Cassazione Penale, Sentenza n. 09040/2026 del 09/03/2026
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
I ricorrenti impugnano la sentenza di conferma della condanna per riciclaggio (capo 21) sostenendo: per entrambi, errata determinazione della competenza territoriale e violazione del principio della perpetuatio iurisdictionis per l'esclusione, sopravvenuta o emersa in sede cautelare, della circostanza aggravante di agevolazione mafiosa; Galiano contesta inoltre la qualificazione giuridica del fatto (afferma che le condotte rientrerebbero al più in ricettazione o tentato reimpiego, non in riciclaggio), la mancata applicazione della clausola di non punibilità per concorso nel reato presupposto e la determinazione della pena e della valutazione delle attenuanti; Vendemini contesta il travisamento della prova, la mancanza di elementi per ritenere la provenienza illecita delle somme e l'errata attribuzione del ruolo decisorio all'interno della banca.
La decisione
La Corte di Cassazione ha dichiarato manifestamente infondati i motivi sui profili di competenza territoriale riaffermando il principio della perpetuatio iurisdictionis: la competenza si determina ex ante sugli elementi all'atto dell'imputazione e non è alterata da successivi accertamenti che escludano aggravanti. Ha inoltre respinto i mezzi di merito sulla responsabilità penale: ha ritenuto provata, con gli elementi fattuali ricostruiti in motivazione (trasporto e versamenti in contanti, apertura di conti, trasferimenti e operazioni finalizzate a garantire un fido), la fattispecie del riciclaggio e la consapevolezza della provenienza illecita; ha precisato che per il reato di riciclaggio non è richiesto l'accertamento giudiziale del reato presupposto e che la prova dell'estraneità al reato presupposto è necessaria solo se l'imputato dichiara di avervi concorso e questa versione risulti credibile. Sul punto della determinazione della pena la Corte ha ritenuto insindacabile la discrezionalità del giudice di merito quando la pena è fissata in misura prossima al minimo. In conclusione i ricorsi sono stati rigettati (respinti) e le sentenze di merito confermate.
Norme richiamate
art. 21 cod. proc. pen.
comma 2 (termine per rilevare la competenza territoriale)
La competenza per territorio va determinata ex ante, con riferimento agli elementi disponibili al momento della formulazione dell'imputazione; eventuali vicende successive non spostano la competenza (principio della perpetuatio iurisdictionis).
art. 23 cod. proc. pen.
Richiamato dai ricorrenti nella discussione sulla funzione del giudice del dibattimento nel valutare la competenza, ma la Corte ha confermato che la valutazione della competenza segue la regula ex ante e i termini processuali previsti.
art. 24-bis cod. proc. pen.
introdotto dall'art. 4 del d.lgs. 10 ottobre 2022, n. 150
La rimessione alla Corte di cassazione per questioni pregiudiziali di competenza è applicabile solo se proposta nei termini previsti (in primo grado, prima della conclusione dell'udienza preliminare o entro il termine di cui all'art. 491 c.p.p.); oltre tali termini lo strumento non è più attivabile.
art. 491 cod. proc. pen.
Termine rilevante per la proposizione di eccezioni di competenza e per l'eventuale utilizzo della rimessione pregiudiziale ex art. 24-bis.
art. 648-bis cod. pen. (riciclaggio)
Il reato di riciclaggio può integrarsi con operazioni quali deposito in banca di somme di provenienza illecita, trasferimento su conti di terzi e impiego per modificare consistenza/titolarità; si richiede dolo generico (consapevolezza della provenienza illecita e volontà di ostacolare l'identificazione), non l'accertamento giudiziale del reato presupposto.
art. 606 cod. proc. pen.
Norme che regolano i motivi di ricorso per cassazione (violazione di legge e vizio della motivazione), valutate dalla Corte nel sindacare le doglianze di merito.
art. 110 cod. pen.
Disciplina il concorso di persone nel reato; la Corte ha ritenuto applicabile il principio che consente di ritenere un soggetto autore o regista dell'operazione anche se alcune azioni materiali sono poste in essere da altri.
art. 133 cod. pen.
Criteri per la determinazione della pena: la Corte ha ribadito la discrezionalità del giudice di merito nella graduazione della pena tra minimo e massimo edittale, purché motivata.
art. 62-bis cod. pen.
Richiamata in relazione alla determinazione della pena (circostanze attenuanti/recidiva), soggetta al sindacato limitato della Cassazione quando la motivazione del giudice di merito è congrua.
art. 192 cod. proc. pen.
Richiamato nei motivi di ricorso di Vendemini in ordine al travisamento della prova; la Corte ha ritenuto nondimostrato il travisamento a fronte della valutazione logica degli elementi probatori.
art. 405 cod. proc. pen.
comma 1-bis (richiamato in relazione alla sentenza Corte Cost.)
La Corte costituzionale, con sentenza n. 121/2009, ha dichiarato incostituzionale il comma 1-bis: l'esito del ricorso cautelare non vincola l'esercizio dell'azione penale; quindi le esclusioni cautelari non impediscono automaticamente l'ulteriore azione dell'accusa.
Massime di principio
- Competenza per territorio: si applica il principio della perpetuatio iurisdictionis; la competenza si determina ex ante in base agli elementi disponibili al momento della formulazione dell'imputazione e non si modifica per accertamenti successivi che escludano aggravanti.
- Rimessione pregiudiziale ex art. 24-bis c.p.p.: utilizzabile solo entro i termini processuali previsti (in primo grado e prima della chiusura dell'udienza preliminare o entro il termine di cui all'art. 491 c.p.p.); oltre tali termini la questione deve essere decisa nel merito.
- Riciclaggio (art. 648-bis c.p.): depositi in banca, trasferimenti su conti di terzi e operazioni finalizzate a modificare titolarità/consistenza dei beni possono integrare il reato; è sufficiente il dolo generico (consapevolezza della provenienza illecita e volontà di ostacolare l'identificazione), non è necessario che il reato presupposto sia stato accertato giudizialmente.
- Prova di concorso nel reato presupposto: l'accusa non è tenuta a provare l'assenza di concorso dell'imputato nel reato presupposto; tuttavia, se l'imputato dichiara di aver concorso nel reato presupposto e tale dichiarazione è credibile, allora l'accusa dovrà dimostrare l'estraneità.
- Valutazione della prova e travisamento: le contestazioni che mirano a una diversa valutazione degli elementi probatori sono, di regola, sindacabili con difficoltà in Cassazione se il giudice di merito ha motivato logicamente le proprie conclusioni.
- Determinazione della pena: la graduazione della pena tra minimo e massimo rientra nella discrezionalità del giudice di merito e la Cassazione sindaca solo i casi di palese sproporzione o insufficiente motivazione.
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