Sentenza del 14/06/2017 n. 98 - Comm. Trib. Prov. Grosseto
Riscossione - Cartella di pagamento - Notifica - Utilizzo della posta privata - Ammissibilità - Valenza probatoria delle attestazioni dell'incaricato postale privato - Fidefacenza - Esclusione - Adempimenti necessari al perfezionamento della notifica - Prova della comunicazione informativa, in caso di consegna a soggetto diverso dal destinatario - Necessità.
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeL'utilizzo della posta privata è stato ritenuto astrattamente ammissibile, anche se sul punto esiste giurisprudenza di merito non uniforme. Tuttavia, la documentazione prodotta da Equitalia è stata considerata insufficiente, perché non dimostrava l'effettiva ricezione o conoscibilità della raccomandata informativa da parte del destinatario. Ne consegue l'irregolarità o il mancato perfezionamento della notifica della cartella.
Esito
Favorevole al ricorrente
Prevale il privato
La controversia
Il ricorrente ha contestato la regolarità della notificazione della cartella, eseguita tramite un servizio di posta privata e consegnata a una persona diversa dal destinatario. In particolare, è stata rilevata l'assenza di prova che la raccomandata informativa, necessaria quando il plico viene consegnato a un soggetto diverso dal destinatario, sia stata effettivamente recapitata o sia comunque entrata nella sfera di conoscibilità del contribuente. È stata inoltre richiamata la questione della limitata efficacia probatoria delle attestazioni dell'incaricato di posta privata, che non riveste la qualifica di pubblico ufficiale.
Norme richiamate
Disciplina della notificazione degli atti mediante servizio postale
La raccomandata informativa è indispensabile ai fini del perfezionamento della notifica quando il plico è consegnato a persona diversa dal destinatario.
La consegna dell'atto a un soggetto diverso dal destinatario non è sufficiente da sola: occorre anche dimostrare l'invio e l'effettiva giunta nella sfera di conoscibilità del destinatario della comunicazione informativa.
Cass. Sez. 6-1, sentenza n. 2035 del 30 gennaio 2014
L'incaricato di un servizio di posta privata non riveste, a differenza dell'agente del fornitore del servizio postale universale, la qualità di pubblico ufficiale, onde gli atti dal medesimo redatti non godono di alcuna presunzione di veridicità fino a querela di falso.
Le attestazioni dell'incaricato di posta privata non hanno fede privilegiata e possono essere contestate senza necessità di proporre querela di falso; inoltre, l'attestazione della data di consegna non è necessariamente idonea a far decorrere il termine per impugnare.
Massime di principio
- La notificazione tramite posta privata può essere ammessa, ma deve essere comprovata con documentazione completa e verificabile.
- Quando l'atto viene consegnato a una persona diversa dal destinatario, è necessario dimostrare anche l'invio e la ricezione o conoscibilità della raccomandata informativa.
- Le attestazioni dell'operatore di posta privata non godono automaticamente di fede privilegiata, poiché l'incaricato non è pubblico ufficiale.
- In caso di documentazione incompleta sulla comunicazione informativa, la notifica può essere considerata non perfezionata, con conseguenze favorevoli al contribuente.
- L'onere di provare tutti gli adempimenti notificatori grava sull'amministrazione o sull'agente della riscossione che intende far valere la cartella.
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