Sentenza n. 11512/2026 - Roma, Sezione 2
per l'annullamento: - della Graduatoria degli idonei (sebbene non pubblicata) e dell’elenco dei vincitori (codice concorso 2700 TRIB) per come pubblicato il 27.11.2025 sul sito dell’Agenzia delle entrate e sul portale INPA all’esito della selezione pubblica per l’assunzione a tempo indeterminato di complessive 2.700 unità per l’area dei funzionari, famiglia professionale funzionario giuridico-tributario per attività di controlli fiscali e servizi fiscali (bando di concorso n. 290773 del 11 luglio 2025, Codice Concorso: ADE/TRIB/2700 ) con il relativo avviso della presa di servizio da parte dei vincitori con decorrenza 18 dicembre 2025, nelle parti di interesse; - dell’Avviso e del relativo elenco contenente gli esiti anonimi rettificati della prova scritta inerente la selezione pubblica per l’assunzione a tempo indeterminato di complessive 2.700 unità per l’area dei funzionari, famiglia professionale funzionario giuridico-tributario per attività di controlli fiscali e servizi fiscali, per come pubblicati sul sito dell’Agenzia delle Entrate il 10.11.2025, limitatamente alle parti di interesse; - dell’Esito della prova scritta del ricorrente, nonché della prova stessa, nelle parti di interesse; - dei verbali di correzione delle prove, sebbene allo stato non conosciuti; - di ogni altro atto presupposto, connesso e consequenziale; nonché per l’accertamento del diritto di parte ricorrente ad ottenere il riesame del punteggio assegnato all’esito della prova scritta per i motivi esposti in narrativa e ad essere consequenzialmente ricollocato in una posizione migliore nella rispettiva graduatoria; con conseguente condanna in forma specifica delle Amministrazioni in indirizzo, ognuna per quanto di spettanza, a riesaminare il punteggio della prova scritta per i motivi esposti in narrativa; in ogni caso, con l’ordine nei confronti della P.a. di adottare ogni provvedimento ritenuto più opportuno per la tutela dei diritti del ricorrente.
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeAtto impugnato: Graduatoria finale, elenco dei vincitori, esiti anonimi rettificati e risultato della prova scritta della procedura concorsuale per 2.700 funzionari giuridico-tributari dell'Agenzia delle Entrate
Esito
Favorevole al resistente (amministrazione procedente)
Prevale l’amministrazione
La controversia
Il ricorrente, partecipante per i posti relativi alla Regione Abruzzo e inizialmente collocato nella graduatoria finale come idoneo non vincitore, ha impugnato la graduatoria degli idonei e l'elenco dei vincitori, gli esiti anonimi rettificati della prova scritta, il proprio esito e la prova stessa, nonché i verbali di correzione e gli atti connessi. Ha inoltre chiesto l'accertamento del diritto al riesame del punteggio della prova scritta, la conseguente ricollocazione in graduatoria e la condanna delle amministrazioni al riesame. Nel corso del giudizio, con memoria del 10 marzo 2026, ha dichiarato di non avere più interesse alla prosecuzione del ricorso poiché era stato infine assunto dall'Agenzia delle Entrate.
La decisione
Il TAR ha dichiarato il ricorso improcedibile per sopravvenuta carenza di interesse. L'assunzione del ricorrente da parte dell'Agenzia delle Entrate ha fatto venire meno l'utilità concreta e attuale dell'eventuale accoglimento delle domande di annullamento, riesame del punteggio e ricollocazione in graduatoria. Il Collegio ha richiamato il principio dispositivo, applicabile anche al processo amministrativo, e ha preso atto della dichiarazione del ricorrente. Le spese di lite sono state compensate in ragione della peculiarità della fattispecie.
Massime di principio
- La sopravvenuta assunzione del candidato che abbia impugnato gli esiti di una procedura concorsuale può determinare la sopravvenuta carenza di interesse e l'improcedibilità del ricorso quando venga meno l'utilità concreta e attuale dell'eventuale annullamento degli atti e del riesame del punteggio.
- Nel processo amministrativo il giudice deve conformarsi alla dichiarazione del ricorrente di sopravvenuta carenza di interesse, in applicazione del principio dispositivo, quando tale dichiarazione evidenzi il venir meno dell'interesse alla decisione.
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