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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 28326/2026 del 24/07/2026

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

ACCOGLIMENTO PARZIALE

Favorevole al ricorrente (imputato)

La controversia

La decisione riguarda principalmente un omicidio avvenuto all'esito di un agguato con due persone a bordo di uno scooter, commesso in danno di una vittima connessa a un contesto di traffici illeciti. In primo grado era stato condannato un imputato, mentre altri erano stati assolti; in appello la condanna è stata confermata per il primo e ribaltata per un coimputato, con condanna all'ergastolo di quest'ultimo. I ricorsi per cassazione censurano la ricostruzione del fatto e la tenuta della motivazione, soprattutto: identificazione dello scooter usato per il delitto; attendibilità e utilizzabilità delle chiamate in correità/de relato di alcuni collaboratori; valore dei tabulati telefonici; significato del transito di un'autovettura nelle vicinanze del luogo di abbandono del mezzo; sussistenza delle aggravanti della premeditazione e del metodo mafioso. Uno dei ricorrenti contesta anche il ribaltamento in appello di una precedente assoluzione, lamentando che la Corte territoriale non avrebbe fornito una motivazione realmente rafforzata né riscontri specifici alla chiamata del collaboratore. L'altro ricorrente contesta la mancata esclusione dell'aggravante del metodo mafioso e, in via più generale, la ricostruzione accusatoria basata su prova indiziaria.

La decisione

La Corte di cassazione ha rigettato il ricorso dell'imputato la cui condanna in appello era stata confermata, annullando però senza rinvio la sentenza limitatamente all'aggravante di cui all'art. 416-bis.1 c.p., che è stata esclusa, con conseguente conservazione della pena inflitta. Quanto all'altro imputato, già assolto in primo grado e poi condannato in appello, la sentenza è stata annullata con rinvio alla Corte di assise di appello di Napoli per nuovo giudizio. La Corte ha ritenuto infondate le doglianze dell'imputato la cui posizione era stata già consolidata in senso di colpevolezza, mentre ha ritenuto non sufficientemente persuasiva la motivazione di appello sul ribaltamento dell'assoluzione, in particolare per l'insufficiente forza dimostrativa attribuita ai tabulati telefonici e per l'assenza di una reale maggiore forza persuasiva rispetto alla sentenza di primo grado.

Norme richiamate

  • art. 533 c.p.p.

    al di là di ogni ragionevole dubbio

    La colpevolezza può essere affermata solo se la motivazione mostra una tenuta logica complessiva tale da superare il dubbio ragionevole; in cassazione si controlla il metodo valutativo del giudice di merito, non una nuova rivalutazione del fatto.

  • art. 546 c.p.p.

    La motivazione deve esplicitare in modo coerente il percorso logico-giuridico seguito dal giudice di merito.

  • art. 192, comma 2, c.p.p.

    La prova indiziaria richiede valutazione unitaria degli indizi, che devono essere gravi, precisi e concordanti.

  • art. 192, comma 3, c.p.p.

    La chiamata in correità o reità non è autosufficiente e richiede riscontri esterni specifici, riferibili ai fatti e non meramente alla credibilità personale del dichiarante.

  • art. 619 c.p.p.

    Le criticità motivazionali possono talora determinare una rettifica parziale della motivazione, se non incidono sulla tenuta complessiva del ragionamento decisorio.

  • art. 416-bis.1 c.p.

    L'aggravante richiede l'effettivo avvalimento del metodo mafioso o la concreta finalizzazione ad agevolare un'associazione mafiosa; non basta il mero contesto criminale o la caratura mafiosa degli autori.

  • art. 56 c.p.p.

    Non citato.

  • art. 512 c.p.p.

    Le dichiarazioni della testimone irreperibile sono state acquisite secondo la disciplina delle letture dibattimentali.

  • art. 608 c.p.p.

    Richiamato incidentalmente in relazione ai limiti dell'impugnazione del pubblico ministero.

Massime di principio

  • Nel giudizio di legittimità la censura sulla motivazione non può risolversi in una rilettura alternativa del fatto: il controllo verte sulla coerenza logica, completezza e non contraddittorietà del ragionamento del giudice di merito.
  • In tema di prova indiziaria, il singolo indizio va valutato nel quadro complessivo degli altri elementi: l'analisi frammentaria o isolata dei dati probatori non è idonea a fondare un vizio di motivazione se la tenuta globale del ragionamento resta solida.
  • La prova indiziaria può sorreggere la condanna solo se l'insieme degli indizi è unitariamente grave, preciso e concordante, e se le eventuali ipotesi alternative rimangono meramente congetturali o prive di riscontro processuale.
  • La chiamata in correità o in reità non vale da sola come prova piena contro il chiamato: richiede riscontri esterni specifici, che devono confermare il contenuto accusatorio e non soltanto la generica attendibilità del dichiarante.
  • I riscontri alla chiamata di correo possono essere anche indiretti o logici, ma devono essere specificamente pertinenti al fatto oggetto di imputazione e non limitarsi a descrivere la vicinanza criminale o la contiguità personale tra i soggetti coinvolti.
  • Nel ribaltamento in appello di una sentenza assolutoria è necessaria una motivazione rafforzata, capace di confutare puntualmente le ragioni del primo giudice e di spiegare perché gli elementi nuovi o diversamente valutati abbiano maggiore forza persuasiva.
  • L'aggravante del metodo mafioso richiede qualcosa di più della mera appartenenza o frequentazione di ambienti criminali: occorre che l'agente si sia effettivamente avvalso della forza intimidatrice del sodalizio mafioso, o che il fatto sia stato commesso per agevolarlo.

Come è indicizzato

MaterieImpugnazioniProveOmicidioResistenza e oltraggio a pubblico ufficiale
RamiProcesso penaleDelitti contro la personaReati contro la PA
IstitutiInutilizzabilità della provaOnere della prova

Testo integrale

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