesse, prendendo atto della dichiarazione depositata dalla ricorrente il 23 febbraio 2026, con la quale è stato comunicato il venir meno dell'interesse alla decisione. Non è stata quindi esaminata la legittimità del diniego di proroga né la domanda di accertamento del diritto alla proroga e al mantenimento delle strutture. In ragione della natura formale della decisione, le spese di lite sono state compensate tra le parti.
Norme richiamate
art. 1, commi 682 e 683, l. 145/2018
La domanda di proroga della concessione demaniale marittima era stata proposta sulla base di tali disposizioni; la sentenza non ne esamina però l'applicazione sostanziale.
art. 87, comma 4-bis, c.p.a.
Richiamato nell'epigrafe processuale in relazione alla trattazione della causa; il testo non espone una specifica interpretazione della disposizione.
Massime di principio
- Quando il ricorrente dichiara che è venuto meno l'interesse alla decisione e non residuano domande sulle quali sia necessaria una pronuncia, il giudice amministrativo dichiara l'improcedibilità del ricorso per sopravvenuta carenza di interesse.
- La dichiarazione di improcedibilità per sopravvenuta carenza di interesse definisce il giudizio senza esaminare la legittimità dell'atto impugnato né le ulteriori domande sostanziali connesse.
- La natura meramente formale della decisione per sopravvenuta carenza di interesse può giustificare la compensazione delle spese di lite.
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