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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 47558/2023 del 27/11/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Il ricorrente ha proposto ricorso ex art. 625-bis c.p.p. denunciando un presunto errore di fatto nell'ordinanza della Corte di Cassazione (Sez.1, n. 29238/2023) che avrebbe omesso di tener conto dell'intervenuta remissione di querela, ritualmente accettata, la quale, a suo avviso, avrebbe reso irrilevante o estinto il reato o dovuto influire sulla decisione.

La decisione

Il ricorso è stato dichiarato inammissibile. La Corte ha ritenuto che l'istituto dell'art. 625-bis c.p.p. tutela un errore percettivo rilevante che abbia effettivamente condizionato la decisione; l'asserita omissione relativa alla remissione di querela non è un errore percettivo: la Corte aveva esplicitamente dato atto della remissione ma l'aveva valutata irrilevante perché era già formato un giudicato sulla responsabilità dell'imputato in relazione alle parti che non erano state annullate. Inoltre, considerato che la Corte di cassazione aveva rimesso al giudice di rinvio solo la determinazione della pena, il giudicato progressivo sull'accertamento del reato e della responsabilità impedisce l'applicazione di cause estintive sopravvenute in quella fase. Il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e alla somma di euro tremila in favore della Cassa delle ammende.

Norme richiamate

  • art. 625-bis cod. proc. pen.

    Rimedio straordinario volto a correggere un errore di fatto percettivo (svista o equivoco) nella lettura degli atti da parte della corte che abbia effettivamente inciso sulla decisione; non è applicabile agli errori di diritto o alle valutazioni che non siano state decisive nel percorso motivazionale.

  • Giurisprudenza - Sez. U, n. 18651 del 26/03/2015; Sez. U, n. 37505 del 14/07/2011; Sez. U, n. 16103 del 27/03/2002

    Chiarimenti consolidati sul concetto di errore di fatto percettivo richiamati dalla Corte per delimitare la portata dell'art. 625-bis: l'errore deve essere una svista che ha determinato una diversa decisione.

  • Giurisprudenza - Sez. U, n. 4904 del 26/03/1997 (Suraci)

    Principio secondo cui, se la cassazione rimette al giudice di rinvio esclusivamente la determinazione della pena, il giudicato progressivo già formatosi sull'accertamento del reato e della responsabilità impedisce l'applicazione di cause estintive sopravvenute all'annullamento parziale.

  • Giurisprudenza - Sez. 5, n. 21939 del 17/04/2018; Sez. 1, n. 34128 del 06/05/2021

    Ulteriori precedenti che escludono dal rimedio ex art. 625-bis gli errori che consistono in errate interpretazioni giuridiche o valutazioni non decisive del percorso motivazionale.

Massime di principio

  • Il rimedio ex art. 625-bis c.p.p. è limitato agli errori di fatto percettivi (svista o equivoco) che abbiano effettivamente determinato una diversa decisione; non copre errori di interpretazione giuridica o valutazioni non decisive.
  • La semplice esistenza di un fatto sopravvenuto (es. remissione di querela) non annulla automaticamente una decisione se, all'esito del giudizio, è già sorto un giudicato progressivo sull'accertamento del reato e della responsabilità nelle parti non annullate.
  • Se la Corte di cassazione rimette al giudice di rinvio solo la determinazione della pena, eventuali cause estintive sopravvenute non possono essere applicate a ridosso del giudicato formatosi sull'accertamento del reato; quindi la valutazione di rilevanza di tali fatti sopravvenuti dipende dalla portata dell'annullamento.
  • Quando si contesta una decisione per omissione di un fatto sopravvenuto, occorre dimostrare che la mancata considerazione abbia concretamente inciso sul percorso decisorio e che, senza l'errore, la decisione sarebbe stata diversa.

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