Sentenza n. 1058/2026 - Torino, Sezione 1
per l'annullamento - del provvedimento prot. n. -OMISSIS- dell’-OMISSIS-, con il quale la Questura di Torino ha rigettato l’istanza di rinnovo del permesso di soggiorno per lavoro autonomo presentata dalla ricorrente; - nonché di tutti gli atti presupposti, connessi e consequenziali;
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeAtto impugnato: diniego di rinnovo del permesso di soggiorno per lavoro autonomo
Esito
Favorevole al resistente (questura)
Prevale l’amministrazione
La controversia
La ricorrente aveva impugnato il provvedimento della Questura di Torino che aveva rigettato la sua istanza di rinnovo del permesso di soggiorno per lavoro autonomo, chiedendone l'annullamento insieme agli atti presupposti, connessi e consequenziali. Nel corso del giudizio ha depositato un atto, non notificato alle altre parti, con cui ha dichiarato di rinunciare al ricorso, riferendo di avere nel frattempo regolarizzato la propria permanenza in Italia.
La decisione
Il TAR ha dichiarato il ricorso improcedibile per sopravvenuto difetto di interesse. Pur in assenza delle formalità di rinuncia, il giudice ha ritenuto che la dichiarazione della ricorrente e la regolarizzazione della sua permanenza in Italia costituissero fatti e comportamenti univoci dai quali desumere la sopravvenuta carenza di interesse alla decisione, ai sensi dell'art. 84, comma 4, c.p.a. La decisione non contiene una valutazione sulla legittimità del diniego impugnato. Le spese di lite sono state compensate in ragione dell'esito della controversia.
Norme richiamate
art. 35, comma 1, lett. c), c.p.a.
improcedibilità per sopravvenuto difetto di interesse
Il ricorso è improcedibile quando, per fatti sopravvenuti, viene meno l'interesse delle parti a una decisione.
art. 84, comma 4, c.p.a.
Anche in assenza delle formalità di cui ai commi precedenti il giudice può desumere dall’intervento di fatti o atti univoci dopo la proposizione del ricorso ed altresì dal comportamento delle parti argomenti di prova della sopravvenuta carenza d’interesse alla decisione della causa
La sopravvenuta carenza di interesse può essere desunta anche in assenza delle formalità previste per la rinuncia, sulla base di fatti, atti univoci e comportamenti delle parti successivi alla proposizione del ricorso.
art. 84, comma 3, c.p.c.
atto depositato in giudizio ma non notificato alle altre parti
La mancata notificazione dell'atto di rinuncia alle altre parti impediva il perfezionamento della rinuncia nelle forme ordinarie, senza tuttavia precludere al giudice di accertare la sopravvenuta carenza di interesse secondo l'art. 84, comma 4, c.p.a.
art. 52, commi 1 e 2, d.lgs. 196/2003
La disposizione è richiamata quale base per l'oscuramento delle generalità e degli altri dati identificativi della ricorrente.
art. 10 Regolamento (UE) 2016/679
La disposizione è richiamata, insieme alla normativa nazionale, a tutela dei diritti e della dignità della parte interessata mediante oscuramento dei dati identificativi.
Massime di principio
- La sopravvenuta carenza di interesse alla decisione può essere accertata anche quando la dichiarazione di rinuncia non sia stata notificata alle altre parti e non siano state osservate le formalità ordinarie della rinuncia, purché fatti, atti o comportamenti successivi alla proposizione del ricorso offrano elementi univoci in tal senso.
- La regolarizzazione della posizione amministrativa del ricorrente, quando dichiarata e valutata dal giudice come fatto sopravvenuto univoco, può rendere improcedibile per sopravvenuto difetto di interesse l'impugnazione del diniego di permesso di soggiorno, senza necessità di esaminare la legittimità dell'atto impugnato.
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