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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 22240/2024 del 03/06/2024

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

I ricorrenti impugnano la sentenza di appello che aveva riqualificato i reati ai sensi dell'art. 424 cod. pen. (danneggiamento seguito da incendio) e aveva condannato Panaiia e Pierro per plurimi incendi commessi tra il 9/10/2017 e il 10/11/2017. Le condanne si fondano su un compendio indiziario costituito da videoriprese, tabulati telefonici, servizi di osservazione, intercettazioni ambientali, rilevazioni GPS e confessione parziale captata. Panaiia deduce insufficienza della prova (contestando l'attribuzione dell'uso della Fiat Punto, l'individuazione del conducente e l'interpretazione dei tabulati) e censura la determinazione della pena per continuazione. Pierro contesta la sussistenza del dolo specifico e la propria partecipazione, sostenendo l'assenza di elementi probatori idonei a dimostrare il suo concorso e chiedendo revisione della misura della pena.

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibili entrambi i ricorsi. Ha ritenuto che le censure dedotte siano, nella sostanza, tentativi di rivalutazione del compendio indiziario e della motivazione di merito e quindi precluse in sede di legittimità, non essendo state riferite censure di mancanza, manifesta illogicità o contraddittorietà della motivazione. Sono state confermate le risultanze di merito (valore probatorio combinato di video, tabulati, GPS, intercettazioni e modus operandi), la quantificazione della pena e l'aumento per continuazione ritenuto motivato. I ricorrenti sono stati condannati al pagamento delle spese processuali e al versamento, in favore della Cassa, della somma equitativamente fissata in euro 3.000,00 sulla base della sentenza n.186/2000 della Corte Costituzionale.

Norme richiamate

  • art. 424 cod. pen.

    La Corte d'appello ha riqualificato i fatti come danneggiamento seguito da incendio e la Cassazione ha accettato tale ricostruzione di merito, ritenendola sorretta dal compendio indiziario

  • art. 530, comma 2, cod. proc. pen.

    art. 530, comma 2, cod. proc. pen.

    Norma invocata per chiedere l'assoluzione per insufficienza di prove; la Cassazione ha ritenuto che la deduzione fosse in realtà una richiesta di rivalutazione dei fatti e quindi inammissibile

  • art. 533 cod. proc. pen.

    Richiama il criterio della condanna oltre ogni ragionevole dubbio; la Corte segnala che l'introduzione di tale principio non ha modificato i limiti del sindacato di legittimità sulla motivazione

  • art. 606, comma 1, lett. e) cod. proc. pen.

    art. 606, comma 1, lett. e) cod. proc. pen.

    Causa di ricorso relativa alla manifesta illogicità della motivazione; la Corte richiama l'alto standard necessario per ritenere sussistente tale vizio in sede di legittimità

  • artt. 132 e 133 cod. pen.

    artt. 132 e 133 cod. pen.

    Principi guida per la determinazione della pena: la Corte di Cassazione ha ribadito la discrezionalità del giudice di merito nel fissare la pena base e gli aumenti, rispettati i criteri normativi

  • legge 20 febbraio 2006, n. 46

    legge 20 febbraio 2006, n. 46

    Ha codificato il principio della condanna "oltre ogni ragionevole dubbio"; la Corte specifica che ciò non autorizza la rivalutazione fattuale in Cassazione se il giudice di merito ha esaminato le alternative

  • Sentenza Corte Costituzionale 13 giugno 2000, n. 186

    Sentenza Corte Costituzionale 13 giugno 2000, n. 186

    Richiamata in tema di condanna al pagamento di una somma equitativa a carico dei ricorrenti in mancanza di elementi per ritenere che il ricorso sia stato proposto senza colpa

Massime di principio

  • In Cassazione non è consentita la rivalutazione dei fatti o la proposta di ricostruzioni alternative se non è dimostrata una mancanza, manifesta illogicità o contraddittorietà della motivazione del giudice di merito
  • La prova indiziaria va valutata globalmente: il giudice valuta la certezza e la valenza probatoria dei singoli indizi e poi il loro effetto cumulativo per escludere ragionevoli dubbi
  • La mera esistenza di ipotesi alternative, per quanto plausibili, non integra di per sé un vizio se tali alternative sono prive di riscontro concreto nel materiale probatorio
  • Le intercettazioni, i tabulati telefonici, riprese video e rilevazioni GPS, se convergenti, possono costituire un compendio indiziario solido e giustificare la condanna anche in assenza di prove dirette
  • La determinazione della pena e l'applicazione degli aumenti per continuazione rientrano nella discrezionalità del giudice di merito e sono sindacabili in Cassazione solo se vi è arbitrarietà o palese illogicità
  • Per impugnare efficacemente in Cassazione una decisione fondata su indizi occorre documentare specifici vizi di motivazione (mancanza, manifesta illogicità o contraddittorietà) e non limitarsi a contestazioni valutative generiche
  • In caso di inammissibilità del ricorso il giudice può condannare i ricorrenti al pagamento delle spese e a una somma equitativa a favore della Cassa, salvo che il ricorso non sia stato proposto senza colpa

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