Cassazione Civile, Sentenza n. 20831/2022 del 30/06/2022
Sintesi
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Favorevole al resistente
La controversia
I Di Monaco avevano chiesto la nullità della compravendita del 23 giugno 1994 per simulazione del corrispettivo o, in subordine, il riconoscimento della permuta sottostante e il trasferimento di quattro appartamenti; il Tribunale aveva accolto la domanda e condannato Tenacia e Parva Domus a trasferire specifici alloggi ai Di Monaco. La Parva Domus ha impugnato in appello e poi in cassazione contestando, tra l'altro, l'assenza di poteri rappresentativi di Antonio Ercolano al momento della scrittura del 5 aprile 1996, la mancata efficacia di ratifica/ricognizione (verbale 17/10/2003), la qualità di soci dei Di Monaco, la nullità per conflitto di interessi e omissioni del giudice nel valutare la garanzia personale di Ercolano.
La decisione
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso. Ha respinto l'eccezione di tardività del deposito e dichiarato inammissibili o infondati i vari motivi proposti dalla Parva Domus. In particolare ha confermato che: (1) Ercolano, all'epoca Presidente del CDA, aveva agito in nome e per conto della cooperativa e il suo operato era stato ratificato; (2) i limiti statutari ai poteri degli amministratori non sono opponibili ai terzi estranei, salvo dolo (applicazione dell'art. 2384, comma 2, c.c. per via della norma sulle cooperative); (3) la scrittura del 5 aprile 1996 e gli atti successivi hanno reso vincolanti gli obblighi di trasferimento delle quote/appartamenti a favore dei Di Monaco; (4) molte censure erano generiche o nuove e quindi inammissibili in cassazione. Sono state altresì liquidate le spese di giudizio a carico della Parva Domus in favore dei controricorrenti (importi indicati in sentenza).
Norme richiamate
art. 134 disposizioni di attuazione c.p.c.
Il deposito a mezzo posta del ricorso si considera avvenuto alla data di spedizione del plico raccomandato; ha reso inammissibile l'eccezione di tardività nel caso di specie.
art. 342 c.p.c.
Richiamato nella contestazione sull'ammissibilità dell'appello; la Corte ha osservato che l'appello non era adeguatamente motivato su taluni punti e che molte censure in sede di cassazione non contestavano specificamente le argomentazioni del merito.
art. 2384, comma 2 c.c. (applicato per le cooperative ex art. 2516 c.c.)
Limiti statutari ai poteri degli amministratori non sono opponibili ai terzi, anche se pubblicati, salvo dolo; principio ritenuto applicabile alla cooperativa tramite richiamo normativo alle regole sulle società per azioni, giustificando la vincolatività dell'atto compiuto dal Presidente.
art. 2516 c.c.
Predisposizione che rimanda alle norme sulle società per azioni per le cooperative; la Corte l'ha utilizzata per applicare l'art.2384(2) al caso concreto.
artt. 1398, 1399, 1325, 1421 c.c.
Richiamati nei motivi sulla validità e forma del contratto e sulla nullità. La Corte ha ritenuto infondate le censure relative ad invalidità formali e alla mancata ratifica quando, dai fatti, risultava chiara la ratifica e l'esecuzione degli obblighi.
artt. 2475-bis e 2479, comma 2, n.5 c.c.
Articoli richiamati in relazione alla qualità e al ruolo dei soci nelle cooperative/impresa; la Corte ha ritenuto non rilevante, nei rapporti verso i Di Monaco, l'argomento che taluni obblighi rilevassero solo tra le cooperative.
artt. 2525, 2518 n.7, 2528, 2521 c.c. (formulazione previgente)
Richiamati nei motivi relativi alla qualità di socio dei Di Monaco e alla trasferibilità delle quote; la Corte ha ritenuto il motivo inammissibile perché la documentazione e i comportamenti (assemblee, inviti) dimostravano la qualità di soci e la titolarità dei diritti impugnati.
art. 111 Cost.; artt. 112, 115, 116 c.p.c.; art. 2697 c.c.
Norme richiamate in relazione alla presunta omissione di esame di fatti decisivi e al gravame per onere della prova; la Corte ha ritenuto le censure generiche e non fondate, con inammissibilità delle doglianze nuove in cassazione.
art. 13 D.P.R. n. 115/2002
Richiamato per questioni di contributo unificato; la Corte ha dato atto delle condizioni per eventuale versamento integrativo previsto dalla norma.
art. 23, comma 8-bis D.L. n. 137/2020 (convertito) e art.7 D.L. n.105/2021
Norme emergenziali che hanno consentito la trattazione in camera di consiglio senza discussione orale; richiamate proceduralmente per la modalità di trattazione del ricorso.
Massime di principio
- Le limitazioni statutarie ai poteri degli amministratori non sono opponibili ai terzi in buona fede; pertanto atti compiuti dal presidente o da chi esternamente appare legittimato possono vincolare la società salvo prova del dolo del terzo.
- La ratifica da parte della società degli atti compiuti da suoi organi (anche se contestati nei poteri) rende vincolanti quegli atti; la condotta e gli atti successivi possono dimostrare la volontà di ratifica.
- In caso di presunta simulazione relativa, il giudice verifica il petitum subordinato (es. riconoscimento della permuta e trasferimento di beni) e può pronunciarsi su quello una volta esclusa la simulazione assoluta.
- In Cassazione sono inammissibili le questioni nuove non dedotte e non trattate nel giudizio di merito; il ricorrente deve indicare con precisione dove la questione era stata già sollevata (principio di autosufficienza).
- Le censure generiche o non confrontate puntualmente con le motivazioni del merito sono spesso dichiarate inammissibili: l'impugnazione deve contestare specificamente le ragioni decisorie del giudice di appello.
- Il deposito postale del plico raccomandato si considera efficace alla data di spedizione ai fini dei termini di impugnazione (art. 134 disp. att. c.p.c.).
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