Cassazione Penale, Sentenza n. 12361/2023 del 24/03/2023
Sintesi
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Favorevole al ricorrente
La controversia
Impugnazione per cassazione avverso la sentenza di appello che aveva riunito due procedimenti e rideterminato la pena in complessivi 3 anni di reclusione e €1.000 di multa. Il ricorso deduceva, primo motivo, errore di interpretazione e applicazione dell'art. 175 c.p.p. (ante L. 67/2014) per il rigetto della richiesta di «recupero» del rito abbreviato (ovvero ammissione a rito alternativo) formulata prima dell'apertura del dibattimento ma, secondo l'appello, tardiva rispetto all'atto di appello; secondo motivo, errore di interpretazione e applicazione dell'art. 84 c.p. con riferimento agli artt. 614 e 628 c.p. (violazione di domicilio e rapina impropria), lamentando che la violazione di domicilio doveva essere assorbita nel reato complesso di rapina impropria e quindi non punita autonomamente.
La decisione
La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso parzialmente fondato limitatamente al secondo motivo e inammissibile nel resto. Primo motivo manifestamente infondato: la richiesta di rito alternativo è stata presentata dopo l'atto di appello (con la richiesta di discussione orale) e quindi tardiva rispetto alla regola che la facoltà va esercitata con il primo atto di impulso dopo la restituzione del termine. Secondo motivo accolto: la Corte ha ritenuto che, nelle fattispecie in cui la violazione di domicilio era funzionalmente finalizzata al furto in abitazione e la successiva violenza/minaccia sono state poste in essere solo per assicurare l'impunità o il profitto del furto, si realizza un reato complesso in cui la violazione di domicilio si converte in elemento costitutivo o circostanza del reato complesso; pertanto l'art. 84 c.p. opera e la violazione di domicilio deve essere assorbita. Conseguentemente la sentenza impugnata è stata annullata senza rinvio limitatamente al trattamento sanzionatorio e la pena è stata rideterminata in anni 2 e mesi 9 di reclusione ed €742 di multa, eliminando la frazione di pena di mesi 3 e €258 relativa alla violazione di domicilio; dichiarata inammissibile la restante parte del ricorso.
Norme richiamate
art. 175 c.p.p. (comma 2, testo ante L. 67/2014)
La Corte conferma che la restituzione nel termine per proporre appello della sentenza contumaciale consente all'imputato che non abbia avuto effettiva conoscenza del processo di chiedere l'ammissione a rito alternativo, ma tale istanza va esercitata con il primo atto di impulso processuale dopo la restituzione (ossia con l'atto di appello); una richiesta presentata successivamente è tardiva e quindi irricevibile.
art. 175 c.p.p. (comma 1) e art. 438 c.p.p.
Richiamati nel contesto del rito abbreviato e delle regole procedurali sull'appello e sulle istanze di rito alternativo; la Corte ha fatto dipendere l'ammissibilità della richiesta dalla tempestività con il primo atto di impulso.
art. 84 c.p.
Interpretata nella funzione di regolare i casi di apparente concorso di norme: quando più fattispecie confluiscono in un reato complesso (elementi costitutivi di una fattispecie convergono nell'altra come elemento o circostanza aggravante), non si applicano le norme sul concorso di reati ma la sola pena per il reato complesso; conseguentemente la violazione di domicilio, ove si riscontri che era funzionalmente assorbita nella dinamica che ha portato alla rapina impropria, deve essere assorbita ai sensi dell'art. 84.
art. 614 c.p.
Norma sostanziale sul reato di violazione di domicilio: nella motivazione la Corte distingue i casi in cui tale reato rimane autonomo e quelli in cui viene assorbito nel reato complesso in virtù dell'art. 84.
art. 628 c.p. (comma secondo)
Norma sulla rapina (e rapina impropria): la Corte distingue tra rapina «propria» e rapina impropria e valuta se la violazione di domicilio sia prodromica alla rapina o piuttosto finalizzata al furto con la successiva violenza usata per assicurare l'impunità; nel secondo caso la violazione di domicilio può essere assorbita nel reato complesso.
Sez. U. n. 52274/2016 (sentenza Rrushi)
Richiamata quale principio secondo il quale la restituzione del termine per proporre appello della sentenza contumaciale consente all'imputato che non abbia avuto effettiva conoscenza del processo di chiedere l'ammissione a rito alternativo, purché la richiesta sia formulata con il primo atto di impulso.
Sez. 2, n. 4992 del 14/01/1985 (D'Ulizia)
Giurisprudenza citata come orientamento che in passato ha ritenuto l'autonomia della violazione di domicilio rispetto alla rapina, ma la Corte osserva che quelle decisioni riguardavano fattispecie diverse (violazione strettamente prodromica alla rapina «propria»).
Sez. 2, n. 40382 del 17/07/2014 (Farfaglia)
Richiamata per il principio che, nei casi di concorso apparente di norme, si applica la sola pena prevista per il reato complesso (art. 84 c.p.) e non il cumulo delle pene.
Massime di principio
- Rito abbreviato dopo restituzione del termine per appello: la richiesta di ammissione a rito alternativo va presentata con il primo atto di impulso processuale dopo la restituzione; una domanda presentata successivamente (anche se prima dell'apertura del dibattimento) è tardiva e irricevibile.
- Concorso apparente di norme e art. 84 c.p.: quando la violazione di domicilio e altri reati (es. furto e poi violenza) confluiscono in un unico disegno criminoso e gli elementi della violazione si risolvono in elementi costitutivi o circostanze del reato complesso, la violazione di domicilio può essere assorbita e va applicata la sola pena per il reato complesso.
- Distinzione fattuale cruciale: per valutare l'assorbimento è determinante l'esame concreto della finalità della violazione di domicilio (se era prodromica alla rapina «propria» o finalizzata originariamente al furto con violenza successiva per assicurare l'impunità/profitto).
- Non è possibile «revocare» l'assorbimento della violazione di domicilio solo perché il titolo di reato è stato successivamente modificato o aggravato se i presupposti fattuali originari rimangono sostanzialmente gli stessi.
- Strategia difensiva pratica: se si contesta l'autonomia di una fattispecie accessoria (es. violazione di domicilio), focalizzare la difesa sul nesso teleologico e sulla successione fattuale degli eventi per dimostrare che l'elemento contestato è funzionale al reato complesso e quindi assorbito.
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