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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 14515/2025 del 14/04/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Impugnazione dell'ordinanza del Tribunale di Napoli che, in funzione di giudice del riesame, aveva respinto la richiesta di revoca della custodia cautelare in carcere. Il ricorrente contestava la utilizzabilità, ai fini della gravità indiziaria, delle sommarie informazioni rese da Nocera Emmanuel sostenendo che: a) le dichiarazioni dovevano essere considerate inutilizzabili ai sensi dell'art. 63 comma 2 e dell'art. 64 comma 3 cod.proc.pen. perché Nocera, già alla luce di elementi investigativi (annotazione di servizio relativa a perquisizione e video), avrebbe dovuto essere ascoltato sin dall'inizio come indiziato e con gli avvertimenti di legge; b) la verbalizzazione non sarebbe dovuta proseguire dopo l'autoaccusa senza interruzione e senza i prescritti avvertimenti (ritardo di oltre 1 ora e 12 minuti); c) violazione dell'art. 62 cod.proc.pen. per la presunta inutilizzabilità erga omnes delle dichiarazioni; in sostanza si sosteneva che le dichiarazioni di Nocera, essendosi subito autoaccusato, erano viziatamente raccolte e non potevano essere utilizzate contro terzi.

La decisione

Il ricorso è stato rigettato. La Corte ha ritenuto corretta l'interpretazione del Tribunale di Napoli: al momento dell'escussione Nocera risultava essere persona informata sui fatti e non esistevano, all'inizio della sua deposizione, indizi inequivoci che imponessero di considerarlo indagato; la giurisprudenza consente che dichiarazioni autoindiziante rese da persona non indagata siano utilizzabili nei confronti di terzi (principio "contra alios"). L'annotazione di servizio prodotta in cassazione non era stata inserita nel fascicolo nei precedenti gradi e quindi non poteva assumere rilievo in questa sede. Inoltre il provvedimento impugnato non ha fondato la gravità indiziaria sulle sommarie informazioni di Nocera, ma su elementi autonomi (esame e confronto delle immagini di videosorveglianza, identificazione dei veicoli e di uno dei partecipanti, rinvenimento presso l'abitazione del ricorrente di un ciclomotore usato nella rapina). La Corte ha altresì richiamato la possibilità di esperire la "prova di resistenza" per valutare se, espunte eventuali prove inutilizzabili, la decisione sarebbe rimasta invariata; il ricorrente non ha dimostrato la decisività delle dichiarazioni di Nocera né ha svolto la prova di resistenza. Conseguentemente il ricorso è rigettato, il ricorrente è condannato alle spese processuali e vengono disposte le ordinarie comunicazioni di cancelleria.

Norme richiamate

  • art. 63 cod. proc. pen.

    La garanzia prevista tutela principalmente il dichiarante: le dichiarazioni autoindiziante rese da persona non indagata non sono utilizzabili contro il dichiarante stesso ma possono essere utilizzate contro terzi (principio "contra alios"); il secondo comma prevede l'inutilizzabilità erga omnes solo quando il dichiarante avrebbe dovuto sin dall'inizio essere escusso come indagato.

  • art. 64 cod. proc. pen.

    Disciplina le garanzie e gli avvertimenti da fornire alla persona sottoposta a interrogatorio in qualità di indagato; se durante l'audizione emergono indizi a carico del dichiarante la verbalizzazione deve essere interrotta e l'escussione proseguita con le garanzie previste.

  • art. 62 cod. proc. pen.

    Rinvocato dal ricorrente in relazione all'inutilizzabilità delle dichiarazioni; la Corte non ha ritenuto sussistente una generale inutilizzabilità erga omnes sulla base di tale norma, richiamando l'accertamento sostanziale dello status del dichiarante al momento della deposizione.

  • art. 94 comma 1 ter disp. att. cod. proc. pen.

    Norma richiamata per gli adempimenti di cancelleria successivi alla condanna alle spese; provvedimento formale di chiusura.

Massime di principio

  • Le dichiarazioni rese da una persona che, al momento dell'escussione, è ancora solo "persona informata sui fatti" possono essere utilizzate contro terzi (principio "contra alios"), anche se il dichiarante successivamente diventa indagato, salvo che sin dall'inizio vi fossero inequivoci indizi che imponevano la sua escussione quale indagato.
  • Spetta al giudice valutare in termini sostanziali lo "status" del dichiarante al momento della dichiarazione: non è decisivo il mero dato formale (es. iscrizione nel registro delle notizie di reato), ma gli elementi obiettivi presenti quando la dichiarazione è resa.
  • Se si eccepisce l'inutilizzabilità di una prova, il ricorrente deve anche dimostrare la sua decisività mediante la c.d. "prova di resistenza": bisogna valutare se, espunte le prove illegittime, la decisione sarebbe rimasta la stessa; senza tale valutazione l'eccezione può risultare insufficiente.
  • Documenti non prodotti nei gradi precedenti e non costituenti prova nuova non possono essere fatti valere in cassazione; è fondamentale far entrare nel fascicolo processuale i documenti rilevanti già nei gradi di merito.
  • L'inutilizzabilità processuale di una dichiarazione non impedisce che l'elemento viziato orienti il prosieguo delle indagini e conduca all'acquisizione di ulteriori prove autonome, utilizzabili per la decisione.
  • Nel corso dell'escussione, se emergono elementi che configurano una possibile responsabilità del dichiarante, gli avvertimenti di legge previsti per l'indagato devono essere dati e la verbalizzazione ripresa nelle forme richieste; tuttavia la valutazione sulla necessità di tali avvertimenti è rimessa al giudice in base agli elementi concreti presenti al momento.

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